Credere nel Risorto esige impegnarsi per l’uomo
P. Romeo Ballan, mccj

Credere nel Risorto esige impegnarsi per l’uomo

Atti  10,34.37-43; Salmo  117; Colossesi  3,1-4 --- Sequenza; Giovanni  20,1-9

Riflessioni
Il messaggio missionario delle feste pasquali è evidente: Pasqua è il passaggio dell’uomo-Dio dalla morte alla vita; è l’annuncio di un Dio che muore in croce e che risorge, perché tutti i popoli abbiano vita in abbondanza (cfr. Gv 10,10)! Pasqua è la chiave di lettura del mistero più tremendo: il mistero della morte e della vita. L’avventura del Dio-in-carne-umana culmina sul Calvario e trova luce nel sepolcro vuoto: perché Cristo è risorto! Una vita nuova è cominciata in Lui;  un nuovo modo di vivere, sperare ed amare è iniziato anche in tutti coloro che credono in Lui. Da allora, è nato un nuovo modo di rapportarsi: con Dio, con gli esseri umani, con il cosmo, con le forze del bene e quelle del male… Nuovi rapporti, nuovo stile di vita, nuove certezze, nuovi metodi e strategie… Il mondo non può essere lo stesso, come se Cristo non fosse risorto… Che cosa è cambiato? Cosa può, anzi, deve cambiare? E chi sarà l’operatore di queste trasformazioni? Con quale forza? Su quali basi? Con quali criteri? Tutte queste domande hanno una sola risposta: una vita migliore è possibile per colui che crede in Cristo, morto e risorto. (*)

Dall’esperienza di vita nuova in Cristo nasce anche l’impegno missionario dell’annuncio e della condivisione. La missione universale a tutti i popoli nasce dalla Pasqua. Infatti, nelle apparizioni dopo la Sua risurrezione, Gesù fa l’invio degli apostoli alle genti e al mondo intero: Mt 28, Mc 16, Lc 24, Gv 20. Dall’esperienza gioiosa di adesione al Risorto nasce il gioioso servizio ai fratelli; nasce e si rafforza l’impegno della missione. I quattro evangelisti ci raccontano ampiamente la passione e morte di Gesù. Nessuno però ci descrive il preciso istante della risurrezione. Perché la risurrezione non si dimostra con un ragionamento. La risurrezione si può soltanto contemplare. Possiamo solo viverla. “Perché cercate tra i morti colui che è vivo? Non è qui” dissero gli angeli alle donne (Lc 24,5-6). Se cerchi Dio, non lo trovi in un raziocinio… Il Dio-Gesù di Nazaret lo incontri nella vita: “Avevo fame, ero in carcere, ero malato… e sei venuto a trovarmi, l’hai fatto a me” (cfr. Mt 25,35-36).

Credere nella risurrezione di Cristo è impegnarsi per la risurrezione dell'uomo. Due cristiani rinomati del nostro tempo, il patriarca Atenagora di Costantinopoli e Olivier Clément, ambedue impegnati sul fronte della fraternità e dell’ecumenismo, dialogano sul senso e le conseguenze della fede nella risurrezione di Gesù per la vita del mondo e per la Missione della Chiesa. Il testo che segue raccoglie alcune battute dei loro dialoghi.

« - I grandi problemi, i problemi tragici che si pongono all'umanità odierna, come collegarli al miracolo della risurrezione?

- Un terzo dell'umanità ha fame. Alla fame dei corpi si unisce quella delle anime: due terzi della popolazione del globo non hanno ancora imparato a conoscere il nome di Cristo. Nei paesi che si dicono cristiani, regna una massima divergenza tra il Vangelo da una parte, e il modo di vivere dei cristiani dall'altra, e le ricerche e le tendenze della società da un'altra ancora.

Come collegare tutto ciò alla risurrezione? Ma è di un'evidenza lampante! I sedicenti cristiani non vivono la risurrezione, non sono dei risorti! Hanno perduto lo Spirito del Vangelo. Hanno fatto della Chiesa una macchina, della teologia una pseudo-scienza, del cristianesimo una vaga morale. Ritroviamo, riviviamo la teologia rovente di san Paolo: «Come Cristo è risorto dai morti, così noi, i battezzati, dobbiamo condurre una vita nuova» (cfr. Rom 6,4). Se coloro che credono nel Risorto portano in sé questa potenza di vita, allora si potranno trovare soluzioni ai problemi che angosciano oggi gli uomini... Abbiamo bisogno di uomini che facciano l'esperienza, nello Spirito Santo, della risurrezione di Cristo come illuminazione del cosmo e senso della storia. Da quella forza interiore scaturirà uno slancio che darà senso ai valori umanitari, alle grandi idee sociali... Tutto qui: inaugurare in sé una vita nuova. Allora avremo le mani colme di doni fraterni per chi soffre sia la fame del corpo che quella dell'anima ».

« - Ma dove trovarlo, il Risorto, per entrare in comunione con Lui?

- Cristo è dappertutto. Dalla risurrezione in poi, tutta la vicenda umana si svolge in Lui, lo cerca, lo celebra, lo combatte, lo nega, lo ritrova. La sua presenza segreta, la rivelazione che ci porta, sono diventate il fermento dell'intera esistenza umana. Ricordate il cap. 25 di Matteo: «Ho avuto fame, e mi avete dato da mangiare... Ogni qualvolta… lo avete fatto a me...»? San Giovanni Crisostomo ci dice che il povero è il sacramento del Cristo, che Cristo s'incarna nel povero. Cristo è presente ogni volta che si verifica un vero incontro, ogni volta che un po' d'amore si manifesta, ogni volta che la bellezza dilata il cuore dell'uomo ».

(Patriarca Atenagora, in O. Clément, Dialoghi con Atenagora, 1995, pp. 151-155

Parola del Papa

(*)  “Ci sono cristiani che sembrano avere uno stile di Quaresima senza Pasqua. Però riconosco che la gioia non si vive allo stesso modo in tutte la tappe e circostanze della vita, a volte molto dure. Si adatta e si trasforma, e sempre rimane almeno come uno spiraglio di luce che nasce dalla certezza personale di essere infinitamente amato, al di là di tutto”.

Papa Francesco
Esortazione Apostolica Evangelii Gaudium (2013) n. 6

Sui passi dei Missionari

- 1/4: Pasqua della Risurrezione di Gesù Cristo, Redentore e Salvatore di tutti i popoli. Alleluia!   

- 1/4: S. Lodovico Pavoni (1784-1848), sacerdote di Brescia, pioniere nel campo sociale, fondatore, dedito all’educazione umana, cristiana e professionale dei ragazzi.

- 2/4: S. Francesco da Paola (1416-1507), austero eremita, fondatore dell’Ordine dei Minimi.

- 2/4: S. Pietro Calungsod (1654-1672), catechista laico, nato nelle Filippine; e il B. Diego Luigi di San Vitores (1627-1672), sacerdote gesuita spagnolo; ambedue furono uccisi in odio alla fede cristiana e precipitati in mare nell’isola di Guam (Marianne, Oceania).

- 2/4: B. Maria Laura Alvarado (1875-1967), nata e vissuta in Venezuela, fondatrice, dedita alla cura di orfani, anziani e poveri. Morì a Maracaibo.

- 3/4: Servo di Dio Bernardo Sartori, ardente sacerdote comboniano in Uganda, ove morì (1983) a 85 anni, con fama di santità per la sua grande devozione mariana e il suo zelo missionario.

- 4/4: S. Isidoro (ca. 570-636), vescovo di Siviglia e dottore della Chiesa, ingegnoso nelle scienze e nell’organizzazione, riconosciuto come l’ultimo Padre della Chiesa latina.

- 4/4: S. Benedetto Massarari, detto il ‘Nero’, discendente di schiavi africani (Sicilia, 1526-1589), religioso francescano, il primo africano nero ad essere canonizzato (1807). È compatrono di Palermo.

- 4/4: Ricordo di Martin Luther King (n. Atlanta, USA, 1929), leader dei diritti civili, integrazione razziale e “nonviolenza attiva”; Premio Nobel della Pace (1964), assassinato a Memphis nel 1968.

-4/4: Giornata Mondiale contro le mine antiuomo e gli ordigni bellici inesplosi (ONU 1997).

- 5/4: S. Vincenzo Ferrer (1350-1419), sacerdote domenicano spagnolo, uno dei più grandi predicatori e missionari itineranti nell’Europa occidentale.

- 6/4: Giornata Internazionale dello Sport per lo sviluppo e per la pace, stabilita dall’ONU.

- 7/4: S. Giovanni Battista de la Salle (1651-1719), sacerdote francese, educatore, fondatore dei Fratelli delle Scuole Cristiane. Pio XII lo proclamò (1950) speciale patrono di tutti i maestri.

- 7/4: Giornata Mondiale della Salute, organizzata dall’ONU-OMS.

+++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++

A cura di: P. Romeo Ballan – Missionari Comboniani (Verona)

Sito Web:   www.euntes.net    “Parola per la Missione”

+++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++