La Pentecoste cristiana celebra il dono dello Spirito, “che è Signore e dà la vita”. Inizialmente, la festa ebraica di Pentecoste – sette settimane, ossia 50 giorni dopo la Pasqua – era la festa della mietitura del frumento (cfr. Es 23,16; 34,22). Ad essa si unì, più tardi, il ricordo della promulgazione della Legge sul Sinai.

Consacrati dallo Spirito che apre cuori e frontiere

Atti  2,1-11; Salmo  103; Galati  5,16-25; + la Sequenza; Giovanni  15,26-27; 16,12-15

Riflessioni
La Pentecoste cristiana celebra il dono dello Spirito, “che è Signore e dà la vita”. Inizialmente, la festa ebraica di Pentecoste – sette settimane, ossia 50 giorni dopo la Pasqua – era la festa della mietitura del frumento (cfr. Es 23,16; 34,22). Ad essa si unì, più tardi, il ricordo della promulgazione della Legge sul Sinai. Da festa agricola, la Pentecoste è divenuta progressivamente una festa storica: un memoriale delle grandi alleanze di Dio con il suo popolo (vedi Noè, Abramo, Mosè e i profeti Geremia 31,31-34, Ezechiele 36,24-27…). È da sottolineare la nuova prospettiva riguardo alla Legge e al modo di intendere e vivere l’ alleanza. La Legge era un dono del quale Israele andava orgoglioso, ma era una tappa transitoria, insufficiente.

Era necessario progredire in un cammino di interiorizzazione della Legge, cammino che raggiunge il culmine nel dono dello Spirito Santo, che ci è dato, come nuova fonte normativa, come vero e definitivo principio di vita nuova. Intorno alla Legge, Israele si costruì come popolo. Nella nuova famiglia di Dio, la coesione non viene più da un comando esterno, per quanto eccellente sia, ma dal di dentro, dal cuore, in forza dell’amore che lo Spirito ci dà “perché l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo” (Rm 5,5). Grazie a Lui “siamo figli di Dio” e gridiamo: “Abbà, Padre!”. Siamo il popolo della nuova alleanza, chiamato a vivere una vita nuova, in forza dello Spirito che fa di noi la famiglia di Dio, con dignità di figli ed eredi (Rm 8,15-17).

A tale dignità deve corrispondere uno stile di vita coerente. Paolo (II lettura) descrive con parole concrete due stili di vita differenti e opposti, a seconda delle scelte di ciascuno: le opere della carne (v. 19-21) o i frutti dello Spirito (v. 22). Per quelli che sono di Cristo Gesù e vivono dello Spirito, il programma è uno solo: “camminiamo secondo lo Spirito” (v. 25).

Lo Spirito fa camminare le persone e i gruppi umani e cristiani, rinnovandoli e trasformandoli dal di dentro. Lo Spirito apre i cuori, li purifica, li sana, li riconcilia, fa superare le frontiere, porta alla comunione. È Spirito di unità (di fede e di amore) nella pluralità di carismi e di culture, come si vede nell’evento di Pentecoste (I lettura), nel quale si coniugano bene insieme l’unità e la pluralità, ambedue doni dello stesso Spirito. La grande effusione dello Spirito Santo consacra i discepoli ad essere missionari del Vangelo in ogni punto della terra. Popoli diversi intendono un unico linguaggio comune a tutti (v. 9-11). S. Paolo attribuisce allo Spirito la capacità di rendere la Chiesa una e molteplice nella pluralità di carismi, ministeri e operazioni (cfr. 1Cor 12,4-6). La Chiesa ha sempre davanti a sé la sfida di essere cattolica e missionaria; di passare da Babele a Pentecoste.

Lo Spirito Santo è certamente il frutto più bello della Pasqua nella morte e risurrezione di Gesù: Egli Lo alita sui discepoli (Gv 20,22-23). È lo Spirito del perdono dei peccati e lo Spirito della missione universale. Anzi è il protagonista della missione (cfr. RMi cap. III; EN 75s.), affidata da Gesù agli apostoli e ai loro successori. Lo Spirito è sempre all’opera: nell’azione missionaria semplice e nascosta di ogni giorno, come pure nei momenti più solenni, al fine di rinnovare l’evento della Pentecoste nelle Chiese particolari, in vista di un più fermo impegno nella nuova evangelizzazione e nella missione ad gentes. (*)

Per tale missione lo Spirito ci viene dato come guida “alla verità tutta intera” e come Consolatore (Vangelo). Strettamente legata all’opera creativa e purificatrice dello Spirito, c’è anche la Sua capacità di sanare e guarire. Si tratta di un potere reale ed efficace, intorno al quale esiste una particolare sensibilità nel mondo missionario, anche se non è sempre facile discernere bene. L’azione risanatrice raggiunge a volte anche il corpo, ma molto più spesso tocca lo spirito umano, sanandone le ferite interiori ed effondendo il balsamo della riconciliazione e della pace.

Parola del Papa

(*)  “Quella effusione (dello Spirito a Pentecoste), benché straordinaria, non è rimasta unica e limitata a quel momento, ma è un evento che si è rinnovato e si rinnova ancora. Cristo glorificato alla destra del Padre continua a realizzare la sua promessa, inviando sulla Chiesa lo Spirito vivificante, che ci insegna e ci ricorda e ci fa parlare. Lo Spirito Santo ci insegna: è il Maestro interiore. Ci guida per il giusto cammino, attraverso le situazioni della vita… Ci insegna la via; ci ricorda e ci spiega le parole di Gesù; ci fa pregare e dire ‘Padre’ a Dio, ci fa parlare agli uomini nel dialogo fraterno e ci fa parlare nella profezia. Il giorno di Pentecoste, quando i discepoli «furono colmati di Spirito Santo», fu il battesimo della Chiesa, che nacque ‘in uscita’, in ‘partenza’ per annunciare a tutti la Buona Notizia. La Madre Chiesa, che parte per servire”.
Papa Francesco
Omelia nella domenica di Pentecoste, 8.6.2014

Sui passi dei Missionari

- 20/5: Solennità di Pentecoste: lo Spirito Santo ‘parla’ in tutte le lingue e culture dei popoli.

- 20/5: S. Bernardino da Siena (1380-1444), sacerdote francescano, infaticabile missionario itinerante e predicatore popolare.

- 20/5:: B. Jozefa Stenmanns: assieme a S. Arnoldo Janssen (15/1) e alla B. Maria E. Stollenwerk (3/2) fondò a Steyl (Olanda) la congregazione delle Missionarie Serve dello Spirito Santo.

- 21/5: Memoria della Beata Vergine Maria, Madre della Chiesa. (Nel 2018 Papa Francesco ha stabilito questa memoria liturgica da celebrarsi nel Lunedì dopo Pentecoste).

- 21/5 S. Zeno (+376/380 ca.): di origine nordafricana, VIII vescovo di Verona, (altrove si celebra il 12/4); combatté il paganesimo, l’arianesimo e altre eresie, e “condusse la città al battesimo di Cristo”.

- 21/5: S. Carlo Eugenio di Mazenod (1782-1861), vescovo di Marsiglia (Francia) e fondatore dei missionari Oblati di Maria Immacolata.

- 21/5: Ss. Cristoforo Magallanes Jara e 24 compagni, sacerdoti e laici, martiri nella persecuzione messicana (+1927), uccisi in diversi luoghi e date, mentre perseveravano nella lode a Cristo Re.

- 21/5: Memoria dei 7 monaci trappisti francesi, del monastero di Tibhirine, uccisi nel 1996 in Algeria. (La loro Beatificazione è prossima, giacché il Papa ne ha già riconosciuto il Martirio).

- 24/5: Festa della Madonna Ausiliatrice.- Giornata di preghiera per la Chiesa in Cina, ove Maria è venerata in modo speciale nel santuario di Sheshan, a Shanghai.

- 24/5: B. Giovanni del Prado (1563-1631), sacerdote francescano spagnolo, missionario e martire in Marocco, mentre si dedicava all’assistenza spirituale degli schiavi cristiani.

- 25/5: B. Mario Vergara (1910-1950), martire, sacerdote italiano del PIME, missionario in Birmania (attuale Myanmar); ed il suo catechista, il B. Isidoro Ngei Ko Lat, martire, primo Beato del Myanmar, ambedue uccisi in odio alla fede cristiana, durante un viaggio missionario.

- 25/5: Giornata dell’Africa, nell’anniversario della creazione della ‘Organizzazione dell’Unità Africana’ (OUA, attuale UA) ad Addis Abeba (Etiopia, 1963).

- 26/5: S. Filippo Neri (1515-1595), sacerdote, apostolo della gioventù di Firenze e di Roma, fondatore dell’Oratorio per la formazione cristiana dei giovani con preghiere, canti, opere di carità.

- 26/5: S. Maria Anna di Gesù de Paredes (1618-1645), ecuadoriana, laica terziaria francescana, che si è dedicata ad aiutare indigeni e neri a Quito (Ecuador).

- 26-27/5 (ultimo fine settimana di maggio): Festività buddhista di Vesakh, per ricordare tre momenti fondamentali della vita del Buddha: la nascita, l'illuminazione e la morte.

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A cura di: P. Romeo Ballan – Missionari Comboniani (Verona)

Sito Web:   www.euntes.net    “Parola per la Missione”

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