Venerdì 7 agosto 2015
Papa Francesco raccomanda accoglienza e cura per le famiglie ferite. «Niente porte chiuse!» ha ripetuto il Pontefice all’udienza generale di mercoledì 5 agosto, a Roma, invitando i cristiani ad assicurare accoglienza e cura pastorale a quanti hanno intrapreso una nuova unione dopo il fallimento del matrimonio sacramentale. Nella foto: Credo in Dio Padre. [Ci sono tante cosa da cambiare nella Chiesa! Dove iniziare?] – [Io proporrei da “C’era un uomo che aveva due figli…”].

 

Famiglie
in una celebrazione
eucaristica
a Santa Martha,
in Colombia.

 

Conclusa la pausa estiva di luglio, il Pontefice ha ripreso nell’Aula Paolo VI gli incontri settimanali con i fedeli. E prose- guendo nel ciclo di catechesi dedicate alla famiglia, si è soffermandosi proprio sulla situazione dei «battezzati che hanno stabilito una nuova convivenza» in seguito «all’irreversibile fallimento del loro legame matrimoniale».

La Chiesa «sa bene che una tale situazione contraddice il sacramento cristiano» ha assicurato in proposito Francesco; senza dimenticare, tuttavia, che c’è «differenza tra chi ha subito la separazione rispetto a chi l’ha provocata» e che, in ogni caso, «queste persone non sono affatto scomunicate e non vanno assolutamente trattate come tali: esse fanno sempre parte della Chiesa».

In particolare il Papa ha raccomandato di tener conto delle ripercussioni che tali situazioni possono avere nei confronti dei figli piccoli: «si deve fare in modo — ha esortato — di non aggiungere altri pesi oltre a quelli che i figli, in queste situazioni, già si trovano a dover portare». Da qui l’appello rivolto a tutti i cristiani, perché si impegnino a prendersi «cura delle famiglie ferite, accompagnandole nella vita di fede della comunità». Ciascuno è chiamato a fare «la sua parte nell’assumere l’atteggiamento del buon pastore, il quale conosce ognuna delle sue pecore e nessuna esclude dal suo infinito amore». [News.va].


Messa conclusiva del Congresso Missionario 2013 a Maracaibo, Venezuela.