Venerdì 25 novembre 2016
“Anche questa volta la misericordia ha vinto. Nella solennità di Cristo Re, è stata chiusa la Porta Santa in tutte le parrocchie del Vicariato di Arabia del Nord”, scrive mons. Camillo Ballin, vescovo comboniano, Vicario Apostolico di Arabia del Nord: Bahrain, Kuwait, Qatar e Arabia Saudita. Nella Cattedrale in Kuwait il Nunzio, S.E. Mons. Francisco Montecillo Padilla [nella foto], ha chiuso la Porta Santa in una solenne celebrazione eucaristica. Mons. Ballin ha concluso l’Anno Santo in Qatar con un solenne Pontificale al quale hanno partecipato oltre 3.000 persone.


Mons. Camillo Ballin
ha concluso l’Anno Santo
in Qatar.

 

Chiusura dell’Anno santo
nel Vicariato apostolico
di Arabia del Nord


Anche questa volta la misericordia ha vinto. Nella solennità di Cristo Re, è stata chiusa la Porta Santa in tutte le parrocchie del Vicariato di Arabia del Nord. Erano state aperte l’8 dicembre 2015 e si è notato subito che la gente partecipava spontaneamente e con profonda convinzione. Ho potuto notare che il tema della misericordia è sempre vivissimo nel loro cuore. Possiamo dire che quando parliamo della frequenza all’Eucarestia o alla vita della Chiesa in genere, la risposta è buona ma quando siamo entrati nell’Anno della misericordia, tutti hanno avuto un sussulto di gioia, si sono sentiti capiti, accettati, perdonati. Mai avrei pensato che la misericordia avrebbe toccato così fortemente il cuore dei nostri fedeli.

Voglio informare che le condizioni di vita e di lavoro nel Golfo sono molto difficili: il passaporto dei dipendenti viene sequestrato dallo sponsor, o dal datore di lavoro, le ore di lavoro spesso non si contano, gli straordinari spesso non sono retribuiti, in moltissimi casi il salario mensile stesso non viene dato, per molti mesi, a volte per anni. La libertà di culto è assicurata in certi Paesi, pur con dei limiti, in altri è proibita.

In questa situazione sociale, la misericordia ha centrato le esigenze più profonde della gente. Hanno bisogno di misericordia per le tante incomprensioni che devono affrontare nella loro vita, spesso vissuta da soli perché la famiglia è rimasta nel Paese di origine e attende ogni mese il sussidio che viene dal Golfo e che spesso non è dato.

La lettera pastorale 2015-2016 ha avuto come titolo “L’Anno Santo della Misericordia”, sviluppata su alcuni punti fondamentali: la parabola biblica dei due figli (conosciuta come quella del Figliol Prodigo), Lc 15, i cristiani come oasi di misericordia, il Sacramento della Riconciliazione, le Indulgenze. I vari gruppi hanno meditato su questi temi durante l’anno e l’accesso alle confessioni è aumentato di molto in tutte le parrocchie. Ringrazio tutti i sacerdoti che si sono resi disponibili con zelo e generosità.

 

Nella Cattedrale in Kuwait
il Nunzio, Mons. Montecillo Padilla,
ha chiuso la Porta Santa.

 

La chiusura è stata
molto partecipata da tutti


Nella Cattedrale in Kuwait il Nunzio ha chiuso la Porta Santa in una solenne celebrazione eucaristica. Sempre in Kuwait, a 40 Km dalla capitale, abbiamo la statua originale di Nostra Signora di Arabia, alla quale è consacrato il nostro Vicariato. La comunità malayalee della parrocchia di Santa Teresa del Bambino Gesù vi si è recata in pellegrinaggio. Oltre 700 persone sono andate a conlcudere l’Anno Santo nella parrocchia di Nostra Signora di Arabia, che è anche il nostro santuario, meta di altri pellegrinaggi. Hanno concluso il loro Anno Santo recitando il Credo, pregando per il Santo Padre e quindi hanno celebrato l’Eucarestia.

In Qatar è stata allestita una mostra eccezionale sulle sette opere di misericordia, suilla Divina Misericordia, su Santa Faustina e sui santi che, nella loro vita, hanno praticato in modo particolare la misericordia. Ora è difficile che la gente del Qatar dimentichi cosa siano e quali siano le sette opere di misericordia perché le hanno viste presentate in modo plastico e concreto nella mostra. Ho concluso l’Anno Santo in Qatar con un solenne Pontificale al quale hanno partecipato oltre 3.000 persone.

Anche in Bahrain l’afflusso dei fedeli è stato straordinario e hanno celebrato con grande gioia e profonda devozione.

Ma, come fare là dove non esiste libertà di culto, né chiesa, né cappelle, niente? Quale Porta dovevano chiudere quel milione e mezzo di cattolici? Ho detto loro che per loro la Porta Santa è quella della casa in cui pregheranno o celebreranno. Ma quelli che possono riunirsi in qualche casa sono molto pochi, solo alcune centinaia. Per tutti gli altri, la loro Porta Santa è quella della loro casa dove abitano, entrando entrano nella misericordia di Dio, chiudendola concludono l’Anno Santo nella loro Chiesa domestica.

Ora si tratta di continuare, tenere aperta la porta della misericordia e della riconciliazione con tutti e tenere ben chiusa la porta dell’odio, della divisione, della critica distruttiva, dell’invidia, del disordine in tuttle sue forme.

Per continuare l’esperienza dell’Anno Santo della Misericordia abbiamo bisogno di ricorrere alla Madre della Misericordia: “Salve Regina!, Madre di Misericordia, vita, dolcezza e speranza nostra, salve!”, preghiamo spesso. Per questo nel mio Vicariato quest’anno concentriamo la nostra meditazione sulla Madonna. La lettera pastorale 2016-2017 è sulla Madonna. Statua o icona della Madonna sarà intronizzata in una famiglia, dove resterà per tre giorni e poi la Madonna sarà pellegrina in un’altra famiglia per altri tre giorni e così via di seguito. Questo anno mariano avrà il suo culmine il 13 maggio in cui tutto il Vicariato sarà consacrato al Cuore Immacolato di Maria, come la Madonna ha chiesto a Lucia di Fatima. Il centenario delle apparizioni di Fatima è un’occasione per incrementare la nostra preghiera a Maria, Madre della Misericordia perché è Madre di Dio, fonte della Misericordia per tutti e per sempre.
Mons. Camillo Ballin, mccj
Vicario Apostolico di Arabia del Nord
(Bahrain, Kuwait, Qatar e Arabia Saudita)


Nella Cattedrale in Kuwait il Nunzio ha chiuso la Porta Santa in una solenne celebrazione eucaristica. Sempre in Kuwait, a 40 Km dalla capitale, abbiamo la statua originale di Nostra Signora di Arabia, alla quale è consacrato il nostro Vicariato. La comunità malayalee della parrocchia di Santa Teresa del Bambino Gesù vi si è recata in pellegrinaggio. Oltre 700 persone sono andate a conlcudere l’Anno Santo nella parrocchia di Nostra Signora di Arabia, che è anche il nostro santuario, meta di altri pellegrinaggi. Hanno concluso il loro Anno Santo recitando il Credo, pregando per il Santo Padre e quindi hanno celebrato l’Eucarestia.