Venerdì 22 maggio 2015
Un telone alto 20 metri e largo 15 con l’immagine di monsignor Oscar Romero circondato da tanta gente, campeggia nella Piazza del Divino Salvatore del Mondo dove domani si terrà la cerimonia di beatificazione. È un cantiere aperto che lentamente sta prendendo forma. “Aspettiamo più di 250.000 persone”, dice alla MISNA, monsignor Gregorio Rosa Chávez, vescovo ausiliare di San Salvador, in una pausa tra una riunione e l’altra. “Sono state settimane intense di preparazione non solo a livello organizzativo ma anche di forte preparazione spirituale per comprendere oggi il messaggio di monsignor Oscar Romero”.


Secondo il Sistema nazionale di Protezione civile, l’ente che coordinerà la cerimonia insieme con la Chiesa cattolica, sono attese 350.000 persone. “Ma siamo preparati ad accogliere fino a mezzo milioni di fedeli”, dice sorridendo alla MISNA Armando Vividor, responsabile delle operazioni della Protezione Civile.

Ad ogni angolo di strada della capitale San Salvador è affissa un’immagine di Romero. I giornali pubblicano le lettere, gli avveni- menti, le foto. Le radio continuano a mandare in onda le varie canzoni popolari dedicate al Santo d’America. La gente si sta preparando all’evento. Molte persone sono arrivate da lontano del paese come anche dall’estero.

Doña Maria Sorto, 68 anni, viene da dipartimento di San Miguel. “Siamo partiti lunedì scorso a piedi in pellegrinaggio. Cantando e pregando. Il nostro santo Romero che per anni abbiamo celebrato nelle nostre comunità sarà ora ufficialmente proclamato beato. Non potevamo mancare”. Juan Manuel Lara, di 26 anni, del municipio di Guaymango, dice: “ Vedevo l’immagine di Romero in casa, mia nonna mi diceva che dovevamo pregarlo. Ma non mi spiegava perché. Poi finalmente me ne ha parlato con le lacrime agli occhi. Parlare di monsignor Romero gli dava pace e serenità. Lei lo aveva conosciuto. Mio nonno era stato ucciso dalla guardia civile”. A Josè Ventura, 58 anni, di Chinameca, non piace vedere il volto di Romero sulle t-shirt esposte nelle bancarelle che hanno invaso la piazza centrale di fronte alla cattedrale. “È triste vedere come il commercio non perde occasione”, dice.

La sicurezza è uno dei problemi più gravi di El Salvador. Solo nelle prime tre settimane di maggio sono state uccise da bande giovanili più di 430 persone. In questi giorni il numero delle vittime è aumentato. Fino a raggiungere circa 50 persone uccise al giorno come è successo la scorsa settimana. Non è da escludere un nesso tra l’aumento della violenza e la beatificazione di monsignor Romero. “Credo che esista un collegamento” dice Eugenio Chicas, segretario della comunicazione della presidenza: “La bande giovanili vogliono sfruttare la presenza di tante delegazioni straniere per chiamare l’attenzione su di loro e così fare pressione per ottenere qualcosa dal governo. Sia in termini di dialogo come per ridurre le misure di sicurezza che da un anno il governo ha applicato sia nelle carceri che nei vari dipartimenti dove le queste bande operano. Ma deve essere chiaro che il governo non ha nessuna intenzione di trattare una tregua con questi gruppi che ogni giorno seminano terrore e morte tra la popolazione”. Intanto il direttore della Polizia nazionale civile (Pnc), Mauricio Ramirez, ha reso noto che saranno 3700 tra agenti di polizia e militari incaricati di garantire la sicurezza durante l’evento.

Hanno confermato la presenza i presidenti di Guatemala, Honduras, Ecuador e Panama così come cinque vice-presidenti. Si aspettano delegazioni governative dal Messico, Costa Rica, Cile, Uruguay, Colombia, Brasile e dall’Organizzazione degli Stati Americani. La delegazione statunitense sarà guidata da Shaun Casey, responsabile degli Affari religiosi nell’amministrazione Obama. “ Con la nostra presenza – ha sottolineato Casey – vogliamo onorare uno dei grandi uomini che hanno lottato per la pace e la riconciliazione. Non solo per El Salvador”. L’evento sarà seguito da più di 1200 giornalisti. [MISNA: CO].


Monsignor Romero mentre registra una sua omelia per una radio locale: la forza della parola.


Il pannello “Nuovo Cielo e Nuova terra”, con Gesù risorto in cammino tra la gente. Vicino a Gesù
ci sono due vescovi: monsignor Romero e monsignor Angelelli, martire argentino.


La tomba di monsignor Oscar Romero. Inteso luogo di peregrinazione.