Domenica 29 luglio 2018
Vanno a cercare i disabili mentali per strada e donano loro cibo, vestiti puliti e cure adeguate. È questo il progetto che Mons. Richard Kuuia Baawobr, Vescovo di Wa, in Ghana, ha lanciato nel 2016 a favore di chi soffre di disturbi psichiatrici. Un progetto che sta dando i suoi primi risultati e che vuole andare oltre, creando strutture di cura moderne e combattendo lo stigma sociale.

Mons. Richard Kuuia Baawobr.

Secondo le informazioni raccolte dall'Agenzia Fides, quello del disagio psichico è un problema molto sentito in Ghana. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, dei 21,6 milioni cittadini ghanesi, 650mila soffrono di un grave disturbo mentale e altri 2.166.000 sono affetti da un disturbo mentale moderato o lieve.

I servizi di salute mentale sono presenti solo nelle grandi città. Si tratta però di grandi ospedali che hanno un approccio alla malattia mentale superato. Le grandi organizzazioni internazionali sconsigliano infatti la creazione di grandi centri che rischiano di non seguire con la dovuta attenzione i singoli pazienti e auspicano invece la realizzazione di piccoli centri diffusi sul territorio. Alcuni di questi piccoli centri esistono nelle comunità rurali ghanesi, ma sono privati e i loro servizi non sono alla portata di tutti. A ciò si aggiunge lo stigma di cui sono vittime i disabili mentali che vengono abbandonati dalle loro famiglie e sono spesso maltrattati, isolati, vessati. I loro diritti sono costantemente negati.

Per rispondere ai bisogni di queste persone vulnerabili, Mons. Richard Kuuia Baawobr ha lanciato un progetto coinvolgendo parrocchie, organizzazioni religiose, religiosi e laici. A partire dal 2016, gruppi di volontari hanno iniziato a portare cibo e vestiti ai malati mentali che vivevano nelle strade. Alcuni medici e infermieri si sono poi resi disponibili a fornire cure e medicinali.

A due anni dall’avvio, il progetto è ben strutturato, ma il Vescovo ha deciso di andare oltre. “Abbiamo in programma - ha annunciato parlando con Fides - di costruire un centro di riabilitazione dove i malati che vivono in strada potrebbero essere ospitati. Qui potrebbero essere sottoposti ai trattamenti necessari e seguire un processo di riabilitazione e reinserimento nelle comunità di origine”. Il progetto vorrebbe coinvolgere il servizio sanitario del Ghana che dovrebbe offrire i medicinali e la consulenza per aiutare i pazienti a tornare alla normalità.

Il Vescovo vuole cercare di combattere anche l’emarginazione. “In collaborazione con l’Unità mentale di Wa – osserva – verrà organizzato un talk show radiofonico per educare il pubblico sulla salute mentale e la necessità per le famiglie, le comunità e la società di accettare la malattia e aiutare i malati durante e dopo il trattamento. Durante le terapie, i malati riceveranno anche una formazione professionale che li renderà autonomi, migliorerà il loro status economico e aumenterà la loro autostima”.
[EC – Agenzia Fides 27-07-2018]