IV Domenica di Avvento – Anno C: Assaporare e annunciare il Natale

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Alle porte del Natale, la Parola di Dio ci offre oggi tre chiavi de lettura per comprendere, gustare ed annunciare ad altri il mistero che celebriamo. Queste chiavi si chiamano: Maria, la carne. la piccolezza.

Assaporare e annunciare il Natale

Michea  5,1-4; Salmo  79; Ebrei  10,5-10; Luca  1,39-45

Riflessioni
Alle porte del Natale, la Parola di Dio ci offre oggi tre chiavi de lettura per comprendere, gustare ed annunciare ad altri il mistero che celebriamo. Queste chiavi si chiamano: Maria, la carne. la piccolezza.

1-   Anzitutto, Maria, che l’evangelista Luca ci presenta nel fatto della Visitazione alla parente Elisabetta (Vangelo). In un clima di fede e di gioia intensa, si produce l’incontro fra due donne, che sono divenute madri gestanti per uno speciale intervento di Dio: Elisabetta nella sua anzianità, Maria nella sua verginità. Ambedue sono ripiene di Spirito Santo (v. 35.41), attente a cogliere i segni della sua presenza, pronte a lodarlo e a ringraziarlo per le sue opere meravigliose (v. 42-48). Questi elementi fanno della Visitazione un mistero di fede, gioia, servizio, annuncio missionario. Maria, frettolosa nel viaggio (v. 39), portando in grembo Gesù, è immagine della Chiesa missionaria, che porta al mondo l’annuncio del Salvatore. (*)

Beata colei che ha creduto”, esclama Elisabetta (v. 45). È la prima beatitudine che appare nei Vangeli. Per la fede Maria ha concepito nel suo cuore il Figlio di Dio prima ancora di generarlo nella carne. Ha creduto, cioè si è fidata, si è abbandonata in Dio. Le parole di Maria: “ecco la serva del Signore: avvenga...” (v. 38) sono in sintonia con il ‘’ di Gesù, il quale, secondo l’autore della lettera agli Ebrei (II lettura), entrando nel mondo, ha detto: “ecco, io vengo per fare, o Dio, la tua volontà” (v. 7.9). Questo è l’unico culto gradito a Dio, il culto dei veri adoratori del Padre “in spirito e verità”, come Gesù stesso lo rivelerà anche alla samaritana (Gv 4,23).

2-   La carne è la seconda chiave del mistero del Natale. Da molto tempo  -possiamo dire da sempre-  Dio non si diletta del profumo degli incensi e del fumo delle carni degli animali immolati nel tempio, come ripete la lettera agli Ebrei (v. 6.8). Egli vuole abitare in un tempio di carne, nel cuore delle persone, diventare il centro di ogni pensiero e interesse, la ragione di ogni scelta e decisione, la radice di ogni gioia. Solo a questo livello si può parlare di vera conversione del cuore, una conversione che va al di là di gesti puramente rituali, di pratiche superficiali e formule astratte ripetute a memoria.

Gesù è il vero adoratore del Padre: fin dal primo istante del suo ingresso nel mondo, non offre al Padre animali o incensi (v. 5-6), ma presenta se stesso, il suo corpo, come offerta d’amore per santificare tutti (v. 10), senza escludere nessuno, perché Egli “non si vergogna di chiamarli fratelli” (Eb 2,11). I Padri della Chiesa nei primi secoli, con grande senso teologico ed antropologico, amavano ripetere: “Caro salutis est cardo” (la carne è il cardine della salvezza). Sottolineavano in questo modo che Dio ha voluto rendere manifesta e concreta la sua salvezza, facendola passare attraverso la carne umana del Figlio di Dio, il figlio di Maria.

3-   Questa meravigliosa opera di salvezza si realizza nella piccolezza, attraverso segni piccoli e poveri, persone e realtà umili. Un esempio biblico è Betlemme (I lettura), villaggio piccolo ma culla di un dominatore che “pascerà con la forza del Signore”, darà sicurezza e pace al popolo, “sarà grande fino agli estremi confini della terra” (v. 3). Betlemme è un paesetto insignificante, ma Dio lo sceglie per farvi nascere colui che è ‘la Notizia più Bella’ per tutti i popoli. All’origine di tale avvenimento, c’è Maria, che esulta e canta, cosciente che Dio “ha guardato l’umiltà della sua serva” (v. 48).

Anche oggi, Dio compie le sue opere grandi per mezzo di strumenti poveri, gesti umili, situazioni umanamente disperate. Viene da domandarsi: ma allora, chi si salva? Coloro che, con cuore sincero e disponibile, accolgono il mistero di quel Bambino, nato a Betlemme più di 2000 anni fa; coloro che ne ascoltano il messaggio, si fanno costruttori della sua pace, portatori della sua gioia, messaggeri della sua misericordia, missionari che lo annunciano. Come Maria, come i pastori!

Parola del Papa

 (*)  “Maria ci insegna che, nell’arte della missione e della speranza, non sono necessarie tante parole né programmi, il suo metodo è molto semplice: camminò e cantò. Maria camminò. Così ce la presenta il Vangelo dopo l’annuncio dell’Angelo. In fretta  -ma senza ansia-  camminò verso la casa di Elisabetta per accompagnarla nell’ultima fase della gravidanza; in fretta camminò verso Gesù quando finì il vino nelle nozze; e già con i capelli grigi per il passare degli anni, camminò verso il Golgota per stare ai piedi della croce; su quella soglia di oscurità e di dolore, non si nascose e non andò via, camminò per stare lì. Camminò fino a Tepeyac per accompagnare Juan Diego e continua a camminare…, per dire: «Non sono forse qui io che sono tua madre» ”.
Papa Francesco
Omelia nella festa di Santa Maria di Guadalupe, 12 dicembre 2018

Sui passi dei Missionari

- 23/12: S. Giovanni da Kety (1390-1473), teologo polacco, maestro di numerose generazioni di sacerdoti; parroco esemplare per preghiera e servizio della carità.

- 23/12: S. Maria Margherita d’Youville (1701-1771), laica canadese del Quebec, madre di famiglia, vedova, e più tardi religiosa e fondatrice.

- 23/12: S. Antonio di Sant’Anna Galvão de França (1739-1822), francescano del Brasile, dedito alla predicazione e alla penitenza.

- 24/12: B. Bartolomeo Maria Dal Monte (1726-1778), prete di Bologna, assiduo predicatore di missioni al popolo e al clero in ben 62 diocesi d’Italia; creò la Pia Opera delle Missioni.

- 25/12: Nascita di Gesù Cristo a Betlemme, Figlio di Dio in carne umana, Salvatore di tutta la famiglia umana. La sua nascita è annuncio di grande gioia per tutto il popolo (cfr. Lc 2,10).

- 25/12: Arrivo a Porto Rico (1512) di mons. Alonso Manso, primo vescovo di tutta l’America.

- 26/12: S. Stefano, protomartire (+ 34 ca.), diacono pieno di fede e di Spirito Santo, morì perdonando e pregando per i suoi uccisori.

- 26/12: Bb. Agnese Phila e Lucia Khambang, della congregazione delle Suore “Amanti della Santa Croce”, martirizzate assieme ad altre donne cristiane della Tailandia (+ 1940).

- 27/12: S. Giovanni, apostolo ed evangelista.

- 27/12: B. Francesco Spoto (1924-1964), martire, prete siciliano dei Missionari Servi dei Poveri, morto nella Rep. Dem. del Congo a seguito delle vessazioni subite da parte dei ribelli simba.

- 28/12: Festa dei Santi Innocenti, testimoni di Cristo con il sacrificio della vita.

- 28/12: S. Gaspare del Bufalo (Roma, 1786-1837), evangelizzatore di carrettieri e contadini, dedito alle missioni popolari; propagò la devozione al preziosissimo Sangue di Cristo, al cui onore intitolò le Congregazioni di Missionari e di Suore da lui fondate.

- 29/12: S. Tommaso Becket (1118-1170), cancelliere del re d’Inghilterra, vescovo di Canterbury, fu esiliato in Francia per sei anni; rientrato in patria, fu ucciso nella sua cattedrale.

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A cura di: P. Romeo Ballan – Missionari Comboniani (Verona)

Sito Web:   www.euntes.net    “Parola per la Missione”

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Il prossimo commento sarà per la festa dell’Epifania (6.1) e le altre epifanie del Signore

Auguri belli di benedizioni del Bambino di Betlemme!