È nato l’Osservatorio interreligioso sulle violenze contro le donne

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Giovedì 28 marzo 2019
La bella notizia con cui concludere questo “mese delle donne” viene da Bologna, dove il 14 marzo 2019 donne di religione ebraica, cristiana, musulmana, induista e buddista hanno fatto nascere “l’Osservatorio interreligioso sulle violenze contro le donne”. Un nuovo organismo per il dialogo interreligioso e interculturale e il confronto su questo problema strutturale della società. (Vedi allegati).

La coordinatrice delle 22 donne “costituenti”, Paola Cavallari, precisa: «Siamo un microcosmo che rispecchia in parte il mondo multiculturale, poiché esprimiamo una molteplicità di origini territoriali e di tradizioni diverse. La nostra scommessa è quella di essere pratica vivente di teologia del dialogo interreligioso, un laboratorio di intersezione, raccolta ed espressione dei volti dell’incontenibile mistero del divino, donne che cercano con simpatia ed empatia di dare dimora a donne umiliate, ed essere un punto di riferimento nel mondo religioso per il contrasto alla violenza sulle donne. L’accordarsi tra noi semplicemente, in quanto donne credenti – nel rispetto massimo delle differenze – ci pone in una posizione di grande libertà. Tutte pensiamo e sappiamo e agiamo».

Giovedì 14 marzo, a Bologna, è stato formalmente costituito l’Osservatorio Interreligioso sulle Violenze contro le Donne, un’iniziativa a cura del Segretariato Attività Ecumeniche di Bologna in collaborazione con la Fondazione per le Scienze Religiose Giovanni XXIII. Un nuovo organismo per il dialogo interreligioso e interculturale e il confronto su questo problema strutturale della società.

Era il 9 marzo 2015 quando i rappresentanti di dieci denominazioni cristiane firmarono il documento Contro la violenza sulle donne: un appello alle chiese cristiane in Italia, un atto di responsabilità, promosso dalla Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, mosso dalla considerazione che la violenza sulle donne è un gesto contro ogni essere umano e contro Dio stesso e dalla convinzione che le comunità cristiane debbano impegnarsi a promuovere anche al loro interno un’educazione che liberi i maschi dalla spinta a commettere violenza sulle donne e sostenga la dignità, i diritti e il ruolo delle donne in ogni ambito della vita, privato e pubblico.

L’appello ha rischiato di rimanere inascoltato e soffocato nella lista dei buoni propositi, fino a che è stato rilanciato nella prima Tavola rotonda interreligiosa del 23 maggio 2016, organizzata a Bologna da donne del SAE locale e della FSCIRE sul tema “Religioni e violenza contro le donne”. L’anno successivo, ne è stata organizzata una seconda sullo stesso tema, mentre nel 2018 è stata dedicata al tema “Contro la violenza di genere. Si muovono le religioni? Si muovono gli uomini?”. Così, da questo percorso virtuoso, è nata la proposta Per un osservatorio interreligioso contro la violenza sulle donne, che si è ora finalmente concretizzata.

L’ideatrice di questo cammino, la responsabile del SAE bolognese Paola Cavallari, ha promosso la nascita di questo organismo finalizzato al dialogo interreligioso e interculturale, al confronto, all’educazione di genere, alla pratica e alla presa di parola di donne e uomini sul problema della violenza sulle donne, che non è un’emergenza, ma un fatto strutturale. L’Osservatorio nasce da un gruppo costituente di una ventina di donne di religione cristiana – nelle denominazioni cattolica, evangelica e ortodossa –, ebraica, islamica, induista e buddhista.
[Rete Sicomoro]