Donne migranti: Nel migrare carichiamo con tantissimo dolore che reclama verità e giustizia e non impunità

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Mercoledì 21 novembre 2018
Le donne e le ragazze rappresentano una percentuale significativa di migranti in tutto il mondo. Tutte viaggiano con un cuore pieno di speranza, una mente piena di grandi idee e sulle spalle il vissuto di diverse esperienze migratorie. “La migrazione può migliorare lo sviluppo umano per le persone migranti, per le comunità di accoglienza e per quelle di partenza”. Questo non è uno slogan di qualche entusiasta dell’intercultura, lo affermano numerosi rapporti che scardinano luoghi comuni sulle migrazioni evidenziandone i benefici economici e culturali.

Su questa linea, le donne migranti svolgono un ruolo essenziale nel mantenimento e nella ricostruzione delle loro famiglie e delle loro comunità. Rispetto agli uomini mandano a casa la maggior parte dei soldi che guadagnano all’estero. Ovunque si trovino, rispetto agli uomini, assumono maggiori responsabilità nella cura della famiglia e della casa.

Oggi, come non mai, ci sono più donne nella forza lavoro, il che significa che più donne cercano opportunità fuori dal proprio Paese. In questo modo, contribuiscono allo sviluppo dei loro paesi di origine, delle loro case e della comunità in generale. Nelle situazioni di crisi, le donne sono solitamente le prime a rispondere. Tuttavia, la sua voce inconfondibile passa spesso inosservata.

Non possiamo però dimenticare o far passare inosservati i vantaggi e gli svantaggi che sono inerenti a loro. La condizione di genere le condiziona in ogni fase dell’esperienza migratoria, dalla loro motivazione a migrare e andare avanti durante il viaggio verso la destinazione finale, fino al ritorno a casa.

Molte donne emigrano in cerca di indipendenza finanziaria e di emancipazione, per sfuggire alla povertà, espandere le loro conoscenze o riunirsi con i loro cari. Sfortunatamente, in questi contesti, molte migranti affrontano situazioni molto difficili e cariche di sofferenza.

La violenza contro le donne è un denominatore comune costante. Questa violenza è la manifestazione di relazioni di forza profondamente radicate e ineguali tra uomini e donne... Una violenza che tutti dobbiamo condannare.

Molte donne subiscono violenze sessuali e istituzionali, molestie e sfruttamento da parte di perfetti estranei, funzionari governativi, altri migranti e persino familiari. Il corpo delle donne è un bottino per le mafie. In moltissimi casi la violenza sessuale diventa un’imposta da pagare per poter continuare il proprio viaggio fatto di discriminazioni e di dolore.

Nella migrazione, l’oppressione e lo sfruttamento hanno un colore: le donne indigene per il lavoro domestico mentre le donne “afro” per quello sessuale. Le differenze sessuale si trasformano in disuguaglianze sociali. Viaggiare senza una rete di appoggio rende le donne vulnerabili. Nel loro silenzio accettano, contro la propria volontà, tutto quello che il sistema impone con violenza.

Spesso le stesse donne fanno fatica a credere che sono portatrici di diritti. Nel loro progetto migratorio vanno rafforzate nella propria autostima.

Nella narrazione delle donne migranti, è importante garantire la diversità di voci. Queste vanno moltiplicate per non ascoltare soltanto quelle “accademiche”.

È importante creare spazi abitativi e condizioni di vita supportate dai diritti e dalla conoscenza. C’è un viaggio nel viaggio che parla anche di RESISTENZA! È forte la capacità delle donne di difendere e proteggere la VITA e la propria cultura.
Migranti News, Novembre 2018