Sabato 25 novembre 2017
P. Francesco Nascimbene [nella foto], comboniano italiano, nato a Malnate nell’ottobre del 1953, ha già una lunga esperienza di missione. Dopo 15 anni in Ecuador, lavora dal 2005 in Colombia. È stato sempre un missionario senza paura nonostante abbia lavorato in aree di grande violenza e vissuto una vita molto vicina ai più deboli. Oggi ha trovato “un pomeriggio tranquillo” – dice – per raccontarci le sue “ultime vicende” nella capitale colombiana di Bogotá. Tra l’altro sta già “cominciando a preparare la novena di Natale”.

 

Stiamo cominciando
a preparare
la novena di Natale

Cari amici che mi seguite dall'Italia, vi scrivo dal centro di Bogotá. (…)

Approfitto di questo pomeriggio tranquillo per raccontarvi alcune delle mie ultime vicende.

Una ventina di giorni fa abbiamo avuto una notte di guerra nel nostro quartiere. Alle tre del mattino sono arrivati 300 poliziotti, hanno circondato tutta la zona e sono andati direttamente a casa di 15 dei ragazzi che stanno spargendo terrore nel quartiere. Spaccando porte e vetri se li sono portati via. Sul momento i vicini erano tutti contenti ma due cose ci hanno lasciati perplessi. Il capo del gruppo quella notte non ha dormito nel quartiere: probabilmente i poliziotti lo avevano avvisato dell'intervento e così non è finito in galera. Dopo due o tre giorni è giunto un nuovo gruppo di ragazzi che ha ripreso lo spaccio della droga: la polizia colpisce i più deboli ma non colpisce i capi della malavita.

Un mese fa è venuta a chiederci aiuto una famiglia che era in pericolo di vita perché dei gruppi armati volevano ucciderli per evitare che raccontassero alcune cose che sarebbe stato meglio per loro non aver visto né conosciuto. Il gruppo armato era sulle loro tracce e gliele abbiamo fatte perdere facendoli entrare in una grande struttura di una parrocchia amica che aveva due entrate su strade diverse. Mentre i loro nemici li aspettavano davanti alla porta dalla quale erano entrati, io sono andato a prenderli con un taxi all'altra entrata della struttura della parrocchia e siamo fuggiti. Per ora abbiamo trovato per loro un nascondiglio e stiamo cercando di fare i documenti che permettano loro di fuggire in un altro paese prima che sia troppo tardi.

Sabato scorso c'è stata la cresima di tredici adolescenti neri e dal prossimo sabato cominceremo con loro un gruppo giovanile afro. Stiamo cominciando a preparare la novena di Natale che è sempre un periodo di grandi attività: in quei giorni verranno a vivere con me due giovani che si preparano a diventare comboniani, un colombiano e un congolese.

Per l'ultima domenica di novembre stiamo preparando, con tutti i gruppi che fanno qualcosa di buono nel quartiere, una giornata festiva: ogni gruppo avrà a disposizione uno spazio dove potrà presentare agli altri quelle che sono le sue attività, i suoi obiettivi e i suoi sogni; ci sarà anche una piattaforma dove chi vuole potrà presentare musica, canti, danze e teatro. È un modo per rafforzare in tutti la voglia di lottare, di alimentare la speranza, di credere che un altro mondo è possibile.

Augurando anche a tutti voi che non vi stanchiate di mantenere vivi questi sentimenti, vi mando un abbraccio.
P. Francesco Nascimbene