Giovedì 10 aprile 2014
Mons. Erwin Kräutler, presidente del Consiglio indigenista missionario (Cimi) e vescovo di Xingu, e il teologo P. Paulo Suess (nella foto) sono stati a Roma la settimana scorsa per incontrare papa Francesco e presentare i gravi problemi sociali ed ecologici dell’Amazzonia e delle comunità cristiane senza Eucaristia in Brasile. Il Santo Padre ha invitato Mons. Erwin a collaborare alla preparazione della prossima enciclica su ecologia e povertà. Sabato 5 aprile, Mons. Erwin e P. Paulo hanno tenuto una conferenza presso il Collegio Pio Brasiliano di Roma nella quale hanno sviluppato il tema “Una Chiesa povera, per i poveri e tra i poveri”.

 

La notizia che ha riempito 
di gioia i fedeli oltre Brennero proviene dal Brasile: secondo quanto riportato dall’agenzia KathPress e del sito Vatican Insider il vescovo di origine austriaca Erwin Kräutler, missionario in Brasile, è stato chiamato da papa Francesco a coadiuvarlo per la stesura della prossima enciclica sui poveri e la custodia del creato, come lui stesso ha riferito nel corso di un’intervista all’Orf Journal.

Kräutler, nato a Hohenems (Vorarlberg, in Austria) nel 1939, primogenito di sei fratelli, appartiene alla Congregazione dei Missionari del Preziosissimo Sangue. Dopo gli studi in filosofia e teologia a Salisburgo, nel 1965 è partito missionario in Amazzonia e nel 1980 è stato nominato Vescovo nella diocesi più vasta del Brasile, quella di Altamira-Xingu, da papa Giovanni Paolo II, diventando ausiliare dello zio Erich e l’anno dopo il suo successore. Dal 1983 al 1991 Kräutler è stato presidente del Consiglio missionario per gli Indios della Conferenza episcopale del Brasile (Cimi). Nel 2006 è di nuovo alla guida del Cimi a seguito dell’improvvisa scomparsa in un incidente stradale del presidente in carica, il vescovo Gianfranco Masserdotti. Nel 1997 è stato uno dei quindici delegati eletti dal Celam per partecipare al Sinodo per l’America e in quella sede aveva portato la voce della gente brasiliana il cui territorio stava per essere brutalmente saccheggiato.


Sempre in prima linea nella difesa delle popolazioni locali minacciate dalla deforestazione lungo il Rio delle Amazzoni, il Vescovo austriaco è stato insignito nel 2010 del Premio Nobel alternativo “per il suo impegno a favore dei diritti umani delle popolazioni indigene e per la sua lotta per la conservazione della foresta pluviale in Amazzonia”.

Più volte minacciato di morte (nel 1987 è sopravvissuto a un attentato dov’era stato ucciso il suo autista), ha continuato a porsi a fianco delle popolazioni per la difesa della dignità di ciascuno, dai coltivatori di canna da zucchero ai bambini abusati sessualmente o mutilati per il prelievo di organi, ma le sue difficoltà sono nate anche per la sua strenua difesa dell’ambiente di quella vasta regione brasiliana. Il legame poveri-creato, così caro a papa Francesco fin dalle prime battute del suo pontificato, per il vescovo Kräutler è azione quotidiana in linea con la più genuina Teologia della Liberazione: la sua lotta contro la povertà perché sia garantito a ciascuno un lavoro e il giusto salario si è accompagnata alla promozione del riconoscimento di elementari diritti, come la tutela sanitaria, e alla difesa del territorio abitato dalle popolazioni del luogo, contro ogni rischio di neocolonialismo.

 

P. Massimo Ramundo,
missionario comboniano,
e P. Paulo Suess,
in Piazza S. Pietro,
a Roma.

Kräutler , che nel mese di luglio compirà 75 anni, ha con tutta probabilità presentato le sue dimissioni a papa Francesco nel corso dell’udienza venerdì 5 aprile. Argomenti di conversazione sono stati, secondo Orf, i diritti dei popoli indigeni del Brasile, le minacce nei confronti degli indios e della loro foresta pluviale da cui traggono il sostentamento agroalimentare, le conseguenze della costruzione della diga di Belo Monte sul fiume Xingu e alcune proposte per far fronte alla carenza di sacerdoti (in considerazione della estrema scarsità di preti nella sua diocesi, vasta quanto l’intera Germania, Kräutler ha detto che il Papa si aspettava da lui "proposte coraggiose e audaci").

Sul fronte dell’enciclica, se da una parte la nomina di Kräutler (il tedesco parla di “Mitautor”, che sarebbe co-autore, ma più realisticamente si tratterà di una stretta collaborazione) fa pensare al forte legame che Papa Bergoglio riconosce tra custodia del creato e promozione della giustizia (sono i poveri a subirne le più drammatiche conseguenze), come richiamato dal Papa nella recente intervista con i giovani fiamminghi, dall’altra si tratta di un segno che lo scritto è in corso, o perlomeno in fase di studio.