XXXIV Domenica del Tempo Ordinario (B): Il Regno di un Dio crocifisso, che non fallisce

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Che strano modo di proclamarsi Re! Il Cristo della Passione, in dialogo con il procuratore romano (Vangelo), ha le insegne da re: una corona sul capo, un bastone in mano, un manto scarlatto, i saluti ossequiosi dei soldati... Tutti segni di un re sconfitto! Ormai i capi religiosi, la gente in piazza, i soldati romani ne sono convinti: pensano di aver vinto, di averlo distrutto.

Il Regno di un Dio crocifisso, che non fallisce

Daniele 7,13-14; Salmo 92; Apocalisse 1,5-8; Giovanni 18,33-37

Riflessioni
Che strano modo di proclamarsi Re! Il Cristo della Passione, in dialogo con il procuratore romano (Vangelo), ha le insegne da re: una corona sul capo, un bastone in mano, un manto scarlatto, i saluti ossequiosi dei soldati... Tutti segni di un re sconfitto! Ormai i capi religiosi, la gente in piazza, i soldati romani ne sono convinti: pensano di aver vinto, di averlo distrutto. Pilato rimane perplesso davanti alla serenità di quel uomo che, pur in quelle condizioni, continua a chiamarsi re, anche se non di un regno di questo mondo. Pilato non è in grado di intendere questo linguaggio, e meno ancora il discorso sulla verità (v. 36-37). Le sue domande inquisitorie hanno uno scopo politico: gli basta aver capito che quel tipo, così conciato, non costituisce una minaccia per l’impero di Roma. Anche oggi, il segno dell’uomo-Dio crocifisso, appeso ad una parete, è lungi dall’essere una minaccia. È anzi un beneficio oggettivo! Lo capisce serenamente qualunque persona minimamente informata, che ha un cuore retto e libero da ideologie fuorvianti.

Sarà lo stesso Pilato, rappresentante dell’impero più potente del mondo di allora, a riconoscere la regalità di Cristo, con quella tabella affissa alla croce: “Gesù il Nazareno, il re dei Giudei” (Gv 19,19). Gesù incarna il vero “figlio d’uomo”, quel misterioso personaggio  -preludio di un nuovo popolo!-  annunciato dal profeta (I lettura), che riceve da Dio potere e regno presso “tutti i popoli, nazioni e lingue”: un regno che “non sarà mai distrutto” (v. 14). Il popolo di Daniele, al momento, sperimenta l’oppressione, ma non rinuncia a sogni grandiosi per il futuro. Il popolo del nuovo Regno avrà come punto di convergenza il Cristo. Lo hanno trafitto, ma Egli è l’Alfa e l’Omèga (II lettura).

Gesù di fronte a Pilato, “due mondi diversi: quello di Pilato è il regno dell’uomo e quello di Gesù è il regno di Dio. Due modi diversi di concepire la vita: per Pilato ciò che conta è il potere,  per Gesù è il servire;  il  primo trono di Gesù è stata la greppia di una stalla, e l’ultimo è stata la croce. Il mio regno, dice Gesù, non è ‘di’ questo mondo, ma ‘in’ questo mondo. Più volte ripeterà: ‘Il regno di Dio è in mezzo a voi’; ‘voi siete la luce del mondo, il sale della terra’. Nel regno di Gesù l’unico ‘ministero’ è quello della ‘testimonianza della verità’. Un ministero scomodo, poco ambito, precario, senza portafoglio” (don Roberto Vinco, Verona).

Gesù non rinuncia al suo titolo di re, ma lo svuota delle cose vane dei regni di questo mondo e lo arricchisce di contenuti nuovi, evangelici: chi è primo deve servire gli altri, chi comanda deve lavare i piedi; non si allea con i potenti e i ricchi, ma sceglie di stare dalla parte degli ultimi; non dà ordini, ma obbedisce; non uccide nessuno, ma muore Lui per tutti; l’importante non è essere servito, ma farsi servitori; stare dalla parte di coloro che sono emarginati, essere fratello e custode del prossimo; offrire un po’ di umanità al disperato, stare accanto ai deboli che la società spesso rifiuta (anziani, bambini, drogati, clandestini…). (*)

Pilato mostra a tutti l’uomo (“ecce homo” – ecco l’uomo – Gv 19,5), il re sconfitto, coronato di spine... Gesù ha già proclamato più volte la sua identità, il suo Vangelo. Chi ha voluto capire l’ha capito. Ora Gesù è lì, davanti a tutti, attende in silenzio. Ognuno deve dare la sua risposta personale, fare la sua scelta di vita: optare per la via facile del potere e delle ricchezze, o trionfare facendosi discepoli umili e poveri di un re sconfitto, crocifisso e risorto. Per amore! Seguire i passi di un re sconfitto può sembrare un’impresa fallimentare, eppure il Regno di Dio non fallisce! Ricordiamo la parabola degli invitati alla grande cena (cfr. Lc 14,15-24). Alla fine il re riesce a riempire la casa. Nonostante i continui rifiuti da parte della libertà umana, Dio non fallisce. Egli trova sempre nuovi cammini per realizzare il suo piano di salvezza per tutta la famiglia umana.

In quest’opera di salvezza Dio vuole coinvolgere tanti amici e impegnarli per la Missione in tutto il mondo. I modi e i tempi di coinvolgimento sono molteplici. Accanto ad iniziative che danno visibilità all’opera evangelizzatrice (congressi, sinodi, documenti, pubblicazioni, opere grandi, edifici…), c’è il lavoro capillare e nascosto di missionari e di missionarie; c’è la presenza continua di sacerdoti e di laici, educatori e catechisti; ci sono i gesti generosi di ragazzi e di giovani; c’è la tenerezza silenziosa di genitori, nonni e zii; c’è il supporto di preghiere e sofferenze offerte dagli ammalati; esiste l’impegno per la promozione della giustizia e dei diritti delle persone più deboli; e tante altre iniziative che, pur limitate e nascoste, servono a rinnovare e sostenere l’ardore missionario per il Regno di Dio.

Parola del Papa

(*)  “È la contemplazione del volto di Gesù morto e risorto che ricompone la nostra umanità, anche di quella frammentata per le fatiche della vita, o segnata dal peccato... È il volto della misericordia. Lasciamoci guardare da Lui. Gesù è il nostro umanesimo... Guardando il suo volto, vediamo innanzitutto il volto di un Dio «svuotato», di un Dio che ha assunto la condizione di servo, umiliato e obbediente fino alla morte (cfr. Fil 2,7). Il volto di Gesù è simile a quello di tanti nostri fratelli umiliati, resi schiavi, svuotati. Dio ha assunto il loro volto. E quel volto ci guarda”.
Papa Francesco
Discorso ai rappresentanti del V Convegno nazionale della Chiesa italiana (Firenze), 10.11.2015

Sui passi dei Missionari

-25/11: Solennità di Nostro Signore Gesù Cristo, Re dell’Universo.

- 25/11: Giornata Internazionale per l'eliminazione della Violenza contro le Donne (ONU, 1999).

- 26/11: S. Leonardo da Porto Maurizio (1676-1751), sacerdote francescano italiano, itinerante, dedicato alle missioni popolari. È l’ideatore della Via Crucis.

- 26/11: B. Giacomo Alberione (1884-1971), fondatore della Famiglia Paolina (una decina di istituzioni), per diffondere il Vangelo con i mezzi di comunicazione sociale e per le vocazioni.

- 26/11: Memoria del Card. Charles Lavigerie (1825-1892), vescovo francese di Algeri (Algeria), fondatore dei Missionari d’Africa (Padri Bianchi).

- 26/11: Sig. Adolfo Pérez Esquivel (n. 1931, Argentina), artista e scrittore, animatore di comunità e promotore dei diritti umani con la nonviolenza; ricevette il Premio Nobel della Pace (1980) per la sua opposizione alla dittatura militare, durante la quale fu detenuto, torturato e imprigionato. 

- 29/11 (e giorni vicini): Ss. Cutberto Mayne (+1577), Edmondo Campion (+1581) e compagni; Bb. Riccardo Langley (+1586), Edoardo Burden (+1588), Giorgio Errington (+1596) e compagni; e tanti altri sacerdoti e laici martirizzati in Inghilterra sotto la regina Elisabetta I.

- 29/11: Bb. Dionigi Berthelot (francese) e Redento Rodrigues (portoghese), religiosi carmelitani, fatti schiavi e poi martirizzati da musulmani (+1638) ad Aceh (Sumatra, Indonesia).

- 30/11: S. Andrea, apostolo, fratello di Simon Pietro. Predicò il Vangelo in Grecia, ove morì crocifisso.

- 1/12: B. Carlo de Foucauld (1858-1916), sacerdote francese, ucciso a Tamanrasset, nel deserto algerino, da una banda di predoni; è testimone di amore all’Eucaristia, missione e dialogo.

- 1/12: B. Clementina Anuarite Nengapeta (1940-1964), religiosa della Rep. Dem. del Congo, uccisa a Isiro durante la ribellione dei Simba. È martire della castità e del perdono.

- * Intorno a questa data nel 1964, durante la guerra civile, furono uccisi in Congo centinaia di migliaia di congolesi e circa 170 missionari di varie nazionalità e congregazioni; fra essi anche 4 giovani Comboniani italiani.

- 1/12: Giornata Internazionale della lotta contro l’AIDS-SIDA (istituita dall’ONU-OMS, 1988).

- 2/12: I Domenica di Avvento, tempo liturgico missionario per ricordare la lunga attesa dei popoli che ancora aspettano il primo annuncio di Cristo Salvatore.

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A cura di: P. Romeo Ballan – Missionari Comboniani (Verona)

Sito Web:   www.euntes.net    “Parola per la Missione”

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