Missione è condividere la gioia dell’incontro e del banchetto
P. Romeo Ballan, mccj

 

Missione è condividere la gioia dell’incontro e del banchetto

Sapienza  6,12-16; Salmo  62; 1Tessalonicesi  4,13-18; Matteo  25,1-13

Riflessioni
L’esperienza è un pettine che la natura dona ai calvi”. Questo proverbio cinese, che suona come un monito alla superficialità umana, quasi una beffa agli arroganti, è uno dei tanti messaggi che la saggezza millenaria dei popoli, di ogni tempo e luogo, lancia alle future generazioni, sotto forma di proverbi e assiomi. Anche la Bibbia, soprattutto nei cosiddetti libri “sapienziali”, è ricca di messaggi di umanità e di valori spirituali. Ne abbiamo un saggio nella I lettura di oggi. Prossimi ormai alla conclusione dell’anno liturgico, le letture di oggi ci offrono il tema della “sapienza”, che si presenta come saggezza umana, frutto dell’esperienza, ma soprattutto come dono gratuito di Dio, che conduce alla verità sulle persone e le cose. La sapienza appare spesso come personificata: “Lei stessa va in cerca di quelli che sono degni di lei” (v. 16) e si siede alla porta di chi si leva per essa di buon mattino (v. 14). Per quanti amano la verità e la sapienza, fa bene ricordare la testimonianza di un saggio dell’India: “La verità è come un grande albero: più lo si coltiva, più dà frutti” (Mahatma Gandhi).

La Sapienza, la Verità nel sommo grado, è Dio stesso. È Lui il tesoro a cui l’anima del salmista anela con l’ansia dell’assetato che cerca l’acqua. Il salmo responsoriale esprime intensamente la gioia della ricerca e dell’incontro con Dio, rivolgendosi più di 15 volte (con pronomi e aggettivi) ad un “Tu” ben concreto, amato e desiderato. Questo amico del cuore è Gesù stesso, lo sposo che oggi, nella parabola delle dieci fanciulle (Vangelo), parla alla sua sposa, la Chiesa, dentro la quale alcune persone sono stolte e altre sagge. La parabola è ricca di simboli e di messaggi da leggersi nel contesto biblico: il simbolismo nuziale che indica il rapporto uomo-Dio, i simboli della veglia e del sonno, la notte e la luce, l’olio, sapienza e stoltezza, il ritardo dello sposo, la porta chiusa, il banchetto nuziale e altri simboli.

L’attesa e l’accoglienza dello sposo, il Signore Gesù, che viene a qualunque ora, esige una risposta personale e insostituibile, simboleggiata anche nella vicenda dell’olio (richiesto da alcune donzelle e rifiutato dalle altre), che ognuno deve procurarsi nella vita. La sapienza è come un olio che non è facile spartire: “è un olio che produciamo da noi stessi, dalla nostra interna macerazione, dalle nostre sofferenze, dai nostri amori… Noi dobbiamo adoperarci perché questo olio non ci venga mai meno” (E. Balducci). Certamente non possiamo sostituirci a nessuno nella risposta personale al Dio che chiama e salva, ma possiamo, anzi dobbiamo condividere con altri il dono della fede e della conoscenza di Cristo, che ci sostiene nel cammino e che può illuminare anche altre persone che cercano la verità con cuore sincero.

Per fede sappiamo che lo sposo che attendiamo e che arriva nella notte è Cristo, il quale ci invita ad entrare al banchetto della vita, a essere “per sempre con il Signore” (II lettura, v. 17). Noi che siamo confortati da questa speranza (v. 13-14.18), con senso di responsabilità missionaria vogliamo che anche per altri  -per tutti!-  sia aperta la porta del banchetto. Coscienti che la porta è Cristo (Gv 10,9), Lo annunciamo come maestro e salvatore, focalizzando il messaggio missionario anzitutto sulla Sua persona. Ce lo insegna anche un santo moderno, innamorato di Cristo e dei poveri: “Il cristianesimo non è una dottrina astratta: un insieme di dogmi da credere, di precetti e comandamenti. Il cristianesimo è Lui! Il cristianesimo è Cristo” (San Alberto Hurtado Cruchaga, gesuita del Cile). In forza di questa fede, egli aprì la “Casa di Cristo” (Hogar de Cristo), per accogliere poveri, persone abbandonate, senza dimora… I Poveri! Proprio per questi Papa Francesco ha fissato nel calendario annuale delle comunità cristiane la Giornata Mondiale dei Poveri, (*) da celebrarsi nella penultima domenica dell’anno liturgico.

Parola del Papa

(*)  “Al termine del Giubileo della Misericordia ho voluto offrire alla Chiesa la Giornata Mondiale dei Poveri, perché in tutto il mondo le comunità cristiane diventino sempre più e meglio segno concreto della carità di Cristo per gli ultimi e i più bisognosi… Invito la Chiesa intera e gli uomini e le donne di buona volontà a tenere fisso lo sguardo, in questo giorno, su quanti tendono le loro mani gridando aiuto e chiedendo la nostra solidarietà. Sono nostri fratelli e sorelle, creati e amati dall’unico Padre celeste… Desidero che le comunità cristiane, nella settimana precedente la Giornata Mondiale dei Poveri, che quest’anno sarà il 19 novembre, si impegnino a creare tanti momenti di incontro e di amicizia, di solidarietà e di aiuto concreto. Potranno poi invitare i poveri e i volontari a partecipare insieme all’Eucaristia di questa domenica”.
Papa Francesco
Messaggio per la Giornata Mondiale dei Poveri, 19 novembre, n. 6-7

Sui passi dei Missionari

- 12/11 (o in altra data): Giornata del Ringraziamento a Dio per i frutti della terra.

- 12/11: S. Giosafat Kuncewicz (1580-1623), vescovo di Vitebsk e di Polock in Polonia-Bielorussia, protomartire dell’unione dei greco-russi con la Chiesa cattolica di Roma.

- 15/11: S. Alberto Magno (Colonia, +1280), domenicano tedesco, vescovo, uomo di pace, dottore della Chiesa e patrono dei cultori di scienze naturali; seppe unire scienze umane e studi teologici.

- 15/11: S. Giuseppe Pignatelli (1737-1811), sacerdote gesuita italiano, che, con santità di vita e abilità, si dedicò alla restaurazione della quasi estinta Compagnia di Gesù, dopo le soppressioni, la Rivoluzione Francese e le guerre napoleoniche.

- 15/11: B. Maria della Passione (Elena) de Chappotin de Neuville (1839-1904), religiosa francese, missionaria in India, fondatrice delle Francescane Missionarie di Maria.

- 16/11: Ss. Rocco González (nato in Asunción, Paraguay), Alfonso Rodríguez e Giovanni del Castillo (nati in Spagna), martiri gesuiti nelle riduzioni del Paraguay (+1628), per il loro impegno missionario nella difesa e promozione degli indigeni. Il film Mission ne ha riprodotto l’epopea.

- 16/11: Giornata Internazionale della Tolleranza, istituita dall’ONU-UNESCO nel 1995.

- 17/11: Ricordo dell’inaugurazione del Canale di Suez (Egitto, 1869), nuova via di comunicazione commerciale e culturale fra i popoli.

- 18/11: S. Filippina Rosa Duchesne (1769-1852), religiosa francese, missionaria negli USA, ove creò varie scuole e morì nello stato del Missouri.

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A cura di: P. Romeo Ballan – Missionari Comboniani (Verona)

Sito Web:   www.euntes.net    “Parola per la Missione”

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