Mercoledì 10 dicembre 2014
La presentazione del libro Pinceladas. Desde China con amor di P. Daniel Cerezo, missionario comboniano conosciuto in Cina come P. Xie, si è svolta il 13 novembre presso il campus CEU di Argüelles, a Madrid, in un salone gremito di gente. “Essendo un paese dalle distanze enormi, per qualsiasi viaggio si fanno sette ore di pullman o tre di aereo, ed è in quei momenti che posso scrivere alcune delle mie esperienze”, ha detto P. Daniel.

 

Autore del libro,
P. Daniel Cerezo,
alla sinistra, nella foto.

 

Il libro è una raccolta delle lettere – “pennellate”, come ama chiamarle P. Cerezo – scritte agli amici spagnoli durante i momenti di pausa dal suo lavoro in Cina. “Essendo un paese dalle distanze enormi, per qualsiasi viaggio si fanno sette ore di pullman o tre di aereo, ed è in quei momenti che posso scrivere alcune delle mie esperienze”, ha detto P. Daniel.

La cerimonia è stata introdotta da Raúl Mayoral, direttore della Fondazione Culturale Ángel Herrera Oria e “padrone di casa”. Subito dopo è intervenuta Ana Rodríguez de Agüero, direttrice delle edizioni CEU, che ha sottolineato alcune passaggi particolarmente intensi del libro.

Antonio Rendón-Luna, segretario generale della Asociación Católica de Propagandistas, promotrice del libro, ha rilevato come, con il suo lavoro, P. Xie porti avanti la proposta di Papa Francesco di andare alle periferie.

“Per me è un privilegio poter camminare con la Chiesa in Cina, camminare con i poveri, che sono stati quelli che mi hanno aperto le porte di questo Paese”, ha detto P. Cerezo, raccontando la sua vita di ogni giorno in Cina e quella della Chiesa. E ha parlato dei tanti ostacoli, che si possono superare solo con l’aiuto di Dio, come ad esempio la costante ingerenza del governo cinese in tutti gli argomenti della Chiesa o la complicata convivenza con la Chiesa ufficiale cinese.

P. Cerezo ha poi messo in evidenza l’importanza e il ruolo fondamentale delle donne nella Chiesa in Cina e ha portato l’esempio delle nonne, grazie alle quali continua ad essere vivo il messaggio di Cristo: “dai bambini – ha detto – nelle scuole comuniste, i professori cercavano di sapere quello che i genitori raccontavano loro, ma nessuno dava importanza alle nonne, che erano invece proprio quelle che, goccia a goccia, trasmettevano le parole di Gesù e il Vangelo”.