Lunedì 20 maggio 2019
Sono riprese ieri a Khartoum le trattative interrotte mercoledì scorso tra la giunta militare e l’opposizione. Nell’incontro, durato sei ore, è stata discussa la composizione e la leadership per consiglio sovrano, l’organo supremo della governance transitoria del paese. La discussione continuerà questa sera.

Nei giorni scorsi era stato raggiunto un accordo sulla composizione dell’assemblea nazionale, dove l’opposizione avrà il 67% dei posti, e sul governo, che sarà costituito da tecnici nominati interamente dall’opposizione.

Ma il nodo del consiglio sovrano è cruciale perché il governo effettivo del paese dipende dalla sua composizione e dalla sua presidenza. Se il braccio di ferro si concluderà a favore dei militari, non si potrà parlare di governo civile nel paese, ma di un ibrido destinato a portare verso prevedibili continui scontri istituzionali. Il primo è già sul tappeto e riguarda la fonte del diritto nel paese. I militari, sollecitati dalle forze islamiste, hanno garantito che continuerà ad essere la legge islamica, o sharia, mentre l’opposizione dice che la questione sarà oggetto di un referendum.

Nei giorni scorsi i manifestanti, che presidiano dal 6 aprile la zona del quartier generale dell’esercito, hanno rimosso alcune barricate costruite sulle strade principali di Khartoum, azione richiesta dalla giunta militare come prerequisito per la ripresa delle trattative. Intanto Mohamed Hamdan Dagalo, conosciuto come Hemmeti, comandante delle Rapid support forces (Rsf) e vicepresidente della giunta, nega ogni coinvolgimento dei suoi uomini nelle violenze per la rimozione forzata del blocchi, che hanno fatto numerose vittime. (Redazione)

[Redazione – Nigrizia]