II di Pasqua – Domenica della Divina Misericordia – Anno B

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I regali del Risorto: pace, Spirito, perdono, missione
P. Romeo Ballan, mccj

 

I regali del Risorto: pace, Spirito, perdono, missione

Atti  4,32-35; Salmo  117; 1Giovanni  5,1-6; Giovanni  20,19-31

Riflessioni
È significativa la cronologia che ci offre il Vangelo di Giovanni riguardo a “quel giorno, il primo della settimana” (v. 19), il giorno più importante della storia. Perché in quel giorno Cristo è risorto. Quel giorno era iniziato con l’andata di Maria di Màgdala al sepolcro “di buon mattino, quand’era ancora buio” (Gv 20,1). Nel Vangelo di oggi; siamo alla “sera di quel giorno… mentre erano chiuse le porte… per timore dei Giudei” (v. 19). L’ambientazione spazio-temporale, ed anche psicologica, è completa. È iniziata ormai la storia nuova per l’umanità, nel segno di Cristo risorto. Prescindere da Lui sarebbe una perdita di valori e un rischio per la stessa sopravvivenza umana.

Le porte chiuse e la paura sono superate con la presenza di Gesù, il Vivente, che per ben tre volte annuncia: “Pace a voi!” (v. 19.21.26), provocando la gioia intensa dei discepoli “al vedere il Signore” (v. 20). Unità di cuore e d’intenti, condivisione di beni, forte testimonianza del Risorto sono fra le caratteristiche più evidenti della prima comunità cristiana (I lettura): “Fra loro tutto era comune. Con grande forza gli apostoli davano testimonianza della risurrezione del Signore Gesù e tutti godevano di grande favore. Nessuno infatti tra loro era bisognoso” (v. 32-34). San Giovanni (II lettura), da parte sua, esorta i fedeli ad amare Dio e i figli di Dio, con la certezza che “questa è la vittoria che ha vinto il mondo: la nostra fede” (v. 4). Fede in Cristo Gesù, che è venuto “con l’acqua e con il sangue” (v. 6). La fede che porta il cristiano e il missionario all’incontro con Cristo risorto, aiuta a superare anche tante difficoltà psicologiche, quali angoscia, paure, depressione…

Oltre alla pace, vi sono altri tre doni importanti che Cristo risorto (Vangelo) offre alla comunità dei credenti: lo Spirito Santo, il perdono dei peccati e la missione. Il frutto più grande della Pasqua è certamente il dono dello Spirito Santo, che Gesù soffia sui discepoli: “Ricevete lo Spirito Santo” (v. 22). Egli è lo Spirito della creazione redenta e rinnovata, che Gesù effonde nel momento della sua  morte in croce (Gv 19,30), come preludio della Pentecoste (Atti 2ss).

Per Giovanni il dono dello Spirito è essenzialmente collegato al dono della pace e, quindi, al perdono dei peccati, come dice Gesù: “A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati” (v. 23). La pace vera ha le sue radici nella purificazione dei cuori, nella riconciliazione con Dio, con i fratelli e con l’intera creazione. Questa riconciliazione è opera dello Spirito, perché “Egli è la remissione di tutti i peccati” (vedi la preghiera sulle offerte, nella Messa del sabato mattina prima di Pentecoste, e la nuova formula della assoluzione sacramentale). Per l’evangelista Luca “la conversione e il perdono dei peccati” sono il messaggio che i discepoli dovranno predicare “a tutte le genti” (Lc 24,47). A ragione, quindi, il sacramento della riconciliazione è un inestimabile regalo pasquale di Gesù: è il sacramento dell’allegria cristiana (Bernardo Häring).

I doni del Risorto sono da annunciare e da condividere con tutta la famiglia umana; per questo Gesù, in quella stessa sera, annuncia una missione universale, che Egli affida agli apostoli e ai loro successori: “Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi” (v. 21). Sono parole che vincolano per sempre la missione della Chiesa con la vita della Trinità, perché il Figlio è il missionario inviato dal Padre a salvare il mondo, con l’amore. “Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi”! Sono parole da leggersi in parallelo con queste altre: “Come il Padre ha amato me, così anch’io ho amato voi” (Gv 15,9), stabilendo così un legame inscindibile fra missione-amore, amore-missione. Con queste parole resta definitivamente sancito che la Missione universale nasce dalla Trinità (AG 1-6) ed è dono-impegno pasquale di Gesù risorto.

I doni del Risorto (Vangelo): la pace, lo Spirito, il perdono dei peccati e la missione, sono vissuti da noi nella fede. Pur senza vedere il Signore, siamo beati (v. 29) se crediamo in Lui e Lo amiamo. Siamo, quindi, grati a Tommaso (v. 25), che ha voluto mettere la mano nella ferita del Cuore di Cristo, che “cubiculum est Ecclesiae”, è la stanza intima/segreta della Chiesa (S. Ambrogio). Quel Cuore è il santuario della Divina Misericordia, titolo e tesoro che nella domenica odierna è celebrato con crescente devozione popolare. (*)  “Il culto della Misericordia divina non è una devozione secondaria, ma dimensione integrante della fede e della preghiera del cristiano” ha detto Benedetto XVI. La misericordia divina è, da sempre, la più globale e consolante rivelazione del mistero cristiano: “La terra è piena di miseria umana, ma strapiena della misericordia di Dio” (S. Agostino). Questa è la ‘buona notizia’ permanente, che la Missione porta all’umanità intera.

Parola del Papa

(*)  “San Giovanni Paolo II ha stabilito che questa domenica sia dedicata alla Divina Misericordia. È stato lo Spirito Santo a ispirarlo in questo… Ecco il senso della misericordia che si presenta proprio nel giorno della risurrezione di Gesù come perdono dei peccati… La misericordia riscalda il cuore e lo rende sensibile alle necessità dei fratelli con la condivisione e partecipazione. La misericordia impegna tutti ad essere strumenti di giustizia, di riconciliazione e di pace. La misericordia è… la forma concreta con cui diamo visibilità alla risurrezione di Gesù”.
Papa Francesco
Regina coeli, domenica 23.4.2017

Sui passi dei Missionari

- 8/4: II domenica di Pasqua – o della Divina Misericordia. – Domenica di Pasqua secondo il calendario ortodosso.

- 8/4: Giornata Mondiale dei Rom e dei Sinti.

- 9/4: (trasferita dal 25/3): Annunciazione del Signore, per mezzo dell’angelo Gabriele a Maria: “E il Verbo si fece carne” (Gv 1,14).

- 9/4: B. Tommaso da Tolentino (ca. 1260-1321), missionario francescano, promosse le missioni in Oriente; si imbarcò con altri compagni verso la Cina, ma fu martirizzato a Salsette (India).

- 9/4: Memoria di Dietrich Bonhoeffer (1906-1945), teologo luterano tedesco, simbolo della resistenza contro il nazismo, morto nel campo di concentramento di Flossenburg.

- 11/4: Memoria di Tertulliano di Cartagine (Tunisia, 155-220 ca.), apologeta e teologo; dimostr? l’ingiustizia e l’assurdità delle persecuzioni contro i cristiani. Sua è la frase: “sanguis martyrum semen christianorum” (il sangue dei martiri è seme di cristiani).

- 11/4: S. Stanislao, vescovo di Cracovia e martire, ucciso (+1079) mentre stava celebrando la Santa Messa; è patrono della Polonia.

- 12/4: S. Zeno, di origine nordafricana, 8° vescovo di Verona (+376/380 ca.), combatté il paganesimo, l’arianesimo e altre eresie, e “condusse la città al battesimo di Cristo”. (A Verona si celebra il 21/5).

- 12/4: S. Teresa di Gesù (Juana Fernández Solar, 1900-1920), di Los Andes, in Cile, monaca carmelitana, morta di tifo a 20 anni.

- 13/4: B. Scubilion (Jean Bernard) Rousseau (1797-1867), religioso francese dei Fratelli delle Scuole Cristiane, missionario, “catechista degli schiavi” nell’isola della Réunion (Oc. Indiano).

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A cura di: P. Romeo Ballan – Missionari Comboniani (Verona)

Sito Web:   www.euntes.net    “Parola per la Missione”

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