Venerdì 28 marzo 2014
Una settimana dopo il suo arrivo a Casares, sulla costa dell’Oceano Pacifico, in Nicaragua, Fratel José Díaz Pérez, comboniano spagnolo, scriveva una lettera circolare ad amici e parenti nella quale, pieno di entusiasmo, raccontava le sue prime esperienze sul posto e il suo modo di vivere la vocazione missionaria e il carisma comboniano. Tre settimane dopo, il 20 marzo, vittima di punture di vespe, Fr. Pepe, com’era conosciuto da tutti, ha perso la vita. Era stato per alcuni anni coordinatore dei Laici Missionari Comboniani (LMC) in Guatemala.

 

Dopo quattro anni di servizio missionario in Guatemala, Fr. José Díaz Pérez, comboniano spagnolo, era stato destinato in una parrocchia comboniana sulla costa del Pacifico, in Nicaragua.

In una lettera indirizzata a parenti e amici, Fr. Pepe raccontava con entusiasmo ciò che faceva e condivideva i suoi sogni per la sua nuova missione tra i più poveri.

Sembrava aver fretta. I suoi sogni erano tanti e molto grandi. Realizzabili perché, come diceva nel suo ultimo scritto, “a Dio nulla è impossibile”. Né lui né gli altri potevano immaginare che tre settimane dopo avrebbe perso la vita.

Chi di noi lo ha conosciuto sapeva della sua forza di volontà e del suo entusiasmo, tanto nel campo dell’animazione missionaria come in quello dell’evangelizzazione. Nemmeno i limiti imposti dalle sequele della poliomielite riuscivano a fermarlo. Sull’argomento, con un senso dell’umorismo poco comune, scherzava senza alcun complesso.

In allegato, pubblichiamo il testo integrale, in spagnolo, della sua ultima lettera.


Fr. José Díaz Pérez durante l’Assemblea dei Laici Missionari Comboniani (LMC)
nel dicembre 2012 a Maia, Portogallo.