L’allarme lanciato dalla Fao. Sprecata nel mondo oltre la metà della frutta e della verdura

Immagine

Martedì 27 novembre 2018
Ogni anno più della metà della frutta e degli ortaggi prodotti sul pianeta viene sprecata e oltre il venticinque per cento della carne macellata, l’equivalente di settantacinque milioni di bovini, non viene consumato. L’allarme è stato lanciato dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (Fao) che ha esortato quanti ricoprono ruoli politici di alta responsabilità «a dare priorità alla riduzione della perdita e dello spreco alimentare come mezzo per migliorare l’accesso a cibo nutriente e sano».

Il Global Panel on Agriculture and Food Systems for Nutrition, in collaborazione con la Fao, ha pubblicato in questi giorni un rapporto sul tema «Prevenire la perdita e lo spreco di nutrienti attraverso il sistema alimentare: azioni politiche per diete di alta qualità» che mette in evidenza drammaticamente come una morte su cinque nel mondo sia da associarsi a cibo di scarsa qualità. Inoltre, prosegue lo studio, diete sbagliate rappresentano per la salute pubblica una minaccia maggiore della malaria, della tubercolosi o del morbillo.

Tutto questo, si sottolinea nel rapporto, accade mentre un terzo di tutto il cibo prodotto nel mondo per il consumo umano non raggiunge i piatti perché viene perduto prima di essere consegnato ai destinatari o gettato in quanto deperito prima di essere consumato.
Il rapporto fa notare che alimenti come frutta, verdura, semi, noci, latticini, carne e pesce sono ricchi di sostanze nutritive, ma sono anche altamente deperibili e quindi suscettibili di andare perduti. Per affrontare le diverse forme di malnutrizione e promuovere diete sane, sostiene il direttore generale della Fao, José Graziano da Silva, è necessario «mettere in atto sistemi alimentari che aumentino la disponibilità, l’accessibilità e il consumo di alimenti freschi e ricchi di nutrienti per tutti». «Adottare atteggiamenti specifici per ridurre le perdite e gli sprechi di alimenti freschi e di cibo nutriente è una parte fondamentale di questo sforzo», ha aggiunto.

Gli esperti propongono una serie di iniziative politiche che riguardino l’intero sistema alimentare. Tra queste figurano progetti di educazione dei soggetti del settore, nuove disposizioni per garantire maggiore attenzione ai cibi deperibili, un miglioramento delle infrastrutture pubbliche e private che trattano i prodotti e misure economiche per incoraggiare l’innovazione nel settore agroalimentare.

Un settore importante sul quale intervenire, continua il rapporto, è quello degli studi per colmare le lacune di conoscenza ancora esistenti sul sistema dei rifiuti alimentari.
Il membro del Panel e presidente della Public Health Foundation of India, Srinath K. Reddy, ha sottolineato da parte sua che gli studi finora disponibili illustrano come «la riduzione degli sprechi alimentari possa svolgere un ruolo chiave nel miglioramento delle diete povere e inadeguate di circa tre miliardi di persone».
L’Osservatore Romano, 8-9 novembre 2018