XXX Domenica del Tempo Ordinario (B): La fede riscalda il cuore

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La guarigione di Bartimeo, il cieco di Gerico, segna un punto di arrivo e una nuova partenza, nel contesto del Vangelo di Marco. È l’ultimo miracolo di guarigione operato da Gesù, a conclusione di una serie di insegnamenti morali; ed è il punto di partenza verso Gerusalemme, dove Egli vivrà gli avvenimenti della sua ultima settimana terrena, la Settimana Santa, dall’ingresso trionfale in città fino alla passione e alla risurrezione.

La fede riscalda il cuore e illumina i passi del discepolo

Geremia  31,7-9;; Salmo  125; Ebrei  5,1-6; Marco  10,46-52

Riflessioni
Gerico: città nella valle del fiume Giordano, 10 km a nord del Mar Morto, città dal clima mite, al di sotto del livello del mare (- 300m), “città delle palme” (Dt 34,3); è considerata la prima città murata della storia (8000 a.C.), le sue mura crollarono in modo spettacolare davanti al popolo di Israele (Gios 6). Una città ben conosciuta da Gesù. Nei pressi di Gerico, Egli fu battezzato e visse i 40 giorni di digiuno e tentazioni; parla della strada che scende da Gerusalemme a Gerico (la strada del Buon Samaritano); qui s’incontra con il pubblicano Zaccheo e, prima di salire a Gerusalemme, compie il miracolo per il cieco Bartimeo (Vangelo), in un contesto significativo.

La guarigione di Bartimeo, il cieco di Gerico, segna un punto di arrivo e una nuova partenza, nel contesto del Vangelo di Marco. È l’ultimo miracolo di guarigione operato da Gesù, a conclusione di una serie di insegnamenti morali; ed è il punto di partenza verso Gerusalemme, dove Egli vivrà gli avvenimenti della sua ultima settimana terrena, la Settimana Santa, dall’ingresso trionfale in città fino alla passione e alla risurrezione.

Gesù ha dato importanti insegnamenti morali, che, se messi in pratica, rinnovano le persone dal di dentro, con un cambio di mentalità e di comportamenti (metanoia). Le esigenze morali poste da Gesù  (vedi i brani del Vangelo di Marco nelle domeniche precedenti)  operano la conversione del cuore, dando come risultato la libertà interiore della persona. Più che di rinuncia, è più giusto parlare di un dono di liberazione-purificazione del cuore, per scoprire e seguire Gesù, il vero tesoro. Si tratta, quindi, di libertà dall’egoismo (rinnegare se stesso, prendere la croce: 8,32-38); libertà negli affetti (unità e indissolubilità del matrimonio, amore e rispetto per i bambini: 10,2-16); libertà di fronte alle ricchezze (pericolo delle ricchezze: 10,17-31); libertà dal potere (autorità come servizio: 10,35-45)…

In ciascuno di questi ambiti il discepolo vive la tensione permanente fra la mentalità mondana dominante e il richiamo di Gesù. Spesso la tensione diventa scontro e conflitto fra l’oscurità del male e la luce del Vangelo. A questo punto, prima della salita di Gesù verso Gerusalemme, Marco colloca, emblematicamente, la guarigione del cieco di Gerico (Vangelo), che egli narra come un fatto miracoloso e allo stesso tempo ricco di simbologia.

Il cieco “sedeva lungo la strada a mendicare” (v. 46): era immobile, mendicante, quindi dipendente dagli altri... All’avvicinarsi di Gesù, la sua vita cambia: gli grida per due volte la sua situazione implorando pietà (v. 47-48). Si imbatte con il gruppo dei discepoli, che in un primo momento gli sono di intralcio e lo ostacolano, ma poi lo incoraggiano ad andare verso Gesù che lo sta chiamando (v. 49). Il cieco getta via il mantello  -simbolo della sua sicurezza fino a quel momento-,  balza in piedi, parla con Gesù, riceve da Lui la fede e la vista, e comincia a seguirlo “lungo la strada” (v. 52). Il cammino che sale verso Gerusalemme è arduo, soprattutto per gli avvenimenti che attendono Gesù in quella Settimana; ma il discepolo, ormai illuminato, sa che il Maestro lo precede, lo attira dietro a sé e gli affida una missione da compiere con umiltà, fedeltà e libertà interiore.  (*)

Bartimeo è l’immagine del discepolo che finalmente apre gli occhi alla luce del Maestro e si decide a seguirlo lungo la via. La chiamata di Gesù non giunge direttamente al cieco, c’è qualcuno incaricato di trasmetterla. Questi mediatori rappresentano gli autentici seguaci di Cristo, sensibili al grido di chi cerca la luce. Sono coloro che dedicano gran parte del proprio tempo all’ascolto dei problemi dei fratelli/sorelle in difficoltà, coloro che hanno sempre parole di incoraggiamento, che indicano ai ciechi il cammino che conduce al Maestro” (F. Armellini). Questa è la responsabilità missionaria della comunità dei credenti: trasformati dall’amore di Dio, è loro compito evitare ogni intralcio e facilitare il cammino, con la testimonianza e la parola, per quanti cercano la luce e verità di Gesù.

In questa ricerca del Signore, il Battesimo è un punto di arrivo, ma è, al tempo stesso, alla base dell’impegno missionario di ogni cristiano: il cieco, ormai illuminato, è affascinato da Cristo e testimonia davanti a tutti la gioia di seguirne le orme. L’impegno missionario di ogni battezzato non ha confini: è rivolto alle realtà vicine, per arrivare fino ai confini del mondo.

Parola del Papa

(*)  “Ogni uomo e donna è una missione, e questa è la ragione per cui si trova a vivere sulla terra. Essere attratti ed essere inviati sono i due movimenti che il nostro cuore, soprattutto quando è giovane in età, sente come forze interiori dell’amore che promettono futuro e spingono in avanti la nostra esistenza. Nessuno come i giovani sente quanto la vita irrompa e attragga. Vivere con gioia la propria responsabilità per il mondo è una grande sfida... Il fatto di trovarci in questo mondo non per nostra decisione, ci fa intuire che c’è un’iniziativa che ci precede e ci fa esistere. Ognuno di noi è chiamato a riflettere su questa realtà: «Io sono una missione in questa terra, e per questo mi trovo in questo mondo» (EG, 273)”.
Papa Francesco
Messaggio per la Giornata Missionaria Mondiale 2018

Sui passi dei Missionari

- 28/10: Chiusura della XV Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei Vescovi sul tema: «I giovani, la fede e il discernimento vocazionale».

- 28/10: Ss. Simone il Cananeo (zelota) e Giuda Taddeo, apostoli.

- 28/10: A Lima (Perù) festa del Señor de los Milagros, immagine miracolosa del Crocifisso, disegnata su una parete da uno schiavo africano (ca. 1651), molto venerata da folle di popolo.

- 28/10: Dopo la morte di San Daniele Comboni (+1881), il suo Istituto missionario fu trasformato in Congregazione religiosa (28/10/1885) e due anni dopo (1887) i primi 10 “Figli del Sacro Cuore di Gesù” (oggi Missionari Comboniani) fecero i primi voti.

- 30/10: B. Alessio Zaryckyj (1912-1963), sacerdote greco-cattolico dell’Ucraina, morto martire nel campo di concentramento a Dolinka, nel Kazakistan.

- 30/10: Ricordo di Jean Henri Dunant (1828-1910), imprenditore e filantropo svizzero; fondò a Ginevra (1863) la Croce Rossa Internazionale, organizzazione umanitaria e società di soccorso volontario e neutrale per aiutare i feriti di guerra. Dunant ricevette il Premio Nobel per la Pace nel 1901; la Croce Rossa lo ricevette 3 volte: 1917, 1944, 1963. La giornata CRI si festeggia l’8/5.

- 31/10: B. Irene (Mercede) Stefani (1891-1930), Missionaria italiana della Consolata, dedita ai malati e all’insegnamento in Kenya e Tanzania; era chiamata ‘Nyaatha’ (madre tutta misericordia).

- 31/10 : Memoria di Jean Cassaigne (1895-1973), francese, delle Missioni Estere di Parigi, missionario in Vietnam tra le minoranze etniche a Da Lat; si distinse per la sua carità verso i lebbrosi, per i quali fondò un villaggio. Fu vescovo di Saigon per 15 anni; divenuto lebbroso, rinunciò alla sede episcopale e tornò a vivere con i lebbrosi nella “parrocchia più bella del mondo”.  

- 31/10: Reformation Day, nel quale i Protestanti fanno memoria della nascita della Riforma Protestante, in ricordo delle ‘95 tesi’ pubblicate da Martin Lutero (1517).

- 1/11: “Solennità di Tutti i Santi che con Cristo sono nella gloria”, ove continuano il loro servizio missionario d’intercessione in favore dell’intera umanità. - Giornata della santificazione universale.

- 2/11: Giorno di preghiera per tutti i defunti.- Giornata degli antenati.

- 3/11: S. Ermengaudio, Vescovo di Seu d’Urgell, Catalogna (+1035), uno dei grandi evangelizzatori spagnoli nelle terre ricuperate dopo le invasioni degli arabi musulmani.

- 3/11: S. Martino de Porres (1579-1639), mulatto vissuto a Lima (Perù), come fratello coadiutore nel Convento di San Domenico, portinaio e infermiere; fu uomo di preghiera, austerità e carità.

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A cura di: P. Romeo Ballan – Missionari Comboniani (Verona)

Sito Web:   www.euntes.net    “Parola per la Missione”

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