L’arcivescovo di Cali: una vera tragedia l'omicidio sistematico di difensori dei diritti umani

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Mercoledì 25 luglio 2018
“Finché le strutture che sono all’origine di queste morti non saranno smantellate, non saremo sicuri di poter aiutare nessuno, nemmeno i leader sociali": sono le parole di Mons. Darío de Jesús Monsalve, Arcivescovo di Cali (Colombia) dopo la notizia dell’assassinio di un altro leader sociale, José Osvaldo Taquez, e il ritrovamento dei resti di Iber Angulo Zamora, anch’egli leader sociale appartenente al Consiglio Comunitario di El Naya, che era stato rapito il 5 maggio scorso.

Le dichiarazioni dell'Arcivescovo di Cali sull'ennesimo omicidio di un leader sociale nel dipartimento di Antioquia, avvenuto questo fine settimana, sono state diffuse dalla radio locale RCN, e pervenute all’Agenzia Fides. Mons. Monsalve ha definito come “una vera tragedia” l'omicidio sistematico di leader sociali e difensori dei diritti umani in tutto il territorio colombiano.

Mons. Darío de Jesús Monsalve ha evidenziato che il Paese dovrebbe fermarsi per proteggere questi leader in ogni territorio e chiedere al governo di conoscere la verità su ciò che sta accadendo. "Bisogna unirsi e chiedere di identificare da dove vengono queste istruzioni di morte" ha ribadito l'Arcivescovo, prima di concludere informando che nella Valle del Cauca i giovani delle comunità afro in Colombia vengono reclutati dalle bande criminali.

Secondo dati forniti da fonti locali, solo nel 2018 sono stati assassinati in Colombia più di 100 leader sociali. I dati sono stati verificati dall’Instituto de Estudios para el Desarrollo y la Paz (Indepaz), che riporta anche le aree dove si è verificato il maggior numero di omicidi: Arauca, Cauca, Antioquia, Norte de Santander, Santander, Valle del Cauca, Nariño. Il rapporto sottolinea anche tre omicidi compiuti nella capitale, Bogotá, considerati un evento atipico. La cosa che preoccupa di più, secondo l'Organizzazione Nazionale Indigena della Colombia, è il totale silenzio del governo colombiano sulle richieste di sicurezza e di indagini sui fatti.

Una delle cause di questa violenza sarebbe la mancanza di applicazioni degli Accordi di pace firmati con le FARC (Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia) e, di conseguenza, l’abbandono da parte del governo dei piani di sviluppo per questi territori, un tempo controllati dalle FARC, che oggi si trovano, secondo fonti di Fides, a doversi confrontare con la presenza di nuovi gruppi di paramilitari e perfino di elementi messicani del narcotraffico.
[CE – Agenzia Fides, 23/07/2018]