Domenica 24 febbraio 2019
Il presidente del Sudan, Omar Al Bashir, ha sciolto ieri il governo federale e dichiarato lo stato di emergenza per un anno. Questo annuncio è arrivato dopo settimane di enormi proteste antigovernative, le più grandi dall’inizio della presidenza di Bashir, 30 anni fa. Nella foto (Nigrizia e AP/Abd Raouf): il Presidente sudanese Al Bashir esulta durante una fiera a Khartoum nel 2010.

Le manifestazioni sono iniziate lo scorso 19 dicembre a causa di un aumento generale dei prezzi, ma si sono trasformate in breve tempo in proteste contro il presidente. Con questa decisione il presidente non è tuttavia riuscito a placare la collera dell’Associazione dei professionisti sudanesi, il principale gruppo del movimento di contestazione, che ha subito lanciato un appello a non rilasciare la pressione e continuare la rivolta. Cinque ministri del governo uscente saranno dunque confermati, tra cui i ministri degli affari esteri, della difesa e della giustizia.

Il presidente ha altresì nominato alla guida delle diciotto regioni del paese sedici ufficiali dell’esercito e due responsabili delle forze di sicurezza. Secondo gruppi di attivisti, almeno 60 persone sarebbero state uccise durante le proteste delle ultime settimane; per il governo, invece, il bilancio ufficiale è di 32 morti.
L’Osservatore Romano”, domenica 24 febbraio 2019.