Il Cireneo, uomo d’Africa: dal rifiuto al servizio
P. Romeo Ballan, mccj

 

Il Cireneo, uomo d’Africa: dal rifiuto al servizio

Marco  11,1-10 (processione);
Isaia  50,4-7; Salmo  21; Filippesi  2,6-11; Marco  14,1-15,47

Riflessioni
L’ingresso nella Settimana Santa, la settimana grande dell’amore fino alle estreme conseguenze (Gv 13,1), è segnato quest’anno dal racconto della passione e morte di Cristo, narrata dall’evangelista San Marco (Vangelo). Quella Passio non è solo storia del passato: gli stessi avvenimenti si ripetono oggi. I personaggi di allora (Caifa, Erode, Pilato, farisei, sacerdoti, Pietro, Giuda, Cireneo, pie donne, soldati, Centurione, Giuseppe d’Arimatea…) sono emblematici di quanto succede oggi nei riguardi di Cristo e dei sofferenti, con i quali Egli si identifica (cfr. Mt 25,35s). Ogni persona può trovarsi ad essere, nel bene o nel male, l’uno o l’altro dei personaggi della passione di Gesù. Ognuno può essere, per esempio, come il Cireneo, personaggio caro all’evangelista Marco, il quale ne presenta così l’incontro con quello strano Condannato di spicco: “Costrinsero a portare la sua croce un tale che passava, un certo Simone di Cirene, che veniva dalla campagna, padre di Alessandro e di Rufo” (v. 15,21). Da allora il Cireneo (dalla Cirenaica, nell’Africa del nord, attuale Libia) è divenuto un’icona dell’uomo che, per istinto, rifiuta il fardello altrui, tanto più di un condannato; ma, appena scopre il volto e il cuore di quello Sconosciuto, se ne innamorano lui e la sua famiglia.

Il Cireneo diviene, in questo modo, fratello del Buon Samaritano, della Veronica e dei loro seguaci, che, sugli infiniti cammini del dolore umano, si prodigano, per puro amore, accanto alle vittime delle ingiustizie di ogni tempo. Papa Francesco ci esorta: “Uscire da se stessi per unirsi agli altri fa bene”. Inoltre, il Papa ci mette in guardia dalla “mondanità”, che è una via contraria al cammino di Gesù. (*) Due voci autorevoli e coincidenti giungono dall’Africa, ambedue dal Camerun, a commentare l’icona del Cireneo: sono P. Mveng e Benedetto XVI. La voce di P. Engelbert Mveng, gesuita camerunese, teologo, poeta ed artista, assassinato nel 1995, è raccolta nella sua Via Crucis, “Se qualcuno…” (Ed. Mame, Tours 1961; Ed. Nigrizia, Bologna 1963), abbellita con i tipici disegni del suo laboratorio di arte africana. Nella V stazione della Via Crucis, P. Mveng presenta con passione e fraterna ammirazione il Cireneo, “un uomo d’Africa”:

«Un povero uomo stanco; ritorna dai campi; è un uomo d'Africa!
E dentro la sua testa, la stanchezza del giorno imbastisce un lungo ritornello,
l'oppressione del giorno pesa come un bolide sui suoi passi vacillanti,
sulle sue labbra che si agitano, sull'affanno del suo cuore che non ne può più...

Un povero uomo d'Africa
Non è Deputato; non è Consigliere;
non è un Notabile ascoltato negli ambienti tradizionali,
e i soldati, di fronte a lui, non scatteranno sull'attenti!
Né i passanti gli diranno: «buonasera, Signore!»...
È un povero uomo d'Africa, il cui passo è timido,
e che porta su di sé quasi un firmamento di mistero…
Uno di quegli uomini che nessuno capisce, che non si capiscono neppure loro,
che si portano addosso un groppo di silenzio
dove Dio canta melodie sconosciute agli altri uomini…
Ed ecco che gli mettono le mani addosso, che lo scuotono, lo trascinano,
ecco che l'obbligano a portare la Croce del Condannato...

E Gesù, in piedi, l'aspettava come un fratello...
Questo povero uomo d'Africa che non capiva troppo bene,
che era stanco e non voleva saperne della Croce di un condannato...
Gesù l'aspettava come un fratello,
e nel suo cuore tutto sanguinante di fatica e di amore,
la sua mano firmava il grande patto dell'Appello all'incrocio delle loro due vite...
All'orizzonte dello sguardo di Simone, uomo di Cirene, uomo d'Africa,
saliva l'alba della redenzione del mondo.
Mio Gesù, Tu attendi anche me:
con Simone, l'uomo di Cirene, eccomi qui» (E. Mveng).

Benedetto XVI, nel suo viaggio in Africa, incontrò il 19 marzo 2009 a Yaoundé (Camerun), il mondo della sofferenza, davanti al quale si è ampiamente ispirato all’icona del Cireneo:
«La storia ricorda che un africano, un figlio del vostro continente, ha partecipato, con la sua stessa sofferenza, alla pena infinita di Colui che ha redento tutti gli uomini compresi i suoi persecutori. Simone di Cirene non poteva sapere che egli aveva il suo Salvatore davanti agli occhi. Egli fu “requisito” per aiutarlo (cfr. Mc 15,21); egli fu costretto, forzato a farlo… È solo dopo la risurrezione che egli ha potuto comprendere quello che aveva fatto… Solo la vittoria finale del Signore ci svelerà il senso definitivo delle nostre prove… Prego, cari fratelli e sorelle malati, perché molti ‘Simone di Cirene’ vengano anche al vostro capezzale ».

Parola del Papa

(*)  “C’è una strada contraria a quella di Cristo: la mondanità. La mondanità ci offre la via della vanità, dell’orgoglio, del successo… E’ l’altra via. Il maligno l’ha proposta anche a Gesù, durante i quaranta giorni nel deserto. Ma Gesù l’ha respinta senza esitazione. E con Lui, con la sua grazia soltanto, col suo aiuto, anche noi possiamo vincere questa tentazione della vanità, della mondanità, non solo nelle grandi occasioni, ma nelle comuni circostanze della vita. Ci aiuta e ci conforta in questo l’esempio di tanti uomini e donne che, nel silenzio e nel nascondimento, ogni giorno rinunciano a sé stessi per servire gli altri: un parente malato, un anziano solo, una persona disabile, un senzatetto…”
Papa Francesco
Omelia nella Domenica delle Palme, 29.3.2015

Sui passi dei Missionari

- 24/3: B. Oscar Arnulfo Romero Galdámez (1917-1980), martire, arcivescovo di San Salvador (El Salvador), coraggioso difensore del suo popolo oppresso e povero, ucciso mentre stava celebrando la S. Messa. – Giornata di preghiera e digiuno in memoria dei Missionari Martiri.

(Il Papa ha già approvato il miracolo, e quindi il B. Oscar Romero sarà presto Santo.)

- 25/3: Domenica delle Palme. - Giornata mondiale della gioventù (celebrazione nelle diocesi), sul tema: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio» (Lc 1,30).

- 25/3: Annunciazione del Signore, per mezzo dell’angelo Gabriele a Maria: “E il Verbo si fece carne” (Gv 1,14) -  Quest’anno la festa è trasferita al 9/4.

- 25/3: S. Maria Alfonsina Danil Ghattas (1843-1927), nata a Gerusalemme e vissuta in Palestina, fondatrice. Diede testimonianza di “mitezza e di unità” (Papa Francesco).

- 26/3: Anniversario dell’enciclica Populorum Progressio di Paolo VI (1967), sullo sviluppo integrale della persona e lo sviluppo solidale dei popoli.

- 27/3: S. Ruperto (+ ca. 718), di origine irlandese, fu grande evangelizzatore della Baviera e vescovo di Salisburgo.

- 27/3: Ven. P. Giuseppe Ambrosoli (1923-1987), comboniano italiano, medico missionario in Uganda. Le sue virtù eroiche sono state riconosciute dal Papa nel 2015.

- 28/3: B. Cristoforo Wharton (+1600); 29/3: B. Giovanni Hambley (+1587); 31/3: B. Cristoforo Robinson (+1597) ed altri sacerdoti inglesi martirizzati sotto Elisabetta I, regina d’Inghilterra.

- 30/3: Venerdì Santo. - Colletta per le opere della Terra Santa 

- 30/3: S. Ludovico da Casoria (Arcangelo) Palmentieri (Napoli 1814-1885), francescano, educatore; assieme ad altri operò attivamente per il riscatto di ragazzi africani dalla schiavitù.

- 30/3: S. Leonardo Murialdo (1828-1900), sacerdote di Torino, educatore, fondatore dei ‘Giuseppini’ per formare ragazzi poveri, con scuole, formazione al lavoro, case famiglia.

- 31/3: Pasqua, o Pesach, secondo il calendario ebraico.

- 31/3/1767: Ricordo dell’Espulsione dei Gesuiti dalla Spagna, dal Portogallo e dalle rispettive colonie in America Latina. Sei anni più tardi (1773), ci fu la soppressione della Compagnia di Gesù, Ordine benemerito per l’evangelizzazione nel mondo intero.

- 1/4: Pasqua della Risurrezione di Gesù Cristo, Redentore e Salvatore di tutti i popoli. Alleluia!

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A cura di: P. Romeo Ballan – Missionari Comboniani (Verona)

Sito Web:   www.euntes.net    “Parola per la Missione”

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