Sabato 4 maggio 2019
La spesa militare mondiale nel 2018 ha rappresentato il 2,1 per cento del prodotto interno lordo (Pil) globale e ha stabilito un nuovo record: 1822 miliardi di dollari, con un aumento del 2,6 per cento rispetto all’anno precedente. È quanto stima l’Istituto internazionale di Stoccolma per le ricerche sulla pace (Sipri) nel suo rapporto annuale. I cinque maggiori paesi in questa particolare graduatoria, sono stati gli Stati Uniti (649 miliardi di dollari), la Cina (250), l’Arabia Saudita (67,6), l’India (66,5) e la Francia (63,8).

La crescita maggiore si registra per la Cina, per la quale si deve parlare di 83 per cento di aumento del budget per le armi. Molto alto anche quello della Turchia, che registra il 65 per cento in più. Anche Australia, Brasile, Canada, India, Russia, Arabia Saudita e Corea del Sud hanno speso l’anno scorso più soldi in armi, con percentuali tra il 10 e il 40 per cento. Sette dei 15 paesi primi in graduatoria sono membri dell’Organizzazione del Trattato del Nord Atlantico (Nato): Canada, Francia, Germania, Italia, Turchia, Regno Unito e Stati Uniti. Insieme, questi sette paesi hanno rappresentato il 48 percento (880 miliardi di dollari) della spesa militare globale nel 2018. Sei tra i paesi con più alto carico militare del mondo si trovano nel Medio Oriente: Arabia Saudita (8,8 per cento del Pil), Oman (8,2 per cento), Kuwait (5,1 per cento), Libano (5,0 per cento), Giordania (4,7 per cento) e Israele (4,3 per cento).

Gli altri quattro paesi con il maggiore rapporto tra spesa militare e Pil sono l’Algeria (5,3 per cento), l’Armenia (4,8 per cento), il Pakistan (4,0 per cento) e la Russia (3,9 per cento). Visto l’incremento in altri paesi, esce dalla posizione top dei cinque la Russia, pur aumentando il suo budget di spesa per le armi.

In rapporto al decennio 2009-2018, tre dei 15 paesi che spendono di più segnano una diminuzione: Stati Uniti (-17 per cento) anche se restano in testa alla classifica, Gran Bretagna (-17 per cento), al settimo posto. Per l’Italia taglio del 14 per cento ma sale dal quattordicesimo all’undicesimo posto con 27,8 miliardi di dollari.
L’Osservatore Romano, 30 aprile – 1° maggio 2019