Battesimo di Gesù (Anno C): la lezione di Dio sul suo Messia

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Il ciclo di Natale ha un carattere prevalentemente epifanico, nel senso della manifestazione della gloria e dell’amore di Dio nell’’umanità di Gesù. Anche e soprattutto il battesimo di Gesù possiede una rilevanza epifanica. I fenomeni straordinari che accompagnano questo evento ne sono una confermazione: i cieli aperti, la voce dal cielo e la discesa dello Spirito Santo.

Nel Giordano per ascoltare la lezione di Dio sul suo Messia

Isaia 40,1-5.9-11; Salmo 103; Tito 2,11-14; 3,4-7; Luca 3,15-16.21-22

Il ciclo di Natale ha un carattere prevalentemente epifanico, nel senso della manifestazione della gloria e dell’amore di Dio nell’’umanità di Gesù. Anche e soprattutto il battesimo di Gesù possiede una rilevanza epifanica. I fenomeni straordinari che accompagnano questo evento ne sono una confermazione: i cieli aperti, la voce dal cielo e la discesa dello Spirito Santo.

I cieli aperti sono segno della riconciliazione tra Dio e la terra. La voce del Padre riconosce in Gesù il Figlio prediletto. Lo Spirito che sta sopra di lui lo consacra sacerdote, profeta e re.

L’esperienza battesimale di Gesù coincide con la sua consacrazione mediante lo Spirito Santo e la potenza di Dio per compiere la sua missione di salvatore degli esseri umani sottoposti al potere del diavolo. E’ l’investitura dal cielo del Messia o, in altri termini, sono le credenziali che il Padre dà al proprio Figlio. Il Padre ci invita a riconoscere colui che è stato mandato da Lui, a scoprire la sua missione e a rispondere alla domanda fondamentale: “chi è Gesù?”. Con il suo immergersi nelle acque del Giordano, e col suo risalire sull’altra sponda del fiume, Gesù ha prefigurato la sua morte e la sua risurrezione.

Il “senza peccato” ha accettato di presentarsi e di confondersi con i peccatori.

In questo gesto del Cristo è già racchiusa quella logica della solidarietà con la folla dei peccatori che lo porterà sulla croce a morire per i peccati del popolo. E’ trovando il nostro posto, in mezzo a coloro che riconoscono di aver bisogno della misericordia divina, nella fila di coloro che sentono l’esigenza della conversione, che è possibile stabilire un contatto con Cristo.

Quindi non serve a nulla essere insoddisfatti degli altri o di lamentarsi per gli altri, risulta anzitutto decisivo di essere insoddisfatti di sé e scoprire che non siamo a posto, che non siamo ciò che dovremmo essere. Con il suo battesimo, in verità, il “senza peccato” prende su di sé i nostri peccati, e ci introduce sulla via della purificazione e del rinnovamento.

Siamo così introdotti nel mistero di Gesù, vero uomo che porta su di sé i peccati del mondo, e vero Dio che ci dona la vita con lo Spirito di Dio. La festa del battesimo di Gesù ci porta quindi a pensare al nostro battesimo.
Don Joseph Ndoum