Dio apre la sua casa e tutti sono invitati
Don Joseph Ndoum

 

Dio apre la sua casa e tutti sono invitati

Isaia 25,6-10°; Salmo 22/23; Filippesi 4,12-14.19-20; Matteo 22,1-14

La parabola del banchetto nuziale fa parte della trilogia di parabole rivolte da Gesù ai «principi dei sacerdoti e agli anziani del popolo» nell’area del tempio di Gerusalemme. Ma essa è un serio appello applicato dall’evangelista ai cristiani della sua comunità, e ora a noi. La narrazione si articola in tre fasi: il duplice invio dei servi da parte del re per far venire gli invitati alle nozze; il rifiuto e la reazione negativa degli invitati i quali maltrattano e addirittura uccidono gli inviati del re; e infine la chiamata di tutti senza distinzioni tra buoni e cattivi, con la menzione che chi non indossava la «veste nuziale» sarebbe stato inesorabilmente estromesso.

Il brano si conclude con l'affermazione che: «Molti sono chiamati, ma pochi eletti». Questa frase che chiude la parabola racchiude al proprio interno l’ intenzione di essere un serio avvertimento. Riesce difficile ammettere che degli uomini normali possano rifiutare un invito a nozze, non da parte di un individuo qualunque, ma di un re. Tutto era pronto e l'invito era all’ insegna della più assoluta gratuità .Viene richiesta unicamente la presenza, anche a mani vuote. Che banchetto regale è mai questo in cui anche l'invito è differenziato? («Andate ai crocicchi delle strade, e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze»).

La convocazione del signore al banchetto nuziale rimanda alla vita cristiana, il cui ideale non è una morale opprimente, una schiavitù sotto il giogo di un codice, o una condanna, ma è una beatitudine, una festa ed una gioia. «...quelli non se ne curarono e andarono chi al proprio campo, chi ai propri affari».

Anche noi ci teniamo tanto alle nostre schiavitù quotidiane. I primi invitati rappresentano l'Israele storico e i nuovi chiamati i cristiani. Ma essi corrono il rischio di essere gettati fuori, se non riescono ad attuare la condizione per prendere parte al banchetto escatologico facendo la volontà del Padre. L’abito nuziale indica certo le opere buone e le virtù.

Si tratta di un invito a passare dalla situazione di «chiamati» a quella di «eletti». La chiamata di Dio è certo gratuita, come tutti i suoi doni, ma è anche esigente, impegnativa e responsabilizzante.

Da parte di Dio l'offerta della salvezza è per «tutti». Sta alla nostra libertà responsabile riconoscerla ed accoglierla.

La parabola del banchetto nuziale è quindi una sintesi del disegno salvifico di Dio che ha già tutto predisposto per la grande festa inaugurata da Gesù. Il rischio di essere escluso non dipende dall’ invito, ma dal nostro tipo di risposta.
Don Joseph Ndoum