Missione è amore al prossimo e accoglienza degli stranieri
P. Romeo Ballan, mccj

 

Missione è amore al prossimo e accoglienza degli stranieri

Esodo  22,20-26; Salmo  17; 1Tessalonicesi  1,5-10; Matteo  22,34-40

Riflessioni
L’ottobre missionario e l’attività evangelizzatrice della Chiesa nel mondo attingono nuova ispirazione ed energia dall’odierna Parola di Dio: il libro dell’Esodo (I lettura) rivendica con forza l’attenzione ai forestieri, ai deboli e agli indigenti; e nel Vangelo Gesù unisce indissolubilmente l’amore di Dio e l’amore del prossimo. Infatti, Gesù si trova davanti un’altra trappola, oltre a quella di domenica scorsa sul tributo al Cesare. La questione posta a Gesù non è la domanda innocente di un bambino del catechismo, ma una nuova trappola farisaica, che affonda le radici nel labirinto dei 613 precetti estratti dalla Bibbia (tra grandi e piccoli, 365 negativi e 248 positivi), sulla cui gerarchia cavillavano i dottori della legge. Gesù smonta tutto questo apparato e semplifica le norme morali andando al cuore dei comandamenti: l’amore riassume tutta la Legge (v. 40). Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore (Dt 6,5) e amerai il tuo prossimo come te stesso (Lv 19,18), per Gesù sono comandamenti simili (v. 37.39), complementari; sono come due rami di una stessa pianta, che hanno una radice comune e un’identica linfa: l’amore. Lo spiega bene S. Agostino: “L’amore di Dio è il primo che viene comandato, l’amore del prossimo è il primo però che si deve praticare… Amando il prossimo, rendi puro il tuo occhio per poter vedere Dio”.

Nel contesto dell’ottobre missionario e dell’attività evangelizzatrice della Chiesa, questo insegnamento trova applicazioni immediate, perché la missione è espressione d’amore. L’annuncio del Vangelo è la forma più alta di amore verso Dio e verso il prossimo: è il servizio più efficace, il migliore che la Chiesa può offrire ai popoli per il rinnovamento delle persone e della società. Inoltre, la missione della Chiesa offre  -da sempre-  un’ampia gamma di servizi materiali soprattutto alle persone più bisognose, grazie alla generosa collaborazione dei fedeli cristiani.

L’amore del prossimo ha destinatari concreti e quotidiani (I lettura): i forestieri, la vedova, l’orfano, gli indigenti… Dio si è impegnato solennemente ad ascoltare il loro grido di aiuto (v. 22.26), e punirà chi li maltratta (v. 22.23). Egli è un Dio pietoso e concreto, che si preoccupa di come il povero potrebbe coprirsi di notte, senza il mantello (v. 26). Il nostro Dio è grande, ma non è lontano, è vicino; ha preoccupazioni concrete per chi è nel bisogno. Per questo Gesù (Vangelo) eleva l’amore per il prossimo al rango dell’amore per Dio. “Amerai il tuo prossimo come te stesso” (v. 39) significa che il prossimo è uno dei tuoi, uno di casa tua, della tua famiglia, ti appartiene; quindi più nessuno è estraneo o straniero. Il prossimo è come te, è simile a Dio, è come Dio. Nel giudizio finale Gesù ci dirà  –speriamo!–  “l’avete fatto a me!” (Mt 25,40).

Il monito di Dio è tassativo riguardo all’accoglienza degli stranieri (I lettura): “Non molesterai il forestiero né lo opprimerai, perché voi siete stati forestieri in terra d’Egitto” (v. 20). L’accoglienza dei migranti e stranieri è oggi un tema sensibile, anzi urgente e conflittuale in molti paesi e situazioni sociali. Purtroppo, i migranti sono spesso vittime di ingiuste generalizzazioni ed equivalenze fra migranti = clandestini = criminali… Ma va crescendo anche l’impegno della società civile, di molti giovani e di vari gruppi che proclamano con determinazione: “Nella mia città nessuno è straniero!” - “Apri la tua casa al mondo e il mondo sarà la tua casa”… I giovani, soprattutto, sono molto sensibili e disponibili all’impegno in tutte queste tematiche. La missione ha bisogno di loro!  E loro hanno bisogno della missione. (*)

Nell’attività missionaria l’amore al prossimo si fa concreto con l’annuncio del Vangelo, nelle opere di assistenza, educazione, difesa dei deboli… Inoltre, l’accoglienza degli stranieri (migranti, profughi, sfollati…) ha ovunque una stretta relazione con l’attività missionaria, in quanto questa comporta una educazione alla mondialità e una benefica apertura di orizzonti umani e spirituali.

Parola del Papa

(*)  “I giovani sono la speranza della missione. La persona di Gesù e la Buona Notizia da Lui proclamata continuano ad affascinare molti giovani. Essi cercano percorsi in cui realizzare il coraggio e gli slanci del cuore a servizio dell’umanità. «Sono molti i giovani che offrono il loro aiuto solidale di fronte ai mali del mondo e intraprendono varie forme di militanza e di volontariato... Che bello che i giovani siano “viandanti della fede”, felici di portare Gesù in ogni strada, in ogni piazza, in ogni angolo della terra!». La prossima Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi, che si celebrerà nel 2018 sul tema “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”, si presenta come occasione provvidenziale per coinvolgere i giovani nella comune responsabilità missionaria che ha bisogno della loro ricca immaginazione e creatività”.
Papa Francesco
Messaggio per la Giornata Missionaria Mondiale 2017, n. 8

Sui passi dei Missionari

- 30/10: B. Alessio Zaryckyj (1912-1963), sacerdote greco-cattolico dell’Ucraina, morto martire nel campo di concentramento a Dolinka, nel Kazakistan.

- 31/10: B. Irene (Mercede) Stefani (1891-1930), Missionaria italiana della Consolata, dedita ai malati e all’insegnamento in Kenya e Tanzania; era chiamata ‘Nyaatha’ (madre tutta misericordia).

- 31/10 : Memoria di Mons. Giovanni Cassaigne (1895-1973), francese, delle Missioni Estere di Parigi, missionario in Vietnam tra le minoranze etniche a Da Lat; si distinse per la sua carità verso i lebbrosi, per i quali fondò un villaggio. Fu vescovo di Saigon per 15 anni; divenuto lebbroso, rinunciò alla sede episcopale e tornò a vivere con i lebbrosi nella “parrocchia più bella del mondo”.  

- 31/10: Reformation Day, nel quale i Protestanti ricordano la nascita della Riforma Protestante, in ricordo delle ‘95 tesi’ pubblicate da Martin Lutero (1517).

- 1/11: “Solennità di Tutti i Santi che con Cristo sono nella gloria”, ove continuano il loro servizio missionario d’intercessione in favore dell’intera umanità. - Giornata della santificazione universale.

- 2/11: Giorno di preghiera per tutti i defunti.- Giornata degli antenati.

- 3/11: S. Ermengaudio, Vescovo di Seu d’Urgell, Catalogna (+1035), uno dei grandi evangelizzatori spagnoli nelle terre ricuperate dopo le invasioni degli arabi musulmani.

- 3/11: S. Martino de Porres (1579-1639), mulatto vissuto a Lima (Perù), come fratello coadiutore nel Convento di San Domenico, portinaio e infermiere; fu uomo di preghiera, austerità e carità.

- 4/11: S. Carlo Borromeo (1538-1584), arcivescovo di Milano; uomo di dottrina e carità, organizzò sinodi e seminari per la formazione del clero, promosse la vita cristiana con assidue visite pastorali.

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A cura di: P. Romeo Ballan – Missionari Comboniani (Verona)

Sito Web:   www.euntes.net    “Parola per la Missione”

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