Mercoledì 21 novembre 2018
La giornata internazionale per i diritti dell'infanzia e dell'adolescenza celebra la data in cui la Convenzione internazionale sui diritti dell'infanzia venne approvata dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York, il 20 novembre 1989. Ogni anno, il 20 novembre, si ricorda questa data in quasi tutti i paesi del mondo. Questa giornata festeggia il diritto di tutti i bambini ad avere gli stessi diritti.

Nella giornata mondiale dell’infanzia, celebrata ieri 20 novembre, le Nazioni Unite hanno chiesto di rimettere all’ordine del giorno i diritti dei bambini a esprimere il loro potenziale, con una campagna volta a impegnare i governi al rispetto di questi diritti, «che — si legge in un rapporto — non sono negoziabili».

Andare scuola è un diritto di ogni bambino mentre ancora, nel mondo, sono 262 milioni quelli cui questo diritto è negato. Sono inoltre 650 milioni le ragazze sotto i 18 anni cui è stato impedito di andare a scuola, perché costrette a matrimoni forzati, e 5,5 milioni i bambini morti, prima di avere compiuto i 5 anni, per cause evitabili e malattie prevenibili.

E nel mondo, indicano le organizzazioni umanitarie, un miliardo di bambini sono indigenti e ogni giorno, sulla loro pelle, devono fare i conti con le conseguenze disastrose dei conflitti, della povertà o delle discriminazioni sociali. Le condizioni di vita dei minori sono particolarmente gravi nelle zone povere o affette da guerre, dove attualmente vivono 350 milioni di minori nella cui vita quotidiana incontrano spesso ostacoli insormontabili circa l’accesso al cibo, all’acqua pulita o alle cure mediche.

Soltanto nello Yemen, a tre anni e mezzo dallo scoppio dei combattimenti, più di 5 milioni di bambini stanno soffrendo la carenza di cibo. Un minore su due nel paese, soffre di malnutrizione cronica e più di 400.000 sotto i 5 anni sono affetti da malnutrizione acuta grave. In Siria, allo stesso modo, più di 13 milioni di persone hanno ancora bisogno di assistenza umanitaria e quasi 2400 bambini con meno di 5 anni rischiano di morire entro la fine dell’anno per cause legate alla malnutrizione.

Anche l’accesso all’istruzione, nelle aree sferzate da guerre e violenze, è fortemente messo a rischio, considerando che ben 27 milioni di bambini e ragazzi sono attualmente tagliati fuori dall’educazione, perché le loro scuole sono state distrutte, danneggiate o occupate. In molti casi, in tali drammatici contesti tra guerre e carestie, bambini e ragazzi perdono irrimediabilmente la propria infanzia, anche perché costretti a lavorare per mantenere le proprie famiglie.
L’Osservatore Romano, mercoledì 21 novembre 2018, p. 1