Giovedì 17 maggio 2018
La beata Pentecoste ci ricorda tre eventi principali: l’effusione dello Spirito Santo su Maria e gli Apostoli nel cenacolo, la prima predicazione del vangelo in Gerusalemme e il formarsi della prima comunità cristiana o la nascita della Chiesa. Il protagonista (nascosto) di tutte queste Vicende è lo Spirito Santo.

Tutti i popoli riuniti nell'unica fede

At 2,1-11; Salmo 103; Gal 5,16-25; Gv 15,26-27; 16,12-15

Il nome Pentecoste deriva dal fatto che questa festa veniva celebrata cinquanta giorni dopo la Pasqua. Essa coincideva nell’Antico Testamento con la festa della mietitura, giorno di rendimento di grazie durante il quale erano offerte a Dio le primizie dei prodotti della terra. Era inoltre occasione per un pellegrinaggio alla città santa, eco o/e coronamento del pellegrinaggio pasquale, commemorazione annuale dell’alleanza, quando nel Sinai venne data la legge totale.

Invece, la festa cristiana commemora la Pentecoste che seguì alla morte di Gesù; essa fu segnata dal dono dello Spirito Santo che inaugurò una nuova creazione e il tempo della Chiesa. La Pentecoste segna dunque il culmine dell’opera divina di salvezza e la vocazione della nuova comunità del Risorto all’universalismo. E’ la pienezza della Pasqua o il mistero pasquale totale. La coincidenza di data con la festa giudaica indica anche la figura che ha cessato il suo compito, perché si è entrata nelle realtà, quella della nuova Alleanza.

La Pentecoste non è quindi la festa dello Spirito Santo, intesso come persona divina in se stessa, ma è celebrazione di un avvenimento salvifico, cioè uno di quegli interventi di Dio che nella realizzazione del piano della salvezza decidono in modo unico e definitivo della sorte del mondo. Questo evento consiste principalmente nel dono dello Spirito : "L’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è donato" (Rm 5, 5).

I Padri della Chiesa hanno paragonato questo "battesimo nello Spirito Santo", che segna l’investitura apostolica della Chiesa, al battesimo di Gesù, il quale segnò l’inizio del suo ministero pubblico. Il fatto che la gente di diversa lingua comprenda la lingua nella quale parlano gli Apostoli dice che prima comunità messianica si estenderà a tutti i popoli. La divisione operata a Babele (Gn 11,1-9) trova ormai la sua antitesi e il suo termine positivo. Il miracolo della confusione e dispersione.

Nella Pentecoste cristiana, il dono dello Spirito Santo prende il posto della Legge. Si realizza così il sogno dei profeti che annunciavano l’alleanza fondata sul dono interiore dello Spirito di Dio a tutti (Ez.36, 27).

Insomma, la Pentecoste è la celebrazione di quello dono insuperabile fattoci dal Risorto. Lo Spirito, che è presenza di Dio in noi, riversa su di noi i suoi doni, che ci rendono attenti alle ispirazioni divine e ci orientano al bene. Quando ci vengono pensieri buoni, è lo Spirito che ci visita. Evidentemente, tutti quanti che invocano e sono guidati dallo Spirito hanno sempre idee e hanno, acceso in loro, il fuoco dell’amore vero ed autentico (l’agapè). E veramente, se facciamo spazio allo Spirito, Egli interviene sempre con efficacia nella nostra vita. Manda, Signore, il tuo Spirito, perché rinnovi la faccia della terre.
Don Joseph Ndoum

I sette magnifici doni dello Spirito Santo

Intelletto. Esisto per illuminare il tuo sguardo sulla realtà e renderlo più profondo. Per renderti capace di fare unità in mezzo alla divisione e confusione del nostro tempo. Io dico: non fermarti alla superficie, punta al profondo, all’essere Scienza. Esisto per aiutarti a scoprire il perché delle cose, per aiutarti a scorgere la vita presente in tutte le situazioni, anche le più tristi, per aiutarti anche a vedere i bisogni degli altri. Senza che te li dicano. “Non si vede bene che con il cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi”. Io dico: ragiona con il cuore; se ami, conosci e comprendi.

Consiglio. Esisto per orientare le tue scelte di fronte alle diverse alternative che la vita ti propone. In realtà sono un po’ disoccupato: sembra che oggi la gente non debba decidere nulla. Tutti vivono “alla giornata”. Poverini. È come se un’aquila non volesse saperne di volare alto, ma si riducesse a vivere da gallina. Io dico: prima di decidere rifletti, verifica, non essere precipitoso!

Timor di Dio. Esisto per ricordarti una cosa bella: ogni istante della tua vita è posto sotto lo sguardo di Dio che ti conosce, ti ama e vuole per te il bene vero. Io dico: preoccupati di piacere a Dio, solo a Lui.

Fortezza. Esisto per aiutarti ad essere fedele, ad andare fino in fondo senza lasciarti portare fuori strada. Ti ricordo che hai un sacco di risorse, che ce la farai. Ti aiuto ad essere affidabile, cioè a mantenere gli impegni e le promesse. Io dico: coraggio, le cose grandi richiedono un po’ di fatica, sii forte, ne vale la pena.

Pietà. Esisto per riempire il tuo cuore di tenerezza e di amore verso Dio. È lui che ti ricompensa dei doni. Ti aiuto a vivere da innamorato. Io dico: rimani con Dio e avrai una gioia grande e piena.

Sapienza. Esisto perché tu possa gustare la vita! Perché tu possa amare bene gli amici, la gente, il creato. Per aiutarti a scoprire quanto sei amato da Dio. Io dico: vivi, non vivacchiare.