Mercoledì 28 ottobre 2015
Per celebrare il 50° anniversario della dichiarazione conciliare Nostra Aetate, sulle relazioni della Chiesa Cattolica sulle religioni non-cristiane, i dicasteri vaticani del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso e la Commissione per i Rapporti Religiosi con l’Ebraismo, hanno organizzato un convegno internazionale all’Università Gregoriana, i giorni 26-28 ottobre. La tre-giorni, introdotta dal rettore dell’Università, P. François-Xavier Dumortier, s.j e dal segretario del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso,  P. Miguel Ángel Ayuso Guixot, comboniano, ha visto la partecipazioni di esperti e personalità provenienti da differenti credo religiosi. Nell’ultimo giorno, i partecipanti della conferenza saranno presenti all'Udienza Generale di Papa Francesco; il Cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin concluderà la tre giorni con un contributo dal titolo 'Educare alla Pace'.

La giornata del 27 ottobre è stata dedicata ai temi della religione come servizio all’essere umano, della violenza e l’impegno delle religioni per la pace, e della sfida alla libertà religiosa. Temi assolutamente attuali considerato il ruolo delle religioni nella costruzione della pace e l’importanza della libertà religiosa. Un tema ricorrente è stato il pericolo dell’uso strumentale della religione da parte della politica. In questo senso il prof. Paul Gilbert, sj ha parlato del rischio che la religione possa essere sottomessa alla ‘volontà di potenza’ e diventare, così, semplice strumento di potere – riflettendo la stessa ambiguità della ricerca scientifica assorbita e asservita alla tecnica; questa è una religione dell’idolo, ha affermato il professore,  non quella dell’icona che, al contrario, riflette l’immagine di Dio e nutre la speranza e il discernimento spirituale del credente. La prof.ssa Bruna Costacurta ha illustrato come, nella letteratura sapienziale biblica, la persona umana sia creata non solo come essere costitutivamente dialogico ma che la ricerca della giustizia esprima la verità del dialogo; l’uomo giusto ascolta il grido del povero: “Non negare un beneficio a chi ne ha bisogno, se è in tuo potere il farlo. Non dire al tuo prossimo: “Và, ripassa, te lo darò domani”, se tu hai ciò che ti chiede” (Prov.3,27-28).

I diversi interventi hanno sottolineato l’importanza del dialogo religioso per la costruzione della pace e di un mondo più giusto. Il rabbino Daniel Sperber ha concluso la sua relazione affermando che la sfida delle religioni ai nostri giorni è ‘riparare l’universo’, Tiqqun 'Olam in lingua ebraica, un concetto che ha avuto origine nel periodo rabbinico degli inizi e che indica la necessità dell’azione sociale per il perseguimento della giustizia sociale – compito, questo, di tutte le persone di buona volontà.  

Molto significativamente la data del secondo giorno della conferenza è coincisa con l’anniversario dell’incontro interreligioso di preghiera di Assisi avvenuto il 27 ottobre 1986 che, secondo uno dei relatori, è il frutto più maturo della dichiarazione Nostra Aetate.