Lunedì 1 dicembre 2014
Ieri si è iniziato l‘Anno della vita consacrata, che durerà fino al 2 febbraio 2016, con la Messa solenne, nella Basilica Vaticana, presieduta dal cardinale João Braz de Aviz, prefetto del dicastero della Vita Consacrata. Alla vigilia dell'apertura, sabato sera, si è svolta un veglia di preghiera presso la Basilica di Santa Maria Maggiore con un videomessaggio del Pontefice indirizzato a tutti i consacrati e le consacrate che operano nel mondo. La Basilica era strapiena di religiosi. Otto comboniani hanno partecipato alla veglia.


 

Papa Francesco
ha invitato i religiosi
a “uscire dal nido
verso le periferie dell’uomo
e della donna di oggi”.
Il Pontefice ha lanciato
un forte monito
ai consacrati ripetendo:
“Svegliate il mondo!
Svegliate il mondo!”

 

Il cardinale João Braz de Aviz, parlando sui temi di rilievo di questo Anno della vita consacrata indetto da Papa Francesco, ha detto alla Radio Vaticana: “Noi vogliamo in questo momento rispondere a una decisione molto gradita di Papa Francesco, che ha voluto questo Anno della Vita consacrata. Per noi rispondeva molto a quello che c’era anche nel nostro cuore, qui, nella Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica, cioè dei religiosi, e ci sembrava necessario anche per tutto il mondo dei consacrati. Noi volevamo riavvicinarci a questa realtà come a una realtà di Chiesa, soprattutto in questo momento in cui compiamo i 50 anni del Concilio. Il decreto “Perfectae caritatis” invitava a un rinnovamento profondo alla vita consacrata nella Chiesa. Questo cammino ha adesso 50 anni. Noi volevamo vedere a che punto siamo”.

Nel videomessaggio indirizzato a tutti i consacrati e le consacrate in occasione della veglia di preghiera a Santa Maria Maggiore alla vigilia dell’apertura dell’Anno della vita consacrata, sabato sera, Papa Francesco ha invitato i religiosi a “uscire dal nido verso le periferie dell’uomo”. Il Pontefice ha lanciato un forte monito ai consacrati ripetendo: “Svegliate il mondo! Svegliate il mondo!”

Il Santo Padre ha incominciato il suo messaggio con parole di gratitudine per il dono della vita consacrata: “In questa occasione le mie prime parole sono di gratitudine al Signore per il dono prezioso della vita consacrata alla Chiesa e al mondo”.

Il Papa auspica che l’Anno dedicato alla vita consacrata sia occasione per valorizzare in maniera conveniente il dono prezioso della vocazione alla vita consacrata. “Mettete Cristo al centro della vostra esistenza” – dice Papa Francesco – perché “la vita consacrata consiste essenzialmente nell’adesione personale a Lui”. I consacrati e le consacrate facciano in modo di trasformarsi in “memoria vivente del modo di esistere di Gesù, come Verbo incarnato di fronte al Padre e di fronte ai fratelli” (cit. Vita Consacrata 22).

E’ un compito arduo – sottolinea Papa Francesco – lasciarsi toccare dalla mano di Gesù, lasciarsi condurre dalla sua voce e sostenere dalla sua grazia. Ma un aiuto si trova nel Vangelo:

“Assumetelo come forma di vita e traducetelo in gesti quotidiani segnati dalla semplicità e dalla coerenza, superando così la tentazione di trasformarlo in una ideologia. Il Vangelo conserverà 'giovane' la vostra vita e missione, e le renderà attuali e attraenti. Sia il Vangelo il terreno solido dove avanzare con coraggio”.

La missione dei consacrati e delle consacrate deve essere diretta verso “le periferie dell’uomo e della donna di oggi” (EG,20) - spiega Francesco. Incontrando Cristo, aggiunge il Papa, si arriva all’incontro con “i più bisognosi, i poveri”. Raggiungere le periferie per portare la luce del Vangelo richiede “vigilanza”, ma anche “lucidità” per riconoscerne le complessità,  “discernimento”, senza rinunciare ad immergersi nella realtà per toccare la carne sofferente di Cristo nel Popolo (EG, 24):

“Uscite dal vostro nido verso le periferie dell’uomo e della donna di oggi! Per questo, lasciatevi incontrare da Cristo. L’incontro con Lui vi spingerà all’incontro con gli altri e vi porterà verso i più bisognosi, i più poveri”.

Papa Francesco – citando nuovamente l’Evangelii Gaudium (109) - invita i consacrati e le consacrate ad essere “realisti, ma senza perdere l’allegria, l’audacia e la dedizione piena di speranza!”. Su questa missione sarà Maria, la Beata Vergine, modello di ogni discepolo-missionario a vegliare con sguardo materno.

Alla veglia di preghiera, era presente il cardinale João Braz de Aviz. Alla Radio Vaticana, il porporato ha detto: “Noi siamo strafelici, perché il Papa ha riversato sui consacrati e le consacrate tutto il suo amore. Si sente che lui vuole che i consacrati siano Vangelo vivo - questa è infatti proprio la profezia - non solo con la dottrina, ma con una vita vicino alle persone e vicino a Dio. Essere felici, perché Dio solo può far felice una persona. E poi dobbiamo andare a cercare gli altri ed entrare in questa carne dell’umanità. Siamo molto contenti, perché vediamo che non sono solo i consacrati e le consacrate, che hanno preso in mano questo anno; noi vediamo che anche le Chiese particolari, in tutto il mondo in fermento, una realtà che deve andare avanti, svilupparsi soprattutto nelle diocesi, nelle diocesi locali, nei Paesi, perché i consacrati sentano che sono parte integrante della Chiesa”.


Otto missionari comboniani hanno partecipato alla veglia, tra cui:
Fr. Daniele Giusto, P. Emmanuel Say Kouamé (dell’Istituto dei Figli della Carità),
Fr. Baldo Guerrino, P. Dawit Wubishet Teklewold,
Suor comboniana Weyneshet Tadesse, e P. Tesfaye Tadesse Gebresilasie.