XXXIII Domenica del Tempo Ordinario (B): Una nuova epoca missionaria

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L’evangelista San Marco usa un linguaggio da far paura, ma sempre con un messaggio di salvezza e di speranza. È il cosiddetto linguaggio ‘apocalittico’, ricco di immagini e di parole, che gli evangelisti usano per esprimere la distruzione di Gerusalemme e, in prospettiva, gli avvenimenti ultimi della storia umana. Il contesto immediato nel quale vivevano le prime comunità cristiane era marcato da tensioni interne e da persecuzioni esterne, che provocavano paura, disorientamento e tante domande: Quanto tempo durerà la prova? Come mantenersi fedeli? Alla fine, chi si salverà?

Una nuova epoca missionaria

Daniele  12,1-3; Salmo  15; Ebrei  10,11-14.18; Marco  13,24-32

Giornata Mondiale dei Poveri
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Riflessioni
L’evangelista San Marco usa un linguaggio da far paura, ma sempre con un messaggio di salvezza e di speranza. È il cosiddetto linguaggio ‘apocalittico’, ricco di immagini e di parole, che gli evangelisti usano per esprimere la distruzione di Gerusalemme e, in prospettiva, gli avvenimenti ultimi della storia umana. Il contesto immediato nel quale vivevano le prime comunità cristiane era marcato da tensioni interne e da persecuzioni esterne, che provocavano paura, disorientamento e tante domande: Quanto tempo durerà la prova? Come mantenersi fedeli? Alla fine, chi si salverà?

Marco e gli altri evangelisti, sulla linea della predicazione apostolica, vogliono dare alle comunità un messaggio di speranza e di consolazione, incentrato sulla vicinanza del Maestro (Vangelo): la Sua assenza è solo momentanea, Egli verrà di nuovo, manda i Suoi angeli protettori, alla iniziale dispersione succederà una grande convocazione (v. 26-27). L’aveva previsto anche il profeta Daniele (I lettura): dopo un duro periodo di angoscia, il popolo troverà la salvezza (v. 1).

La Parola di Dio in questa domenica presenta varie persone che intervengono, a titolo diverso, all’interno dell’opera di salvezza,. Anzitutto, Gesù Cristo, sommo sacerdote e santificatore della nuova Alleanza (II lettura), l’unico Salvatore di tutti i popoli. Vi sono poi coloro che collaborano con il piano di Dio e accompagnano gli eletti e i fratelli nella fede: Daniele (I lettura) riserva un elogio speciale a “coloro che avranno indotto molti alla giustizia” (v. 3). Marco (Vangelo) parla degli angeli che radunano gli eletti “dai quattro venti” (v. 27). “La salvezza dei fratelli dalla defezione della fede e dalla dispersione non avviene per un intervento portentoso del Signore, ma attraverso l’azione di angeli, i discepoli che, nel momento della prova, hanno saputo mantenersi saldi nella fede. Sono loro gli angeli incaricati di ricondurre i fratelli nell’unità della Chiesa” (F. Armellini).

È questo il ruolo missionario di coloro che accompagnano gli altri nel cammino all’incontro con Cristo. (*)  Il cammino della missione è arduo e ha tempi lunghi, presso i diversi popoli. La messe è sempre abbondante, ma scarseggiano gli operai (Mt 9,37). Eppure lo stesso Gesù invita ad alzare il capo e guardare con speranza verso la messe: “Alzate i vostri occhi e guardate i campi che già biondeggiano per la mietitura” (Gv 4,35).

Il Signore Gesù alimenta la speranza, assicura che “Egli è vicino, è alle porte” (v. 29): ad ogni persona offre la Sua salvezza. E convoca i suoi amici a farsi portatori di tale annuncio. Giovanni Paolo II, nell’enciclica Redemptoris Missio (1990), afferma con decisione che “la missione di Cristo Redentore, affidata alla Chiesa, è ancora ben lontana dal suo compimento... Tale missione è ancora agli inizi e dobbiamo impegnarci con tutte le forze al suo servizio” (n. 1). Cosciente della vastità e urgenza di tale missione, il Papa invita ad elevare i cuori alla speranza “in questa nuova primavera del cristianesimo” (n. 2), mentre vede “albeggiare una nuova epoca missionaria”. Sarà una stagione ricca di frutti, a condizione, però, che cristiani, missionari e giovani Chiese rispondano “con generosità e santità, agli appelli e sfide del nostro tempo” (n. 92).  Gesù ci invita a imparare dall’albero del fico per leggere i segni che orientano della vita (v. 28).

Il profeta Daniele (I lettura), pur in mezzo a scenari di angosce mai viste (v. 1), apre orizzonti di luce riservati ai saggi e a “coloro che avranno indotto molti alla giustizia” (v. 3). Tali sono certamente gli educatori: coloro, cioè, che in vari modi aiutano altri a camminare per sentieri di vita e speranza. Siano essi genitori, maestri, catechisti, scrittori, promotori di sviluppo umano integrale, difensori dei diritti umani, operatori di comunicazione sociale, di giustizia e pace, di dialogo tra le religioni e le culture, … La Chiesa, e in essa ogni credente in Cristo, è chiamata a rinnovarsi continuamente  nella fede e nell’amore al Suo Signore, per essere nel mondo faro di luce e di speranza per quanti hanno sete di vita, verità e amore, e cercano di uscire da situazioni di angoscia e di morte. Soltanto una Chiesa presente nel mondo camminando con la gente, sarà in grado di rispondere alle sfide per l’annuncio del Vangelo. Ce lo ricordava Papa Benedetto XVI con queste parole: “Il cristianesimo deve stare nel presente per potere dare forma al futuro.

Parola del Papa

(*)  “Il nucleo centrale attorno a cui ruota il discorso di Gesù è Lui stesso, il mistero della sua persona e della sua morte e risurrezione, e il suo ritorno alla fine dei tempi. La nostra meta finale è l’incontro con il Signore risorto. E io vorrei domandarvi: quanti di voi pensano a questo? Ci sarà un giorno in cui io incontrerò faccia a faccia il Signore. E’ questa la nostra meta: questo incontro. Noi non attendiamo un tempo o un luogo, ma andiamo incontro a una persona: Gesù. Pertanto, il problema non è ‘quando’ accadranno i segni premonitori degli ultimi tempi, ma il farsi trovare pronti all’incontro. E non si tratta nemmeno di sapere ‘come’ avverranno queste cose, ma ‘come’ dobbiamo comportarci, oggi, nell’attesa di esse. Siamo chiamati a vivere il presente, costruendo il nostro futuro con serenità e fiducia in Dio”.
Papa Francesco
Angelus, domenica, 15 novembre 2015

Sui passi dei Missionari

- 18/11: II Giornata Mondiale dei Poveri, istituita da Papa Francesco (2016), da celebrarsi in tutta la Chiesa la 33ª Domenica del T. O., “come segno concreto dell’Anno Santo della Misericordia”. -Tema per il 2018: “Questo povero grida e il Signore lo ascolta”.

- 18/11: S. Filippina Rosa Duchesne (1769-1852), religiosa francese, missionaria negli USA, ove creò varie scuole e morì nello stato del Missouri.

- 20/11: Giornata Internazionale dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza (ONU, 1989).

- 21/11: Presentazione della Beata Vergine Maria al tempio. – Giornata Pro Orantibus, per i monaci e le religiose claustrali di vita contemplativa.

- 22/11: S. Cecilia, martire romana (s. II-III). - Giornata Internazionale della Musica.

- 23/11: S. Colombano, abate (+615), nato in Irlanda, missionario itinerante in Francia, Svizzera e Italia, fondatore di numerosi monasteri.

- 23/11: B. Michele Agostino Pro (1891-1927), gesuita messicano, martirizzato durante la persecuzione contro la Chiesa. Assieme a lui, si ricordano tanti altri martiri dello stesso periodo.

- 24/11: Papa Francesco pubblicò (2013) l’Esortazione apostolica “Evangelii Gaudium”, sull’annuncio del Vangelo nel mondo attuale.

- 24/11: Bb. Pietro Kibe Kasui (1587-1639), gesuita giapponese, e 187 compagni martiri, uccisi fra il 1603 e il 1639; di essi, quattro erano sacerdoti e tutti gli altri laici, fra i quali anche donne e bambini. È il terzo gruppo di martiri giapponesi (dopo quelli del 1597 e 1622).

- 24/11: Ss. Andrea Dung Lac (+1839), sacerdote, e molti altri compagni martiri in Vietnam. – Nel 1988 Giovanni Paolo II ne canonizzò 117: vietnamiti e missionari stranieri, vescovi, sacerdoti e laici uccisi in vari luoghi, modi e tempi.

-25/11: Solennità di Nostro Signore Gesù Cristo, Re dell’Universo.

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A cura di: P. Romeo Ballan – Missionari Comboniani (Verona)

Sito Web:   www.euntes.net    “Parola per la Missione”

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