Natività di S. Giovanni Battista. La nascita di un bambino è sempre un evento gioioso, presso tutti i popoli. È gioia per una vita nuova sulla terra. La liturgia di oggi (24 giugno) nella nascita di Giovanni, il Precursore di Gesù, è piena di gioia, perché questa nascita è fonte di gioia. Il nome stesso del bambino spiega la solidità della gioia e ne indica la missione: “Giovanni” infatti vuol dire “grazia, amore, dono di Dio”. [...]

Giovanni il Battezzatore, icona del missionario

Isaia  49,1-6; Salmo  138; Atti  13,22-26; Luca 1,57-66.80

Riflessioni
La nascita di un bambino è sempre un evento gioioso, presso tutti i popoli. È gioia per una vita nuova sulla terra. La liturgia di oggi nella nascita di Giovanni, il Precursore di Gesù, è piena di gioia, perché questa nascita è fonte di gioia. Il nome stesso del bambino spiega la solidità della gioia e ne indica la missione: “Giovanni” infatti vuol dire “grazia, amore, dono di Dio”. L’amore di Dio si è manifestato nel concepimento del bambino avvenuto per genitori anziani e sterili (Lc 1,7), e poi in una gestazione marcata dalla forte presenza dello Spirito Santo e dall’esultanza di Giovannino nel grembo materno prima ancora di nascere (Lc 1,41.44). Il racconto della nascita (Vangelo) è pervaso di gioia: l’allegria dei genitori, dei parenti e dei vicini (v. 58), la simpatica discussione sul nome del bambino (v. 59-63), l’esplosione di gioia e di benedizione a Dio (Lc 1,67-79) per la parola ridonata al padre, Zaccaria (v. 64), la crescita di un bambino vispo e forte (v. 80).

Assieme alla gioia, c’è la percezione di una speciale manifestazione divina: “Che sarà mai questo bambino?”. Dall’insieme del racconto e dalla storia futura, si rileva facilmente come la domanda che corre sulla bocca di tutti “nella regione montuosa della Giudea” (v. 65-66) va ben oltre la naturale domanda che tutti si fanno sul futuro di ogni bimbo che nasce. Numerosi testi biblici e liturgici ci presentano Giovanni come: il più grande fra i nati di donna; uno che è più che un profeta, come afferma Gesù; la porta fra l’Antico e il Nuovo Testamento, l’ultimo profeta dell’Antico e colui che inaugura il Nuovo; colui che prepara il cammino del Messia; il battezzatore di Gesù; Lo segnala presente come “l’Agnello”; si riconosce amico dello Sposo, anche se indegno di scioglierne i sandali; è voce che predica a tutto il popolo un battesimo di penitenza (II lettura). E finalmente, fedele e tenace nella sua missione, Giovanni, con il suo sangue, offre la suprema testimonianza per il nome di Cristo (prefazio). (*)

Giovanni Battista è facilmente riconoscibile come modello per il discepolo e l’apostolo di Cristo. Per molti aspetti, è una vera icona del missionario:

- scelto e consacrato fin dal seno materno per portare la salvezza di Dio fino all’estremità della terra (I lettura); chiamato ad una vita di intimità con Cristo, del quale si sente amico e ne condivide l’esistenza;

- con messaggio esigente e testimonianza austera, prepara il cammino del Messia; Lo annuncia presente, anche se non Lo riconoscono; Lo segnala come l’Agnello che toglie i peccati;

- battezza Gesù nel Giordano, è testimone di una teofania trinitaria, dopo la quale egli sente di doversi ritirare, perché il Cristo cresca e abbia il primo posto; è Lui che i suoi discepoli devono ormai seguire;

- la fedeltà al Vangelo comporta sempre dei rischi, compreso il martirio, come lo testimoniano la fine di Giovanni e la storia dell’evangelizzazione in ogni parte del mondo, fino ai nostri giorni.

Possiamo raggruppare i diversi momenti dell’itinerario del Battista intorno all’immagine della casa”. Egli ha avuto cinque case, secondo i posti dove ha realizzato la sua missione profetica.  1. Il Tempio di Gerusalemme: lì suo padre Zaccaria riceve dall’angelo Gabriele l’annuncio della nascita di un bambino in condizioni straordinarie e per una missione speciale.  2. La casa: da quando Zaccaria torna a casa, Elisabetta si riempie di gioia e di Spirito Santo nella sua gravidanza e nell’incontro con Maria, sua cugina; la nascita del bambino, l’imposizione del nome, il cantico del papà sono la gioia di parenti e vicini. Ma quei segni cosa vogliono dire per il futuro del neonato?   3. Il deserto: all’austera scuola del deserto, Giovanni pratica il digiuno e la preghiera, impara le Scritture e a fidarsi di Dio, tempera il carattere per le battaglie future.  4. Le rive del Giordano: qui Giovanni proclama un battesimo di penitenza e prepara i cuori ad incontrare Uno che è più grande di lui: l’atteso Messia.  5. La prigione: per la sua rettitudine e coraggio, Giovanni finisce in prigione e affronta il martirio. È la suprema testimonianza di un profeta fedele.

Parola del Papa

(*)  “Preparare, discernere, diminuire: in questi tre verbi è racchiusa l’esperienza spirituale di San Giovanni Battista. È bello pensare che la vocazione del cristiano sia così. Uomo di discernimento qual è, il cristiano deve saper riconoscere la verità da quello che sembra verità e non è. Deve saper abbassarsi perché il Signore cresca nel cuore e nell’anima degli altri. Un cristiano non annunzia se stesso, annunzia un altro, prepara il cammino a un altro: al Signore”.
Papa Francesco

Meditazione mattutina nella cappella di Santa Marta, 24 giugno 2014

Sui passi dei Missionari

- 24/6: Nascita di S. Giovanni Battista, Precursore del Messia: ne annunciò la venuta pubblica e ne preparò il cammino, dandone testimonianza fino al martirio. È un modello per i missionari.

- 24/6: Giornata per la carità del Papa.

- 24/6: S. Maria Guadalupe García Zavala (1878-1963), di Guadalajara (Messico), fondatrice dedita al servizio dei poveri e malati.

- 24/6: Memoria del P. Vincenzo Lebbe (1877-1940), lazzarista belga, missionario in Cina; là fondò due Congregazioni locali per l’apostolato fra i cinesi; propugnò la separazione della missione dalle ingerenze politiche; al suo pensiero si ispirarono anche l’enciclica missionaria Maximum Illud di Benedetto XV (1919) e l’ordinazione dei primi sei Vescovi cinesi dal Papa Pio XI (1926). 

- 25/6: Servo di Dio Melchior de Marion Brésillac (1813-1859), missionario francese, vescovo in India e poi in Sierra Leone, dove morì, dopo aver fondato a Lione (1856) la Società per le Missioni Africane (SMA).

- 26/6: S. Vigilio (+405), terzo vescovo di Trento (Italia), evangelizzatore della regione con l’aiuto di tre missionari provenienti dalla Cappadocia (attuale Turchia); morì martire in Val Rendena.

-26/6: B. Giacomo da Ghazir (1875-1954), sacerdote cappuccino libanese, fondatore; svolse una mirabile opera di predicazione in Libano, Palestina, Iran e Siria.

- 26/6: S. Josemaría Escrivá de Balaguer (1902-1975), sacerdote spagnolo, fondatore dell’Opus Dei, per promuovere l’ideale della santificazione personale nella vita ordinaria e nel lavoro.

- 26/6: Giornata Mondiale di Sostegno alle Vittime della Tortura (ONU, 1987).

- 28/6: S. Ireneo (135-202 ca.), nato a Smirne (attuale Turchia), discepolo di S. Policarpo, divenne vescovo di Lione e grande evangelizzatore della Gallia; è uno dei Padri della Chiesa.

- 28/6: Sig. Muhammad Yunus (n. in Bangladesh, 1940,  da famiglia musulmana), imprenditore sociale, banchiere, economista, leader della società civile; ricevette il Premio Nobel per la Pace (2006) insieme alla sua Grameen Bank, “per i loro sforzi di creare, con il microcredito, sviluppo economico e sociale per i poveri”.

- 29/6: Ss. Pietro e Paolo, apostoli, missionari e fondatori della Chiesa di Roma e in altri luoghi; furono martirizzati a Roma sotto l’imperatore Nerone (+64-67 ca.).

- 29/6: B. Raimondo Lullo (Maiorca, 1235-1316), terziario francescano, studioso e scrittore; andò missionario in Africa per instaurare un dialogo fraterno con i Saraceni; fu incarcerato e martirizzato.

- 30/6: B. Basilio Velyckovskyj (1903-1973), vescovo e martire greco-cattolico ucraino; perseguitato duramente in patria, fu espulso e morì in esilio a Winnipeg (Canada), in seguito a una dose di veleno a effetto lento, somministratogli prima dell’espulsione (1972).

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A cura di: P. Romeo Ballan – Missionari Comboniani (Verona)

Sito Web:   www.euntes.net    “Parola per la Missione”

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