Sud Sudan: Dichiarazione dei leader religiosi cristiani e musulmani a Yei

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Domenica 10 marzo 2019
Noi, Chiese Membri del Consiglio delle Chiese del Sud Sudan e Leader Religiosi Musulmani, ci siamo incontrati il 19 febbraio 2019 per analizzare il contesto politico e militare che affligge i cittadini del Sud Sudan che vivono nella città di Yei e quelli fortemente colpiti nelle comunità rurali dello Stato del Fiume Yei. […]

DICHIARAZIONE DEI LEADER RELIGIOSI CRISTIANI E MUSULMANI A YEI
SULL’ATTUALE SITUAZIONE NELLO STATO DEL FIUME YEI

19 febbraio 2019

Beati gli operatori di pace
(Matteo 5,9)

Noi, Chiese Membri del Consiglio delle Chiese del Sud Sudan e Leader Religiosi Musulmani, ci siamo incontrati il 19 febbraio 2019 per analizzare il contesto politico e militare che affligge i cittadini del Sud Sudan che vivono nella città di Yei e quelli fortemente colpiti nelle comunità rurali dello Stato del Fiume Yei. Siamo stati testimoni delle dolorose esperienze di saccheggi di proprietà come a Tabita Yangi di Morsak, di 19 capi di bestiame a Jombu, 32 a Yari e 2 a Undukori.

E di uccisioni brutali e persone fatte a pezzi come Michael Bidali Justin nella contea di Sopiri-Kele Yei, il lettore laico Samson Kujo di Yari, Moses Munguchi e Bida Lo-Bullen all’undicesimo miglio della contea di Mugwo, Dure George a Mudeba. Altri due uomini sono stati feriti ad Abegi, lungo la strada di Lasu: uno è morto e l’altro è sopravvissuto dopo essere stato ricoverato nell’ospedale di Yei. Altre tre persone sono state fatte a pezzi al nord, nella Contea di Otogo, e un’altra, Denis Lasu, è stato ucciso a Girim, nella Contea di Mukaya. Lo stupro di 13 donne e ragazze è stato segnalato da fonti affidabili da novembre 2018 fino a febbraio 2019: 7 di loro sono minorenni e 6 sono donne anziane. Successivamente oltre 8.000 persone sono state spostate nella città di Yei. Esperienze del passato, come paura, mancanza di speranza, trauma e senso d’insicurezza sembrano riproporsi.

Situazione di insicurezza, di terribile sofferenza, disordini politici e spostamento di civili dalle aree delle Contee di Otogo, Mugwo, Tore, Mukaya, Kupera, Lujulo, Morobo e Lainya sono eventi quotidiani. La risposta a tutto ciò è del tutto inadeguata e, a causa della situazione, molti bambini sfollati non hanno accesso all’istruzione.

Le persone sono costrette a fuggire dai loro villaggi e dalle loro fonti di sostentamento e questo aumenta la precarietà alimentare per i gruppi vulnerabili come bambini, donne e madri che allattano. Le comunità sfollate hanno subito la perdita dei loro mezzi di sostentamento e delle proprietà. Il cibo che non poteva essere trasportato dopo il saccheggio veniva bruciato. Si tratta di atti disumani di maltrattamento di civili innocenti nelle zone rurali.

Denunciamo questi atti di barbarie, di umiliazione dei civili e di distruzione delle loro proprietà. Chiediamo a coloro che perpetuano queste atrocità di cessare immediatamente. I leader religiosi cristiani e musulmani di Yei lanciano un allarme sulla situazione umanitaria degli sfollati interni (IDP), dei rimpatriati dai campi profughi e delle comunità ospitanti i cui mezzi di sussistenza sono cessati dal luglio 2016, quando la crisi ha duramente e profondamente colpito la città di Yei.

Nel perseguire una pace duratura nella Repubblica del Sud Sudan, noi leader religiosi cristiani e musulmani a Yei chiediamo urgentemente la fine delle atrocità commesse e responsabilità; chiediamo a coloro che sono incaricati di proteggere la vita dei civili di farlo sul serio.

La nostra raccomandazione si basa su sforzi e impegni ribaditi dal Rinnovato Accordo di Pace sulla Cessazione delle Ostilità (CoH) basato sul Rinnovato Accordo sulla Risoluzione del Conflitto nella Repubblica del Sud Sudan (R-ARCSS). Raccomandiamo all’Autorità Intergovernativa per lo Sviluppo (IGAD), all’Unione Africana (UA), al Ricostituito Reciproco Meccanismo di Monitoraggio e di Verifica (CTSAMVM), alla Missione delle Nazioni Unite nel Sud Sudan (UNMISS), al Coordinamento degli Affari Umanitari (UNOCHA) e ai paesi della Troika (Norvegia, Regno Unito e Stati Uniti d’America) di promuovere il dialogo con altri gruppi armati dell’opposizione che non hanno firmato il Rinnovato Accordo di Pace.

Raccomandiamo ai governi e ai gruppi armati di tenere sotto controllo le loro forze. Raccomandiamo anche all’esercito e ai civili di mantenere una buona relazione. Noi, Leader Religiosi in Yei, siamo per il dialogo come l’unico mezzo per risolvere le differenze politiche.

La vita umana è un dono prezioso di Dio e merita di essere protetta da tutti. Ora è il momento di agire! La Chiesa e i Leader Religiosi Musulmani continuano ad essere concentrati sulla pace sostenibile, sull’unità nella diversità del popolo del Sud Sudan e difendono coloro i cui bisogni sono ignorati e passati sotto silenzio.

La resilienza e la posizione ferma del popolo di Yei e la sua speranza in Dio è di promuovere la pace, l’unità e la stabilità nazionale nella Repubblica del Sud Sudan. Abbiamo l’obbligo morale di pregare incessantemente per il ripristino di una pace duratura nel Sud Sudan e di incoraggiare i nostri partner ad unirsi a noi, dello Stato del Fiume Yei, in questo momento di crisi.

Firmato martedì, 19 febbraio 2019, dalla Chiesa e dai Leader Religiosi Musulmani a Yei.