Lunedì 20 maggio 2019
Il sinodo per l’Amazzonia si realizzerà in Vaticano dal 6 al 27 ottobre e riunirà tutti i 103 vescovi delle diocesi amazzoniche di Brasile, Bolivia, Perú, Equador, Colombia, Venezuela, Guyana, Guyana francese, Suriname. Parteciperanno rappresentanti dei popoli indigeni e altri invitati. È un evento della Chiesa universale, con vescovi di altri biomi, nel tentativo di pensare la Chiesa a servizio di territori e sistemi ambientali transnazionali, in difesa della vita e di Madre Terra.

«È ora di superare il clericalismo, uscire dai templi, verso le periferie esistenziali. Occorre una Chiesa ministeriale e profetica, inserita nella vita della gente, rispettando la diversità culturale e religiosa, la storia ed il modo di vita dei popoli amazzonici».

Il sinodo per l’Amazzonia, cominciato da più di un anno, sta risvegliando la speranza della gente, dalle comunità più isolate lungo i fiumi fino alle periferie delle grandi città di questo bioma. Sentirsi ascoltati, recuperare protagonismo, potersi esprimere sulla Chiesa e sulle urgenze dell’Amazzonia, sedersi in circolo per discernere insieme, donne, uomini, preti, religiose, vescovi: sono tratti vivi della spiritualità e pratica sinodale che stiamo sperimentando in molteplici contesti dei 9 paesi della Panamazzonia.

Indipendentemente dai risultati dell’assemblea finale dei vescovi, prevista in ottobre, può attecchire nella Chiesa amazzonica questo spirito di ascolto e partecipazione, intensamente desiderato da papa Francesco, primo passo perché l’incarnazione sia la principale metodologia missionaria.

«Voi, popoli originari, non siete mai stati tanto minacciati nei vostri territori. L’Amazzonia è una terra disputata. (…). Noi, che non abitiamo in queste terre, abbiamo bisogno della vostra sapienza e delle vostre conoscenze per poter entrare, senza distruggerlo, nel tesoro custodito da questa regione, facendo risuonare le parole del Signore a Mosè: “Togliti i sandali, perché questa è una terra sacra”». Con queste parole papa Francesco ha aperto il sinodo a Puerto Maldonado (Perú). In risposta, gli indigeni chiedono che la Chiesa assuma «una veemente difesa dei loro popoli», riconoscendo gli errori del passato e smontando ogni eredità coloniale.

Anche la formazione offerta a seminaristi, missionari e laici deve riscattare gli elementi chiave delle culture locali, superando l’omogeneità di un modello religioso univoco. I popoli indigeni insistono nel dialogo interreligioso, in sintonia con il papa: «Ogni cultura e cosmovisione che riceve il vangelo arricchisce la Chiesa, con la visione di un nuovo lato del volto di Cristo».

Il sinodo vuole riconoscere e valorizzare il protagonismo delle donne nella Chiesa amazzonica, identificando nuovi ministeri a servizio della Chiesa e della vita. Le comunità cristiane amazzoniche si sentono spesso isolate e abbandonate. Non possono celebrare l’eucaristia, se non nelle rare volte in cui un sacerdote le raggiunge.

Perciò hanno proposto, con rispetto e chiarezza, la possibilità di ordinare sacerdoti uomini sposati, riconosciuti come punto di riferimento spirituale dalla comunità locale. Allo stesso modo, in considerazione delle culture locali, hanno suggerito il celibato opzionale per i ministri ordinati. Il ministero delle donne diacono è una possibilità importante per la Chiesa amazzonica e una proposta che il Vaticano sta analizzando fin dal 2016.

Un’altra grande sfida del sinodo è ripensare la Chiesa e la vita nelle grandi città amazzoniche: cresce l’esodo dalla foresta verso i centri urbani, frutto dell’espulsione delle comunità che non hanno così modo di sviluppare il loro modo di vita.

Sono i nuovi cammini per la Chiesa e l’ecologia integrale in Amazzonia: percorriamoli!
[Nigrizia]

Bioma
Più di 40 milioni di persone vivono in Amazzonia; 3 milioni sono indigeni, appartenenti a 390 popoli, con 240 idiomi. L’Amazzonia conserva il 34% delle foreste primarie del pianeta ed il 20% di tutta l’acqua dolce non congelata. Il sinodo ha ascoltato le comunità in molti modi: sono state realizzate 57 grandi assemblee, 13 forum nazionali, 17 forum tematici e 179 circoli di dibattito locali.