“Nel deserto l’uomo sperimenta quanto vale”
P. Romeo Ballan, mccj

 

“Nel deserto l’uomo sperimenta quanto vale”

Genesi  9,8-15; Salmo  24; 1Pietro  3,18-22; Marco  1,12-15

Riflessioni
Nel deserto l’uomo fa esperienza di quanto vale: vale quanto valgono i suoi dèi”. Cioè i suoi ideali, le sue risorse interiori. Lo scrive Antoine de Saint-Exupéry, l’autore del Piccolo Principe. Nel deserto, anche Gesù dimostrò quanto valeva! Entrò nel deserto con la sua realtà di Dio-in-carne-umana: là si scontrò con le tentazioni di Satana, ne uscì vittorioso, pur dovendo, più tardi, nella passione, pagare le conseguenze delle sue sconvolgenti e impopolari scelte umano-divine. Il momentaneo fallimento della croce, però, è stato superato definitivamente nella risurrezione, con la quale Gesù dimostrò la validità e la bontà delle sue scelte. Gesù ci ha preceduti nel deserto e, come cristiani, siamo chiamati a fare lo stesso percorso. È l’unico cammino che ci porta alla Vita!

La celebrazione della Quaresima, “segno sacramentale della nostra conversione” (orazione colletta), ripropone le scelte essenziali, i temi fondamentali della salvezza e della missione: il primato di Dio e il suo piano d’amore per ogni persona, la redenzione che ci viene offerta in modo gratuito nel sacrificio di Cristo, la lotta permanente fra peccato e vita di grazia, i rapporti di fraternità e rispetto da mantenere con i propri simili e con la creazione... Le tentazioni (Vangelo) non sono state per Gesù un gioco-finzione: sono state tentazioni vere, come lo sono per il cristiano e per la Chiesa. “Se Cristo non avesse vissuto la tentazione come vera tentazione, se la tentazione non avesse significato nulla per lui, uomo e Messia, la sua reazione non potrebbe essere un esempio per noi, poiché non avrebbe a che vedere con la nostra” (C. Duquoc). E poiché è stato messo alla prova, Egli è in grado di venire in aiuto a chi è nella prova (cfr. Eb 2,18; 4,15).

Gesù si scontrò veramente con Satana (Vangelo, v. 13) sulle possibili scelte di metodo e di cammino per realizzare la Sua missione di Messia. Ognuna delle tre tentazioni  -riportate negli altri due Vangeli sinottici di Matteo e Luca-  rappresenta un modello di Messia, e quindi un modello di missione. Le tentazioni erano “tre scorciatoie per non passare attraverso la croce” (Fulton Sheen). La tentazione di diventare: 1°. un “riformatore sociale” (convertire le pietre in pane per sé e per tutti avrebbe garantito un successo popolare); 2°. un “messia miracolistico” (un gesto appariscente avrebbe assicurato fama e spettacolarità); 3°. un “messia del potere” (un potere basato sul dominio del mondo avrebbe soddisfatto l’orgoglio personale e di gruppo). Gesù supera le tentazioni: sceglie di rispettare il primato di Dio, si fida del Padre e fa suo il piano divino per la salvezza del mondo. Accetta la croce per amore e muore perdonando: solo così, spezza la spirale della violenza e toglie alla morte il veleno. Nel messaggio per questa Quaresima, Papa Francesco ci invita a riaccendere il fuoco dell’amore. (*)  Dalla croce-risurrezione, una vita nuova è possibile, in umiltà, verità, fraternità, solidarietà. Con la forza dello Spirito.

Gesù affronta le tentazioni nella forza dello Spirito (v. 12), del quale è ripieno fin dal grembo di sua Madre e per il Battesimo appena ricevuto (Mc 1,10). È lo Spirito della Pasqua, di Pentecoste e della missione, sempre necessario anche per l’evangelizzatore. A volte, purtroppo, si è creduto che denaro, potere, dominio, presunta superiorità, super attivismo, ecc., fossero vie apostoliche di evangelizzazione. Il missionario è tentato da queste illusioni; ha bisogno, quindi, dello Spirito di Gesù, agente principale dell’evangelizzazione (EN 75) e protagonista della missione (RMi 21). Lo Spirito fa capire che il deserto quaresimale è un tempo di grazia (kairós): tempo delle cose essenziali, tempo da riempire con i valori che permangono, dono da vivere nel silenzio, lungi dagli inquinamenti del chiasso, vanità, denaro, mondanità, evasioni, menzogne... Più che una imposizione penosa, il “convertitevi” programmatico di Gesù (v. 15) è un invito a cambiare strada; è il percorso vero che porta alla vita: “credete nel Vangelo”, cioè in Gesù stesso (v. 15). È Lui la bella notizia da vivere e da portare ad altri.

Nel cammino verso la Pasqua, i temi della conversione e del battesimo sono già presenti nelle letture di oggi. San Pietro (II lettura) è esplicito nel vincolare alla conversione battesimale anche l’esperienza di Noè e dei suoi, salvati per mezzo dell’acqua, divenuta “immagine del battesimo, (che) ora salva anche voi” (v. 20-21), in virtù di Gesù Cristo, morto e risorto (v. 18.21).

Noè non era né israelita, né cristiano, né musulmano, ma “uomo giusto e integro tra i suoi contemporanei e camminava con Dio” (Gen 6,9). In lui, Dio stabilì la prima alleanza con l’umanità (I lettura), prima ancora che con Abramo: un’alleanza universale, con tutti i popoli. Un’alleanza non su base etnica o religiosa, ma semplicemente sulla base della comune natura umana. Un’alleanza mai revocata, vigente oggi e per sempre. Un’alleanza che è alla base di un dialogo sempre possibile con tutte le tradizioni religiose e culturali.  L’alleanza riguarda le persone  -“con voi e con i vostri discendenti” (v. 9)-  ma anche “con ogni essere vivente... con tutti gli animali” (v. 10). Dio è il primo ecologista: è geloso di ogni sua creatura! Il segno di tale alleanza, scelto da Dio stesso, è l’arcobaleno sulle nubi (v. 13), che assurge a simbolo della volontà di salvezza da parte di un Dio che non si stanca mai dell’umanità: nessuna malvagità umana potrà mai indurlo a distruggere le sue creature. L’arco delle frecce di morte è diventato, per iniziativa di Dio, arco di buoni auspici: di pace e prosperità, dialogo e condivisione, verità e fraternità.

Parola del Papa

(*)  “Desidero aiutare tutta la Chiesa a vivere con gioia e verità in questo tempo di grazia…; e lo faccio con un’espressione di Gesù: «Per il dilagare dell’iniquità l’amore di molti si raffredderà» (Mt 24,12)… Di fronte ad eventi dolorosi, alcuni falsi profeti inganneranno molti, tanto da minacciare di spegnere nei cuori la carità, che è il centro di tutto il Vangelo… Invito soprattutto i membri della Chiesa a intraprendere con zelo il cammino della Quaresima, sorretti dall’elemosina, dal digiuno e dalla preghiera. Se a volte la carità sembra spegnersi in tanti cuori, essa non si spegne nel cuore di Dio! Egli ci dona sempre nuove occasioni affinché possiamo ricominciare ad amare”.
Papa Francesco
Messaggio per la Quaresima del 2018

Sui passi dei Missionari

- 18/2: I Domenica di Quaresima. Messaggio di Papa Francesco per la Quaresima 2018: “Per il dilagare dell’iniquità, si raffredderà l’amore di molti” (Mt 24,12).

- 18/2: S. Francesco Régis Clet (1748-1820), sacerdote francese della Congregazione della Missione, missionario per 30 anni in Cina e martire.

- 18/2: S. Alberico Crescitelli (1863+1900), sacerdote italiano del PIME, missionario in Cina e martire (21/7) nella rivolta dei boxers. Lo si celebra oggi nell’anniversario della sua beatificazione.

- 20/2: Giornata Mondiale della Giustizia Sociale, istituita dall’ONU (2007) per promuovere la giustizia sociale a livello mondiale, per assicurare un mondo più giusto ed equo per tutti.

- 22/2: Festa della Cattedra di S. Pietro, e del Papa in quanto vicario di Cristo e di Pietro, chiamato a presiedere nella carità, per il servizio dell’unità nella Chiesa e della missione in tutto il mondo.

- 22/2: B. Diego Carvalho (1578-1624), sacerdote gesuita portoghese, missionario in Cocincina (Vietnam) e più tardi in Giappone, martire a Sendai, assieme a molti altri compagni.

- 22/2: Servo di Dio Luigi Giussani (Milano, 1922-2005), sacerdote, teologo, educatore,  scrittore, fondatore del movimento cristiano e culturale “Comunione e Liberazione”.

- 23/2: S. Policarpo (+ca. 155), discepolo di S. Giovanni apostolo, vescovo di Smirne, ultimo dei Padri Apostolici.

- 23/2: B. Giuseppina Vannini (1859-1911), religiosa italiana, che, assieme al sacerdote camilliano B. Luigi Tezza, fondò la congregazione delle Figlie di S. Camillo, per il servizio ai malati.

- 23/2: Memoria del P. Teofilo Verbist (1823-1868), sacerdote belga, che fondò a Scheut, sobborgo di Bruxelles, la Congregazione dell’Immacolato Cuore di Maria (CICM) soprattutto per le missioni in Cina. Nel 1865 partì per la Mongolia, prima missione dell’Istituto, e tre anni dopo morì di tifo.

- 24/2: B. Ascensión Nicol Goñi (1868-1940), religiosa spagnola, cofondatrice delle Missionarie Domenicane del SS.mo Rosario, con carisma missionario ed educativo.

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A cura di: P. Romeo Ballan – Missionari Comboniani (Verona)

Sito Web:   www.euntes.net    “Parola per la Missione”

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