III Domenica del Tempo Ordinario – Anno C: Occhi fissi su Gesù e la sua missione

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Gesù riempie completamente la scena nella sinagoga: come annota Luca, gli occhi e gli orecchi di tutti “erano fissi su di Lui”. Gesù non si sofferma a commentare il testo di Isaia, ma ne proclama la piena realizzazione. È il momento dell’oggi di Dio per il compimento delle Scritture (v. 20-21). È legittimo pensare che, quando Gesù pronunciò la parola ‘oggi’, abbia compiuto anche un gesto che indicava il suo corpo, la sua persona, come luogo del compimento di tutte le Scritture: oggi, qui, in me, davanti a voi che mi fissate in volto... Per Gesù, è stato un momento di piena identificazione come inviato-missionario del Padre!

Occhi fissi su Gesù e la sua missione

Neemia 8,2-4a.5-6.8-10; Salmo 18; 1Corinzi 12,12-30; Luca 1,1-4; 4,14-21

Riflessioni
L’evangelista Luca afferma chiaramente che non intende scrivere un romanzo, ma un libro di storia, sulla base di fatti veri e verificabili. Vuole dare ai suoi lettori una sicurezza totale circa il personaggio centrale del libro che si accinge a scrivere. Non intende inventare fatti, scene o messaggi; vuole raccontare (Vangelo) solo “avvenimenti che si sono compiuti in mezzo a noi” (v. 1), trasmessi da persone “che ne furono testimoni oculari fin da principio e divennero ministri della Parola” (v. 2). Per l'evangelista sono i fatti che ispirano le parole; i ministri della Parola partono dai fatti. Con documenti alla mano, dopo “ricerche accurate su ogni circostanza”, Luca è in grado di stendere un “resoconto ordinato” sulla vicenda di Gesù. Con rigore e onestà, sulla base di testimoni oculari e credibili, Luca garantisce ai suoi lettori la “solidità degli insegnamenti” che hanno ricevuto (v. 3-4).

Luca ha un chiaro progetto catechetico e missionario: rafforzare la fede di chi già crede e dare sicurezza a quanti sono alla ricerca, a coloro che si stanno avvicinando e sono in cammino verso Gesù, come personaggio storico e fulcro della fede. Il Vangelo di Gesù è fondato su fatti sicuri, nei quali non c’è spazio per invenzioni umane, o creazioni mitologiche. “La fede biblica non è l’adesione ad una serie astratta di teoremi teologici, ma è l’accettazione dell’irruzione di Dio e della sua parola nella trama storica degli eventi umani, nella ‘casa’ di carne delle nostre genealogie, nella ‘tenda’ di carne dell’incarnazione del Cristo... Cristo è centro e spiegazione del nodo inestricabile delle nostre generazioni, delle nostre speranze, delle nostre vicende” (G. Ravasi). Questa centralità di Cristo è stata illustrata più volte da Giovanni Paolo II (*) e da Benedetto XVI: “Oggi, come ai tempi di Gesù, il Natale non è una favola per bambini, ma la risposta di Dio al dramma dell’umanità in cerca della vera pace… A noi spetta aprire, spalancare le porte per accoglierlo” (20.12.2009).

Con le spiegazioni circa il metodo di ricerca, l’intenzione dell’autore e la finalità dell’opera, Luca offre una guida di lettura del suo Vangelo e ci introduce nel programma di vita e nel messaggio del suo protagonista, Gesù di Nazaret. Proprio nella sinagoga del suo villaggio d’infanzia e di giovinezza, a  trenta anni Gesù inaugura la sua missione pubblica, assumendo in prima persona il programma profetico di Isaia (61,1-2): anche Gesù, “con la potenza dello Spirito” (v. 14), si sente “mandato a portare ai poveri il lieto messaggio”, agli oppressi la liberazione e per tutti un anno di grazia (v. 18-19). Sono le linee programmatiche della missione di Gesù: in seguito, saranno i miracoli di guarigioni, le parabole della misericordia, l’accoglienza ai peccatori e agli esclusi... a definire nei fatti il volto umano di un Dio che è misericordioso oltre ogni misura.

Gesù riempie completamente la scena nella sinagoga: come annota Luca, gli occhi e gli orecchi di tutti “erano fissi su di Lui”. Gesù non si sofferma a commentare il testo di Isaia, ma ne proclama la piena realizzazione. È il momento dell’oggi di Dio per il compimento delle Scritture (v. 20-21). È legittimo pensare che, quando Gesù pronunciò la parola ‘oggi’, abbia compiuto anche un gesto che indicava il suo corpo, la sua persona, come luogo del compimento di tutte le Scritture: oggi, qui, in me, davanti a voi che mi fissate in volto... Per Gesù, è stato un momento di piena identificazione come inviato-missionario del Padre! L’anno di grazia è già iniziato. D’ora in poi i segni della misericordia e della vicinanza di Dio accanto a chiunque è nel bisogno, saranno sempre più patenti. A cominciare da Gesù, per continuare poi nella storia missionaria della Chiesa ovunque e in ogni epoca.

Anche il popolo d’Israele fece l’esperienza dell’attualità permanente della Parola di Dio, quando la riscoprì dopo l’esilio e questa venne proclamata con solennità davanti a tutta l’assemblea (I lettura) sulla piazza pubblica, provocando conversione e gioia. Oggi, l’efficacia e la visibilità della Parola sono richieste in modo urgente nel campo ecumenico (II lettura), affinché tutti i credenti in Gesù, convocati dalla Parola e “dissetati da un solo Spirito” (v. 13), formino l’unico corpo di Cristo, ricco di molteplici doni, uniti in armoniosa vitalità, animati da slancio missionario, “affinché il mondo creda” (Gv 17,21).

Parola del Papa

(*)  “Il cristianesimo si differenzia dalle altre religioni, nelle quali s’è espressa sin dall’inizio la ricerca di Dio da parte dell’uomo. Nel cristianesimo l’avvio è dato dall’Incarnazione del Verbo. Qui non è soltanto l’uomo a cercare Dio, ma è Dio che viene in Persona a parlare di sé all’uomo ed a mostrargli la via sulla quale è possibile raggiungerlo... Il Verbo Incarnato è il compimento dell’anelito presente in tutte le religioni dell'umanità... In Cristo la religione non è più un ‘cercare Dio come a tentoni’ (cfr. At 17,27), ma risposta di fede a Dio che si rivela... Cristo è il compimento dell'anelito di tutte le religioni del mondo e, per ciò stesso, ne è l’unico e definitivo approdo.
Giovanni Paolo II
Lettera Apostolica Tertio Millennio Adveniente, (1994), n. 6

Sui passi dei Missionari

- 23-28/1: Viaggio apostolico di Papa Francesco a Panamá per la Giornata Mondiale della Gioventù, sul tema: “Ecco la serva del Signore; avvenga per me secondo la tua parola” (Lc 1,38).

- 27/1: S. Angela Merici (1474-1540), fondatrice della Compagnia di Santa Orsola (Orsoline), pioniere fra le donne di vita consacrata nel mondo, al di fuori dei tradizionali monasteri conventuali.

- 27-1: B. Giovanni Schiavo (1903-1967), missionario dei Giuseppini del Murialdo; da giovane prete, partì da Vicenza (Italia) per il Brasile, dove lavorò con zelo per 36 anni al servizio di varie comunità cristiane e nella formazione dei religiosi e religiose, fino alla sua morte a Caxias do Sul.

- 27/1: Giornata Mondiale dei Malati di Lebbra, fondata da Raoul Follereau nel 1954.

- 27/1: Giornata della memoria della Shoah.

- 28/1: S. Tommaso d’Aquino (1225-1274), domenicano italiano, filosofo, teologo e dottore della Chiesa; la sua Summa contra Gentiles è uno dei primi manuali per missionari fra i non cristiani, in particolare i musulmani.

- 29/1: S. Giuseppe Freinademetz (1852-1908), ladino dell’Alto Adige italiano, missionario del Verbo Divino (SVD) in Cina. Diceva: “La carità è il linguaggio che tutti i popoli comprendono”.

- 30/1: Memoria di Mohandas Karamchand Gandhi (1869-1948), detto il “Mahatma” (l’anima grande) dell’India; con il metodo della “nonviolenza attiva”, obbligò l’Inghilterra a concedere l’indipendenza all’India (1947); fu assassinato a Delhi.

- 31/1: S. Giovanni Bosco (1815-1888), fondatore della famiglia Salesiana; inviò i primi missionari salesiani in Patagonia (Argentina). Il suo “metodo preventivo” continua ad essere un valido  strumento di formazione umana e cristiana per giovani e adulti in ogni parte del mondo.

- 31/1: B. Candelaria di S. Giuseppe (Susanna Paz-Castillo Ramírez), nata e vissuta in Venezuela (1863-1940), fondatrice di una congregazione al servizio di malati e bisognosi.

- 1/2: B. Luigi Variara (1875-1923), missionario salesiano italiano, che visse fra i lebbrosi e morì a Cúcuta (Colombia).

- 1/2: Signora Leymah Roberta Gbowee (Liberia, 1972), attivista per la pace in Liberia con la prassi della nonviolenza, guida del movimento delle donne per la pace, premio Nobel per la Pace (2011).

- 2/2: Presentazione del Signore Gesù, proclamato come “salvezza preparata davanti a tutti i popoli, luce per illuminare le genti” (Lc 2,31-32). – Giornata Mondiale della Vita Consacrata.

- 2/2: Ven. Francesco Maria Paolo Libermann (Francia, 1802-1852), nato in una famiglia ebrea, divenne cattolico e sacerdote; unì insieme due istituti, diresse la nuova Congregazione dello Spirito Santo e inviò missionari ad Haiti, in Africa e nei possedimenti francesi.

- 2/2: S. Théophane Vénard (1829-1861), martire, missionario francese delle Missioni estere di Parigi (Mep), ucciso ad Hanoi (Vietnam). Le sue lettere ispirarono anche S. Teresa di Lisieux nell’amore e dedizione alle missioni.

- 2/2: S. Caterina Kasper (1820-1898), suora tedesca, “tutta fede e fortezza d’animo” (Paolo VI), fondò in Europa, America e Asia case per poveri e migranti; povera di mezzi, riuscì a dar vita a importanti opere di evangelizzazione e promozione sociale.

- 2/2: B. Benedict S. T. Daswa (1946-1990), primo martire sudafricano; sposo e padre di 8 figli, insegnante e catechista volontario, ucciso per aver rifiutato una pratica di stregoneria tradizionale.

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A cura di: P. Romeo Ballan – Missionari Comboniani (Verona)

Sito Web:   www.euntes.net    “Parola per la Missione”

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