Nel deserto un uomo sa quanto vale: vale quanto valgono i suoi dèi” (A. de Saint-Exupéry); cioè i suoi ideali, le sue risorse interiori. “Nutriti con il pane della Parola e fortificati dallo Spirito”, nel deserto del mondo siamo entrati a celebrare nuovamente la Quaresima, “segno sacramentale della nostra conversione”, per poter vincere  -- con le armi mai sorpassate del digiuno, preghiera ed elemosina --  “le continue seduzioni del maligno” (orazione colletta). Nella foto: Arcabas, la terza tentazione (chiesa di Saint Hughes de Chartreuse).

Quaresima per condividere la Parola e il pane

Deuteronomio  26,4-10; Salmo  90; Romani  10,8-13; Luca  4,1-13

Riflessioni
Nel deserto un uomo sa quanto vale: vale quanto valgono i suoi dèi” (A. de Saint-Exupéry); cioè i suoi ideali, le sue risorse interiori. “Nutriti con il pane della Parola e fortificati dallo Spirito”, nel deserto del mondo siamo entrati a celebrare nuovamente la Quaresima, “segno sacramentale della nostra conversione”, per poter vincere  -- con le armi mai sorpassate del digiuno, preghiera ed elemosina --  “le continue seduzioni del maligno” (orazione colletta). La Quaresima ripropone i temi fondamentali della salvezza, e quindi della missione: il primato di Dio e il suo piano d’amore per l’uomo, la redenzione che ci viene offerta in modo gratuito nel sacrificio di Cristo, la lotta permanente al peccato, i rapporti di fraternità e rispetto con i propri simili e con la creazione... Sono temi propri del deserto quaresimale.

Le tentazioni (Vangelo) non sono state per Gesù un gioco-finzione; sono state vere prove, come lo sono per il cristiano e per la Chiesa. “Se Cristo non avesse vissuto la tentazione come vera tentazione, se la tentazione non avesse significato nulla per lui, uomo e Messia, la sua reazione non potrebbe essere un esempio per noi, poiché non avrebbe a che vedere con la nostra” (C. Duquoc). E proprio perché è stato provato, è di esempio e di aiuto a chi è nella prova (cfr. Eb 2,18; 4,15). S. Agostino commenta: “Se non si fosse lasciato tentare, non ti avrebbe insegnato a vincere quando sei tentato”.

Gesù si è veramente scontrato con satana sulla scelta di possibili metodi e cammini per realizzare la Sua missione di Messia. Le tre tentazioni sono una sintesi significativa di un lungo periodo di lotta contro il male, sostenuta da Gesù nei quaranta giorni di deserto (v. 2) e durante tutta la sua vita, compresa la croce, quando il diavolo ritornò al momento fissato” (v. 13). Quel momento arrivò nell’ora delle tenebre, la passione di Gesù in croce, quando Egli fu nuovamente tentato: Se sei Figlio di Dio, scendi dalla croce e crederemo (cfr. Mt 27,40.42). Ma restando sulla croce, Gesù dà la sua risposta, mostrando fino all'ultimo il senso della sua esistenza: dare la vita per gli altri.

Le tentazioni rappresentano modelli diversi di Messia. E quindi per noi anche di missione! Per Gesù le tentazioni erano “tre scorciatoie per non passare attraverso la croce” (Fulton Sheen). Erano il sovvertimento dei rapporti con le cose materiali, con le persone e con Dio stesso. Erano tentazioni di diventare: -1. un riformatore sociale: convertire le pietre in pane per sé e per tutti avrebbe garantito il successo popolare; -2. un messia del potere: un potere basato sul dominio sulle persone e sul mondo avrebbe soddisfatto l’orgoglio personale e di gruppo; -3. un messia miracolistico: con gesti da spettacolarità e fama.

Gesù supera le tentazioni: sceglie di rispettare il primato di Dio, si fida del Padre e del suo piano per la salvezza del mondo. Rinuncia a strumentalizzare egoisticamente le cose materiali per il proprio profitto (nel deserto non cambia le pietre in pane per sé, ma più tardi moltiplicherà pani e pesci per le folle affamate); rifiuta di dominare sulle persone e preferisce servire; mantiene sempre un rapporto filiale con il Padre fidandosi della Sua fedeltà. Accetta la croce per amore e muore perdonando; solo così, spezza la spirale della violenza e toglie alla morte il suo veleno: la morte è vinta dalla Vita. (*)

Gesù affronta e supera le tentazioni nella forza dello Spirito Santo, del quale è ripieno (v. 1). È lo Spirito del Battesimo (Lc 3,22), della Pasqua e di Pentecoste. Ed è lo Spirito della Missione. A volte si è creduto che potere, denaro, dominio, presunta superiorità, super-attivismo… fossero vie apostoliche. Il missionario è spesso tentato da tali illusioni; perciò ha bisogno dello Spirito di Gesù, il protagonista della Missione (RMi 21ss). Lo Spirito ci fa capire che il deserto quaresimale è un tempo di grazia (kairós): tempo delle cose essenziali, le uniche che valgono; un dono da vivere nel silenzio, lontani dagli inquinamenti del chiasso, fretta, denaro, mondanità; un tempo di condivisione missionaria!

La Quaresima è un tempo di salvezza, centrato sulla fede in Cristo morto e risorto (II lettura): è Lui il Signore di tutti i popoli, che offre abbondantemente la salvezza a chiunque invoca il Suo nome, senza distinzioni di appartenenze (v. 12-13). Questo primato di Dio emerge anche dall’offerta delle primizie dei frutti della terra (I lettura). Si tratta di un segno di gratitudine e di propiziazione. Ma anche una forma di condivisione con chi è nel bisogno: l’offerta delle primizie, infatti, era destinata anche al forestiero, all’orfano, alla vedova, “perché ne mangino nelle tue città e ne siano sazi” (v. 10-12). C’è qui una preziosa indicazione di percorso spirituale e missionario: chi si avvicina a Dio e vive in sintonia con Lui scopre anche il prossimo, vicino e lontano. E diventa solidale e generoso!

Parola del Papa

(*)   “Ogni anno, mediante la Madre Chiesa, Dio dona ai suoi fedeli di prepararsi con gioia, purificati nello spirito, alla celebrazione della Pasqua, perché attingano ai misteri della redenzione la pienezza della vita nuova in Cristo… Questo mistero di salvezza, già operante in noi durante la vita terrena, è un processo dinamico che include anche la storia e tutto il creato. San Paolo arriva a dire: «L’ardente aspettativa della creazione è protesa verso la rivelazione dei figli di Dio» (Rom 8,19). In tale prospettiva vorrei offrire qualche spunto di riflessione, che accompagni il nostro cammino di conversione nella prossima Quaresima”.
Papa Francesco
Messaggio per la Quaresima 2019, introduzione

Sui passi dei Missionari

- 6/3: Mercoledì delle Ceneri. - Da sempre la Chiesa, durante la Quaresima, invita a vivere le opere di digiuno, preghiera ed elemosina con gesti di solidarietà e di missione.

- 10/3: I Domenica di Quaresima. Messaggio di Papa Francesco per la Quaresima del 2019: «L’ardente aspettativa della creazione è protesa verso la rivelazione dei figli di Dio» (Rom 8,19).

- 10/3: S. Giovanni Ogilvie (Scozia, 1579-1615), sacerdote gesuita, martire, il primo santo scozzese canonizzato dopo la Riforma.

- 10/3: B. Elia del Soccorso Nieves del Castillo, sacerdote agostiniano, martirizzato a Cortázar (Messico, +1928), assieme ad altri durante la persecuzione.

- 12/3: S. Luigi Orione (1872-1940), sacerdote italiano, fondatore della Piccola Opera della Divina Provvidenza e di alcune Congregazioni religiose per l’assistenza ai più bisognosi.

- 12/3: Servo di Dio Francesco Saverio Truong Buu Diep (1897-1946), sacerdote del Vietnam meridionale, ucciso ad opera di comunisti a Tac Say, insieme a 30 parrocchiani. Invitato dai superiori a lasciare la parrocchia per salvarsi, rispose: “Vivo con la mia gente e morirò tra loro”.

- 13/3: Anniversario dell’elezione di Papa Francesco (2013); 19/3: inizio solenne del Pontificato.

- 13/3: B. Dulce Lopes Pontes de Souza Brito (Salvador di Bahia, 1914-1992), religiosa brasiliana, che consacrò tutta la sua vita al servizio dei poveri e degli operai.

- 14/3: Serva di Dio Chiara Lubich (1920-2008), laica italiana, fondatrice del Movimento dei Focolari, per l’unione e la pace nella famiglia, tra le generazioni, tra i popoli e le religioni; per “costruire la pace attraverso la fiducia”.

- 15/3: S. Luisa de Marillac (1591-1660), vedova francese, fondatrice, assieme a S. Vincenzo de’ Paoli, delle Figlie della Carità.

- 15/3: ‘Compleanno’ di S. Daniele Comboni (1831-1881): nacque a Limone sul Garda (Brescia) e morì a Khartoum (Sudan), come vescovo Vicario apostolico dell’Africa Centrale.

- 15/3: B. Artemide Zatti (1880-1951), laico salesiano italiano, medico missionario in Patagonia (Argentina).

- 16/3: S. Giuseppe Gabriele Brochero (1840-1914), sacerdote argentino, pastore esemplare e viaggiatore instancabile: a dorso di mula (lo chiamavano “el cura gaucho”) visitava casa per casa i suoi fedeli in regioni lontane. Morì cieco e lebbroso.

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A cura di: P. Romeo Ballan – Missionari Comboniani (Verona)

Sito Web:   www.euntes.net    “Parola per la Missione”

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