Martedì 13 maggio 2014
Il Pontefice si è unito alla mobilitazione internazionale per ottenere il rilascio delle oltre duecento studentesse sequestrate nelle settimane scorse in Nigeria dai terroristi di Boko Haram. Aderendo alla campagna #BringBackOurGirls, papa Francesco, con un tweet, ha invitato tutti a unirsi «nella preghiera per l’immediato rilascio delle liceali rapite in Nigeria». I Paesi vicini, Ciad, Camerun e Niger, stanno intanto mettendo a disposizione immagini satellitari per cercare di individuare il luogo dove sono segregate le studentesse.

 

Dopo l’appello del Papa, la campagna #bringbackourgirls arriva a piazza San Pietro. Domenica scorsa l’associazione “How-Hands Off Women” ha organizzato un flash mob davanti alla basilica di San Pietro, prima dell’Angelus di papa Francesco. Una manifestazione di solidarietà per chiedere la liberazione delle studentesse rapite in Nigeria dai terroristi di Boko Haram.
(foto: roma.repubblica.it)
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Il Governo di Abuja avrebbe stabilito un «contatto indiretto» con i terroristi, ma finora questo presunto contatto non avrebbe sortito gli effetti sperati. Boko Haram avrebbe disseminato l’area, in cui le liceali sono tenute prigioniere, di mine e trappole esplosive per impedire la liberazione delle giovani. Il presidente francese, François Hollande, ha nel frattempo reso noto che, sabato prossimo, potrebbe tenersi a Parigi un vertice sulla sicurezza in Nigeria.

In queste ore poi si stanno registrando nuove manifestazioni, in varie parti della Nigeria, da parte di centinaia di donne che chiedono l’immediato rilascio delle liceali. Nei giorni scorsi una manifestazione in questo senso aveva avuto luogo a Niamey, in Niger. Nell’o ccasione le donne partecipanti avevano redatto un documento in cui si sollecita il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e il Tribunale penale internazionale a perseguire per crimini contro l’umanità tutti i leader di Boko Haram, definiti «criminali e individui senza legge».

E sempre a causa di Boko Haram e delle violenze da loro scatenate, continua nel nord-est della Nigeria la fuga di massa delle popolazioni alla ricerca di luoghi più sicuri. Secondo l’alto commissariato dell’Onu per i Rifugiati (Unhcr), gli sfollati interni sono già oltre 250.000.
L’Osservatore Romano, lunedì-martedì 12-13 maggio 2014, pagine 1 e 2