Tutta la vita di Gesù si presenta come un viaggio: un viaggio dal Padre al mondo, un viaggio per le strade di Palestina, in cammino con l’umanità e con la Chiesa, fino al ritorno al Padre. Anche la vita del discepolo si presenta come un cammino seguendo i passi di Cristo. Credere vuol dire camminare con Lui, percorrere con Lui la stessa strada. Nel libro degli Atti, Luca chiama tutto il movimento inaugurato da Gesù con il nome di “via” (At 9,2; 19,9; 19,23; 24,22). In questa via, cioè nella sequela di Cristo, i discepoli trovano ostacoli, impedimenti, cadute, sconfitte... Come è avvenuto per Gesù.

Discepoli liberi e fedeli per amare e servire

1Re 19,16.19-21; Salmo 15; Galati 5,1.13-18; Luca 9,51-62

Riflessioni
Gesù si incammina decisamente verso Gerusalemme. Luca pone un preambolo importante a questa decisione (Vangelo): per Gesù si avvicinava il tempo della sua Pasqua di morte e risurrezione ed Egli “prese la ferma decisione di mettersi in cammino verso Gerusalemme” (v. 51; cfr Gv 13,1). Per indicare una decisione risoluta, in linguaggio biblico si direbbe: ‘rese la faccia dura’ (cfr Is 50,7); oggi noi diremmo: Gesù ‘strinse i denti’ e intraprese quel viaggio decisivo. Nell’alveo di questo grande viaggio, Luca condensa 10 intensi capitoli di insegnamenti, miracoli, parabole. Tutta la vita di Gesù si presenta come un viaggio: un viaggio dal Padre al mondo, un viaggio per le strade di Palestina, in cammino con l’umanità e con la Chiesa, fino al ritorno al Padre.

Anche la vita del discepolo si presenta come un cammino seguendo i passi di Cristo. Credere vuol dire camminare con Lui, percorrere con Lui la stessa strada. Nel libro degli Atti, Luca chiama tutto il movimento inaugurato da Gesù con il nome di “via” (At 9,2; 19,9; 19,23; 24,22). In questa via, cioè nella sequela di Cristo, i discepoli trovano ostacoli, impedimenti, cadute, sconfitte... Come è avvenuto per Gesù. Egli ha appena iniziato il cammino verso Gerusalemme e subito i samaritani gli sbarrano il passaggio. Ma Gesù non li condanna, cerca un’altra strada e insegna ai discepoli Giacomo e Giovanni a non vendicarsi con minacce di fuoco (v. 54-56). L’unico fuoco che Gesù è venuto a portare (Lc 12,49) e di cui la terra ha bisogno, è lo Spirito Santo, l’unico in grado di trasformare i cuori delle persone.

Gesù intraprende il suo cammino ormai inarrestabile. E “mentre camminavano per la strada” (v. 57), - è la strada di Gesù e dei suoi discepoli -  Luca colloca emblematicamente tre casi di vocazioni, con le rispettive risposte di Gesù, tutte risposte proverbiali e radicali. Nei tre casi compare il verbo ‘seguire’ (v. 57.59.61), ad indicare il movimento permanente del discepolo che segue i passi del Maestro. Nel primo caso Gesù frena lo spontaneo, invitandolo ad un discernimento sulle conseguenze della sequela (v. 57-58). Nel secondo caso Gesù stimola il tradizionalista ad andare oltre le abitudini di sempre (v. 59-60). Nel terzo caso Gesù esorta il pigro a far sua l’urgenza prioritaria del Regno da annunciare e da servire (v. 61-62). In questo contesto vocazionale, la liturgia odierna presenta anche il nuovo profeta Eliseo, chiamato a succedere ad Elia (I lettura).

Siamo davanti ad esigenze precise per ogni cristiano, chiamato a seguire i passi di Cristo. Ciò vale ancor più per le vocazioni di speciale consacrazione. (*) Prima, però, di parlare di esigenze, è doveroso parlare di ‘tre doni di libertà’, che Egli fa a coloro che chiama e che decidono di seguirlo: Gesù infatti libera dalle schiavitù che provengono dalle cose (alcune possono anche non essere necessarie); libera dagli affetti (l’annuncio del Regno vale di più dei legami familiari); libera dal proprio passato (la novità del Regno ha la priorità). La fedeltà alla chiamata di Cristo ci rende liberi per meglio amare e servire i fratelli (orazione colletta). Tale è la gioia piena per chi segue il Signore “nel sentiero della vita” (salmo respons.). È la gioia di chi ha sperimentato la libertà vera che Cristo ci dona (II lettura).

Valga a questo proposito il commento di un amico giornalista, Orazio Petrosillo (+), vaticanista del quotidiano romano Il Messaggero, che scriveva nel suo Vangelo in cronaca: “Oggi, come duemila anni fa, Cristo chiede a milioni di persone di seguirlo con una scelta radicale. Questa chiamata viene da un personaggio storico preciso: Gesù di Nazareth. La voce di Lui, decodificata in milioni di modi, ha sempre lo stesso imperativo: ‘Seguimi’. Ovviamente, questo non riguarda solo i monaci, le suore, i preti, i contemplativi. C’è una vocazione per ognuno alla sequela, al discepolato di Gesù: single, sposato, intellettuale, commerciante, attrice...” Ognuno è chiamato a portare ovunque il Vangelo, con libertà, fedeltà e gioia. Fino all’ultima chiamata del Signore!

Parola del Papa

(*) «Se partiamo dalla convinzione che lo Spirito continua a suscitare vocazioni al sacerdozio e alla vita religiosa, possiamo “gettare di nuovo le reti” nel nome del Signore, con piena fiducia. Possiamo – e dobbiamo – avere il coraggio di dire ad ogni giovane di interrogarsi sulla possibilità di seguire questa strada... Il Signore non cessa di prendersi cura della sua amata Chiesa. Nel discernimento di una vocazione non si deve escludere la possibilità di consacrarsi a Dio nel sacerdozio, nella vita religiosa o in altre forme di consacrazione. Perché escluderlo? Abbi la certezza che, se riconosci una chiamata di Dio e la segui, ciò sarà la cosa che darà pienezza alla tua vita».
Papa Francesco
Esortazione apostolica Cristo vive, 2019, n. 274-276

Sui passi dei Missionari

- 30/6: Giornata per la carità del Papa.

- 30/6: B. Basilio Velyckovskyj (1903-1973), vescovo e martire greco-cattolico ucraino; perseguitato duramente in patria, fu espulso e morì in esilio a Winnipeg (Canada), in seguito a una dose di veleno a effetto lento, somministratogli prima dell’espulsione (1972).

- 1/7: S. Oliviero Plunkett (1629-1681), nato in Irlanda, studiò a Roma e insegnò teologia nel Collegio romano di Propaganda Fide; fu arcivescovo di Armagh (Irlanda) e martirizzato a Londra.

- 1/7: B. Antonio Rosmini (1797-1855), sacerdote italiano e fondatore, uomo di straordinaria profondità di pensiero e di vita cristiana. Per alcuni suoi scritti fu incompreso e condannato ingiustamente dalla gerarchia della Chiesa, verso la quale, però, egli serbò sempre amore e obbedienza.

- 1/7: B. Ignazio Falzon, chierico di Malta (La Valletta, 1813-1865), dedito all’istruzione cristiana e alla conversione di militari e marinai.

- 1/7: B. Assunta Marchetti (1871-1948), missionaria italiana in Brasile, esemplare nel servizio agli orfani degli emigranti italiani; cofondatrice delle Suore Missionarie di S. Carlo (Scalabriniane).

- 1/7: Bb. Tullio Maruzzo (1929-1981) francescano di Vicenza e Luis Obdulio Arroyo, suo catechista, martirizzati in Guatemala. Il missionario era un uomo mite, ma deciso nella formazione dei campesinos. In quegli anni molte persone caddero vittime della violenza in Guatemala: il vescovo Gerardi, sacerdoti, suore, catechisti e altri laici.

- 3/7: S. Tommaso, apostolo, professò la sua fede in Cristo risorto e, secondo la tradizione, annunciò il Vangelo in India.

- 4/7: S. Elisabetta di Portogallo (1271-1336), terziaria francescana, fece opera di pacificazione e riconciliazione in famiglia, e tra Portogallo e Spagna.

- 4/7: Memoria di François Xavier Gautrelet (1807-1886), gesuita francese, che fondò nel 1844 l’Apostolato della Preghiera, per offrire ogni giorno azioni e preghiere al Cuore di Cristo, per le intenzioni del Papa. - Pio XII (1944) lo definì “uno dei mezzi più efficaci per la salvezza delle anime”. Oggi sono più di 40 milioni gli iscritti a questa “rete mondiale di preghiera del Papa”.

- 6/7: B. Maria Teresa Ledóchowska (1863-1922), lavorò per la liberazione degli schiavi africani e fondò le Suore Missionarie di S. Pietro Claver, che offrono molteplici aiuti alle missioni, specialmente per la stampa di bibbie, catechismi e altri sussidi religiosi.

- 6/7: S. Nazaria I. March Mesa (1889-1943), spagnola, emigrò in Messico, da dove partì come missionaria in Bolivia e Argentina; fondò le Missionarie Crociate della Chiesa per la promozione sociale e lavorativa delle donne.

- 6/7: Memoria del P. Leopoldo Cadière (1869-1955), francese della Società MEP; lavorò 63 anni in Vietnam (a Hué, dov’è sepolto), come missionario in parrocchia, professore in seminario, studioso di storia, linguistica, costumi ed etnologia religiosa; è autore di circa 250 ricerche scientifiche.

- 6/7: Tenzin Gyatso – XIV Dalai Lama del Tibet (n. 1935), in carica dal 1950 come guida spirituale della tradizione buddhista tibetana; ricevette il Premio Nobel per la Pace (1989), per la sua permanente contrarietà all'uso della violenza nella lotta del suo popolo per la liberazione del Tibet, preferendo soluzioni pacifiche di tolleranza e rispetto reciproco.

+++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++

A cura di: P. Romeo Ballan – Missionari Comboniani (Verona)

Sito Web:   www.euntes.net    “Parola per la Missione”

+++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++