Venerdì 17 maggio 2019
L’Amazzonia costituisce «un punto di equilibrio ecologico e di sostenibilità di tutto il pianeta»; tuttavia mai è stata «così minacciata come oggi». Lo ha sottolineato il cardinale Cláudio Hummes nel suo intervento al convegno su «Amazzonia: sfide e prospettive per la casa comune», svoltosi alla Pontificia università Gregoriana giovedì 16 maggio.

L’arcivescovo emerito di São Paulo, che presiede la Rete ecclesiale panamazzonica (Repam) e sarà relatore generale dell’assemblea sinodale di ottobre, ha sottolineato che in Amazzonia è presente la Chiesa missionaria che, secondo la Laudato si’, «nel nome della sua fede nel Dio creatore e nell’incarnazione del Figlio di Dio, Gesù Cristo, deve anche assumere la cura della “casa comune”». Si tratta, ha fatto notare il porporato, di una Chiesa missionaria «eroica, povera, instancabile, che vive l’opzione preferenziale per i più poveri, però con grande difficoltà in termini di lunghe distanze, solitudine nella foresta infinita, insufficienza di missionari e missionarie». Questo si traduce in scarse possibilità di convivere con la gente, di «esserle vicina e di celebrare con le comunità l’Eucaristia, il sacramento della riconciliazione, il sacramento della unzione degli infermi». Da qui derivano le difficoltà di «promuovere una Chiesa inculturata e interculturale con volto amazzonico e indigena».

Nel contesto globale della crisi climatica ed ecologica, ha sottolineato il cardinale, l’Amazzonia occupa «un posto di fondamentale importanza». Si tratta di un «polmone del nostro pianeta terra». Infatti, la sua «degradazione», il suo «deforestamento» e il «crescente inquinamento oggi in corso» mettono «a rischio l’a v v e n i re del pianeta», come conferma il parere di autorevoli scienziati. Del resto, la società umana globale ha prodotto grandi cambiamenti climatici che «si manifestano in fenomeni di estremo calore o freddo, siccità o piogge», ma anche «inondazioni catastrofiche, uragani e tempeste, lunghi periodi di siccità, desertificazioni, estate supercalda e inverno gelato, disgelo dei ghiacci, innalzamento del livello dei mari ed altro».

Al contempo, ha aggiunto Hummes, si intensificano «il taglio delle foreste tropicali, la degradazione di aree geografiche sempre più grandi, la contaminazione grave dell’aria e dell’acqua» a causa dell’uso universale «di combustibili fossili, dell’estrazione di petrolio, metalli preziosi ed altro», senza contare la pratica di bruciare la vegetazione in agricoltura, le cosiddette queimadas. Il cardinale ha puntato il dito anche contro «l’agro business insostenibile, col deforestamento crescente e l’uso indiscriminato e irresponsabile di agro-tossici», a cui si aggiunge «il mercato predatorio di legno e pesca».

Tutto ciò ha generato e continua ad alimentare «una grave crisi ecologica e climatica». In questo contesto, ha sottolineato il porporato, si inserisce l’enciclica di Papa Francesco Laudato si’, del maggio 2015. Qualche mese dopo si è tenuta la Cop21 sulla crisi climatica globale. La situazione attuale è quindi estremamente grave a giudizio del cardinale, tanto da rendere ancora più forti «il grido della madre Terra e il grido dei poveri», che, come dice Papa Francesco, «sono un solo grido».

Le cause principali della crisi — è l’analisi fatta propria da Hummes — sono «l’effetto serra e il paradigma tecnocratico». Il primo scaturisce, com’è noto, «dell’alta concentrazione di gas nell’atmosfera», responsabile della formazione di «una cappa intorno al pianeta» che permette «l’entrata del calore solare» ma «impedisce una sua sufficiente uscita». Deriva da ciò «l’effetto serra», con la conseguenza che «il pianeta si riscalda sempre di più». La concentrazione di Co², ha spiegato, proviene soprattutto «dai combustibili fossili come petrolio, carbone minerale e gas naturale, usati in tutto il mondo nella produzione di energia». Da qui l’interrogativo su come sostituire l’uso di queste fonti con altre di energia pulita.

Il secondo aspetto preso in considerazione dal porporato è stato «la globalizzazione del paradigma tecnocratico», in base al quale al centro del sistema economico-finanziario mondiale attuale non c’è «l’uomo e il bene comune, ma il lucro a qualsiasi costo, sia umano sia ambientale». Questo sistema si è «sviluppato insieme con lo sviluppo della modernità, cioè con la teoria moderna della soggettività». Una teoria che è stata di per sé «un vero valore, che ha generato per esempio la dottrina dei diritti universali dell’uomo, la decolonizzazione di molte regioni del cosiddetto Terzo Mondo, l’auto determinazione dei popoli, la democrazia, la libertà religiosa, la libertà d’espressione». Ma, allo stesso tempo, la teoria moderna della soggettività ha dato origine alla sua stessa «deformazione», degenerando in «soggettivismo e individualismo» che «marcano profondamente la cultura occidentale moderna e determinano le strutture dell’economia mondiale». Secondo tale visione, ha sottolineato Hummes, il soggetto umano è «il centro di tutto» ed è «separato da tutto ciò che c’è fuori di lui, ossia l’oggetto», al contrario di ciò che «propone oggi l’ecologia integrale, la quale dimostra come tutto è connesso».

Sinodo per l’Amazzonia:
Giacomo Costa, “una Chiesa dal volto amazzonico non deve diventare uno slogan”

“Una Chiesa dal volto amazzonico non deve diventare uno slogan”. A lanciare il monito, per uscire dai luoghi comuni e dalle “ideologie”, è stato padre Giacomo Costa, direttore responsabile di Aggiornamenti sociali, intervenuto al convegno promosso alla Pontificia Università Gregoriana in preparazione al Sinodo per l’Amazzonia, in programma ad ottobre. “Ascoltare sinodalmente, e non in maniera occasionale”, l’invito del gesuita, secondo il quale “se vogliamo ascoltare il grido della terra e dei poveri, non possiamo non camminare insieme”. Il Sinodo, dunque, come “qualcosa di strutturale, non di occasionale”, all’insegna di “un metodo che richiede dialogo, interazione tra esperienze e competenze diverse”, a partire dalla consapevolezza che “nessuno ha la soluzione pronta in tasca” e che “nessuno, da solo, può risolvere i problemi”. “Il Sinodo non è un documento”, ha detto Papa Francesco, ma “un’esperienza di un metodo, di un modo per discernere insieme, per camminare insieme e insieme capire il passo che siamo chiamati a fare”, ha commentato Costa, evitando “sia l’immobilismo, sia la sudditanza alle mode del momento”. Affinché il Sinodo non diventi “né uno slogan, né un’ideologia”, per il gesuita il primato va dato all’ascolto, “che non è la somma dei pareri individuali, né un percorso per dire ciò che si ha già in mente, anche con le migliori intenzioni, ma la disponibilità a lasciarsi trasformare, ad una conversione fatta di un ascolto che richiede di cambiare posizioni”. “Ascoltare significa anche agire”, ha concluso Costa, spiegando che “fa parte dell’ascolto andare fino all’azione: non c’è ascolto se non trasforma gli occhi, il cuore e la mente, ma neanche se non si agisce aprendosi alle novità. Altrimenti, è un fallimento”.

Seconda Riunione del Consiglio pre-sinodale dell’Assemblea Speciale del Sinodo dei Vescovi per la Regione Panamazzonica il 14 e 15 maggio 2019 a Roma.

Seconda Riunione del Consiglio pre-sinodale
dell’Assemblea Speciale del Sinodo dei Vescovi per la Regione Panamazzonica

Nei giorni 14-15 maggio 2019 si è tenuta la seconda Riunione del Consiglio pre-sinodale dell’Assemblea Speciale del Sinodo dei Vescovi per la Regione Panamazzonica. Hanno partecipato tutti i membri del Consiglio, tra cui Cardinali, Vescovi, religiose e un laico, in rappresentanza delle Chiese in Amazzonia. Erano presenti anche esperti, consultori della Segreteria Generale e invitati speciali.

I lavori hanno avuto inizio con l’intervento del Segretario Generale, Sua Em.za Card. Lorenzo Baldisseri, che ha ringraziato il Santo Padre per la nomina del Relatore Generale nella persona dell’Eminentissimo Card. Cláudio Hummes, Arcivescovo emerito di São Paulo e Presidente della Rete Ecclesiale Panamazzonica (REPAM), e dei due Segretari Speciali: Sua Ecc.za Rev.ma Mons. David Martínez de Aguirre Guinea, O.P., Vescovo titolare di Izirzada, Vicario Apostolico di Puerto Maldonado, (Perù); Rev. P. Michael Czerny, S.I., Sotto-Segretario della Sezione Migranti e Rifugiati del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale (Città del Vaticano). Inoltre, il Segretario Generale ha rivolto uno speciale saluto ai Membri del Consiglio pre-sinodale, agli esperti e ad altri invitati speciali convocati per la Riunione.

Nella Relazione del Segretario Generale sono state elencate le diverse attività compiute dalla Segreteria Generale sin dalla prima riunione del Consiglio pre-sinodale (svoltosi nell’aprile 2018) in vista dell’Assemblea Sinodale Panamazzonica. La prima attività in ordine cronologico è stata la seconda riunione della REPAM con la Segreteria del Sinodo (tenutasi a Manaos, dal 14 al 15 novembre 2018), alla quale hanno partecipato Vescovi rappresentanti della REPAM nei diversi Paesi appartenenti alla Regione Panamazzonica e anche delegati delle Conferenze Episcopali regionali nel territorio amazzonico del Brasile. Il secondo evento in relazione al Sinodo Panamazzonico è stato il Seminario di studio organizzato dalla Segreteria Generale sul tema Verso il Sinodo Speciale per l’Amazzonia: dimensione regionale e universale(celebratosi dal 25 al 27 febbraio 2019). Il programma del Seminario includeva due grandi questioni ovvero, la missione della Chiesa e l’ecologia integrale. La terza attività della Segreteria Generale è stata la sua partecipazione alla Conferenza internazionale di Washington (svoltasi dal 19 al 21 marzo 2019), organizzata dalla REPAM, dal Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, dall’Osservatore della Santa Sede presso l’ONU e dalla Conferenza dei Provinciali Gesuiti degli Stati Uniti e del Canada. Il tema dell’evento è stato Ecologia integrale: una risposta sinodale dalla regione amazzonica e altri biomi / territori essenziali per la cura della casa comune.

Oltre a ciò, l’attività più importante che ha visto coinvolta la Segreteria Generale è stata la preparazione del Documento di lavoro, che è stato l’oggetto principale all’ordine del giorno di questa seconda Riunione del Consiglio pre-sinodale. Nelle diverse sessioni di tale riunione è stato esaminato il progetto dell’Instrumentum laboris per l’Assemblea Speciale, che raccoglie in un unico testo il materiale della consultazione avviata con il Documento preparatorio, i risultati del suddetto Seminario, cosí come l’abbondante documentazione proveniente dagli eventi organizzati dalla REPAM nell’ambito dell’Amazzonia (i.e. Assemblee territoriali, Forum tematici, incontri, seminari e convegni). Il Documento di lavoro è diviso in tre parti che affrontano i seguenti argomenti: la voce dell’Amazzonia intesa come ascolto di quel territorio, l’ecologia integrale e la Chiesa con volto amazzonico. Lo scopo del testo è quello di presentare la situazione pastorale di quelle terre e avviare nuovi cammini per una più incisiva evangelizzazione in Amazzonia. Nel contempo, il medesimo Documento di lavoro è una riflessione sulla problematica ecologica che interessa la Regione, secondo l’Enciclica Laudato si’.

I Membri hanno manifestato il loro apprezzamento per il lavoro svolto e hanno offerto suggerimenti utili al suo miglioramento. Al termine della discussione il Consiglio pre-sinodale ha approvato l’Instrumentum laboris, che verrà ampliamente diffuso a tutti i livelli per coinvolgere il Popolo di Dio nel processo sinodale e che sarà trasmesso alle Conferenze Episcopali interessate e agli altri Organismi aventi diritto, i cui rappresentanti parteciperanno all’Assemblea sinodale. Alla conclusione dei lavori, il Segretario Generale ha ringraziato i Membri del Consiglio e gli altri partecipanti per i loro contributi e per lo spirito di comunione manifestato nel corso della Riunione.

Durante la riunione del Consiglio pre-sinodale dell’assemblea speciale per l’Amazzonia
Approvato il documento di lavoro

Riunione preparatoria al Sinodo per l’Amazzonia a Puerto Maldonado (Perù).

È pronto il Documento di lavoro per l’assemblea speciale del Sinodo dei vescovi per la Regione panamazzonica. Il testo è stato approvato durante la seconda riunione del Consiglio pre-sinodale — svoltasi il 14 e il 15 maggio — alla quale hanno partecipato tutti i membri dell’organismo, tra cui cardinali, vescovi, religiose e un laico, in rappresentanza delle Chiese in Amazzonia. Erano presenti anche esperti, consultori della Segreteria generale e invitati speciali.

I lavori hanno avuto inizio con l’intervento del segretario generale, il cardinale Lorenzo Baldisseri, che ha ringraziato il Pontefice per la nomina del relatore generale nella persona del cardinale Cláudio Hummes, arcivescovo emerito di São Paulo e presidente della Rete ecclesiale panamazzonica (Repam), e dei due segretari speciali: monsignor David Martínez de Aguirre Guinea, domenicano, vescovo titolare di Izirzada e vicario apostolico di Puerto Maldonado (Perú) e il gesuita Michael Czerny, sotto-segretario della Sezione migranti e rifugiati del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale. Inoltre, il segretario generale ha rivolto uno speciale saluto ai membri del Consiglio pre-sinodale, agli esperti e agli altri invitati speciali convocati per la riunione.

Nella relazione del cardinale Baldisseri sono state elencate le diverse attività compiute dalla Segreteria generale sin dalla prima riunione del Consiglio pre-sinodale — svoltasi nell’aprile 2018 — in vista dell’assemblea sinodale panamazzonica. La prima attività in ordine cronologico è stata la seconda riunione della Repam con la Segreteria del Sinodo — tenutasi a Manaos dal 14 al 15 novembre 2018 — alla quale hanno partecipato vescovi rappresentanti della Rete ecclesiale nei diversi Paesi appartenenti alla regione e anche delegati delle Conferenze episcopali regionali nel territorio amazzonico del Brasile. Il secondo evento è stato il seminario di studio organizzato dalla segreteria generale sul tema «Verso il Sinodo speciale per l’Amazzonia: dimensione regionale e universale», celebratosi dal 25 al 27 febbraio di quest’anno. Il programma includeva due grandi questioni, ovvero la missione della Chiesa e l’ecologia integrale. La terza attività della Segreteria generale è stata la sua partecipazione alla Conferenza in ternazionale di Washington — svoltasi dal 19 al 21 marzo scorsi — organizzata dalla Repam, dal Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale, dall’Osservatore della Santa Sede presso l’Onu e dalla conferenza dei provinciali gesuiti degli Stati Uniti e del Canada. Il tema dell’evento è stato «Ecologia integrale: una risposta sinodale dalla regione amazzonica e altri biomi / territori essenziali per la cura della casa comune».

Oltre a ciò, l’attività più importante che ha visto coinvolta la Segreteria generale è stata la preparazione del Documento di lavoro, che è stato l’oggetto principale all’ordine del giorno di questa seconda riunione del Consiglio presinodale. Nelle diverse sessioni è stato esaminato il progetto del testo, che raccoglie in un unico testo il materiale della consultazione avviata con il Documento preparatorio, i risultati del suddetto seminario, così come l’abb ondante documentazione proveniente dagli eventi organizzati dalla Repam nell’ambito dell’Amazzonia (assemblee territoriali, forum tematici, incontri, seminari e convegni).

Il Documento di lavoro è diviso in tre parti che affrontano i seguenti argomenti: la voce dell’Amazzonia intesa come ascolto di quel territorio, l’ecologia integrale e la Chiesa con volto amazzonico. Lo scopo del testo è quello di presentare la situazione pastorale di quelle terre e avviare nuovi cammini per una più incisiva evangelizzazione. Nel contempo, il testo è una riflessione sulla problematica ecologica che interessa la regione, secondo l’enciclica Laudato si’. I membri hanno manifestato il loro apprezzamento per il lavoro svolto e hanno offerto suggerimenti utili al suo miglioramento.

Al termine della discussione il Consiglio pre-sinodale ha approvato l’Instrumentum laboris, che verrà ampiamente diffuso a tutti i livelli per coinvolgere il popolo di Dio nel processo sinodale e che sarà trasmesso alle Conferenze episcopali interessate e agli altri organismi aventi diritto, i cui rappresentanti parteciperanno all’assemblea sinodale. Alla conclusione dei lavori, il segretario generale ha ringraziato i membri del Consiglio e gli altri partecipanti per i loro contributi e per lo spirito di comunione manifestato nel corso della riunione.
[L’Osservatore Romano, sabato 18 maggio 2019, p. 8]

 Immagini del Convegno
alla Pontificia università Gregoriana giovedì 16 maggio