Venerdì 12 luglio 2019
“E’ come missionario – scrive padre Alex Zanotelli – che lancio questo appello contro il Decreto Sicurezza bis. Sono vissuto per dodici anni dentro la baraccopoli di Korogocho (Nairobi) e ho sperimentato nel mio corpo l’immensa sofferenza dei baraccati (oggi sono duecento milioni i baraccati nella sola Africa!). Siamo passati dall’apartheid politica a quella economica: l’1% della popolazione mondiale ha tanto quanto il 99%. E’ questa una delle ragioni fondamentali per le migrazioni, insieme alle guerre e ai cambiamenti climatici”. […]

DECRETO SICUREZZA BIS
IN PIAZZA, GRIDIAMO VITA!

E’ come missionario che lancio questo appello contro il Decreto Sicurezza bis. Sono vissuto per dodici anni dentro la baraccopoli di Korogocho (Nairobi) e ho sperimentato nel mio corpo l’immensa sofferenza dei baraccati (oggi sono duecento milioni i baraccati nella sola Africa!). Siamo passati dall’apartheid politica a quella economica: l’1% della popolazione mondiale ha tanto quanto il 99%. E’ questa una delle ragioni fondamentali per le migrazioni, insieme alle guerre e ai cambiamenti climatici.

Per questo, come missionario, denuncio il cinismo con cui il governo giallo-verde respinge i “naufraghi dello sviluppo”. Non avrei mai pensato che un governo italiano avrebbe potuto regalarci un boccone avvelenato come il Decreto Sicurezza bis, che il 15 luglio verrà presentato in Parlamento per essere trasformato in legge. Un Decreto le cui clausole violano i principi fondamentali della nostra Costituzione, del diritto e dell’etica. E’ proprio l’etica ad essere colpita a morte perché questo Decreto dichiara reato salvare vite umane in mare. Ne abbiamo subito visti i vergognosi risultati con la Sea Watch 3 con la capitana Carola Rackete e con il veliero Alex di Mediterranea! E in commissione Affari costituzionali e Giustizia, la Lega e i cinque Stelle hanno ulteriormente peggiorato quel testo con nuovi giri di vite contro i migranti.

Infatti il Decreto rimaneggiato prevede lo schieramento delle navi della Marina e Guardia di Finanza in difesa del ‘confine’ delle acque territoriali; l’impiego massiccio di radar e monitoraggi con mezzi aerei e navali sulle coste africane per intercettare le partenze di migranti e segnalarne alle autorità libiche perché li riportino nei lager; il regalo di altre dieci motovedette al governo di Tripoli per riportare i rifugiati nell’inferno libico; infine un incremento delle multe fino a un milione di euro a navi salva-vite in mare, con l’arresto del comandante e sequestro dell’imbarcazione.

Nessun accenno al fatto che in Libia è in atto una spaventosa guerra e che Tripoli non è “ un porto sicuro”! Questo Decreto Sicurezza bis, che sarà discusso e votato in Parlamento, ad iniziare dal 15 luglio, è un obbrobrio giuridico e etico che viola i dettami costituzionali ed è uno schiaffo al Vangelo.

“Sono politiche criminali – afferma giustamente L.Ferrajoli – che provocano ogni giorno decine di migliaia di morti, oltre all’apartheid mondiale di due miliardi di persone. Verrà un giorno in cui questi atti saranno ricordati come crimini e non potremo dire che non sapevamo, perché sappiamo tutto!”.

Trovo vergognoso che i Cinque Stelle si siano allineati e sostengano le posizioni leghiste. Per questo mi appello a quei parlamentari grillini che non condividono le posizioni razziste e criminali della Lega a disobbedire come hanno fatto la storica attivista del Meet-up di Napoli, Paola Nugnes e il comandante G. De Falco. Non si può barare su vite umane, nello specifico vite dei poveri!

E’ l’ora delle decisioni: se stare dalla parte della vita o della morte. Ma questo vale per ogni cittadino perché è in ballo la nostra democrazia e i suoi valori fondamentali (uguaglianza, solidarietà…), ma vale anche per ogni cristiano perché è in ballo il cuore del Vangelo.

Per questo uniamoci a “Restiamo Umani” che ha indetto un presidio davanti a Montecitorio, il 15 luglio alle ore 16,per dire NO a questo Decreto criminale. Noi ci saremo come “Digiuno di giustizia in solidarietà con i migranti”, che da un anno, ogni primo mercoledì del mese digiuniamo davanti al Parlamento contro le politiche migratorie del governo giallo-verde. Anche quel giorno digiuneremo.

Chiedo a tutte le forze sindacali (CGIL,CISL, UIL), a tutto l’associazionismo laico, alle reti, ai comitati di resistenza di scendere in piazza. Ma soprattutto mi appello all’associazionismo cattolico (Azione Cattolica, Caritas, Migrantes, Focolarini, ACLI, FOCSIV…) perché si unisca alle forze laiche per dire no all’imbarbarimento della nostra società.

Mi appello ai missionari italiani, che hanno toccato con mano la sofferenza di quest’Africa crocifissa, perché alzino la voce e scendano in piazza contro leggi razziste e disumane.

Chiedo soprattutto ai nostri vescovi perché prendano posizione contro questo Decreto che nega radicalmente l’etica della compassione e della misericordia e propongano alle Parrocchie giornate di digiuno e di preghiera.

Uniamoci, credenti e laici, per difendere quei valori fondamentali negati da questo Decreto che, criminalizzando la solidarietà, disumanizza i migranti e tutti noi.

Restiamo umani e resistiamo!

Alex Zanotelli
Napoli, 11 luglio 2019

Decreto (in) sicurezza bis.
Gettiamo tutti la maschera

Scriviamo a te amico. Amica. Che leggi ma anche che non leggi, a prescindere. Che non vuoi ascoltare. Vorremmo raggiungerti per un attimo. Anche per radio o guardandoti in volto. Prenderti due minuti. Non per convincerti, ma per lasciarci scuotere dentro.

19 giugno 2019. Due barchette di legno approdano a Lampedusa con a bordo 45 persone. Fratelli e sorelle. Prima e sempre di essere migranti. Tra loro due bambini e una donna incinta. Tutti dall’Africa subsahariana. Mentre altri 43, fratelli e sorelle, attendono al largo sulla nave Sea Watch. Perché alcuni sì e altri no? Il diritto alla vita non è per tutti? O è solo per chi è già al sicuro?

In Occidente abbiamo fatto delle battaglie per i diritti umani. Ma erano i nostri e non degli altri. Allora scoperchiamola questa verità! Togliamo l’ipocrisia e diciamocelo con franchezza: qualcuno sulla terra è più importante di altri. Al mondo ci sono cittadini di serie diverse.

Chi è sbarcato lo ha fatto senza le luci dei riflettori. Chi resiste sulla nave è più visibile, più mediatico, più strumentale alla retorica dei porti chiusi.

Il decreto (in)sicurezza bis, firmato dal presidente della Repubblica il 15 giugno scorso, parla chiaro: inasprire le pene alle navi che approdano con migranti e mettere tutto sotto il controllo del Viminale. Si tratta di sicurezza di chi è a terra non di chi è in mare; di chi è barricato non di chi scappa.

Ma se ci pensiamo un attimo, non viene prima la sicurezza di chi è minacciato nella vita? Perché non diciamo forte e chiaro che questo decreto è contro la Costituzione e contro il vangelo? Contro sicuramente l’umano che ancora, speriamo, abbiamo in noi.

«Dov’è tuo fratello?» (Gn 4,9), chiede Dio a Caino che ha ammazzato suo fratello. Francesco, vescovo di Roma, lo ha detto l’8 luglio 2013 a Lampedusa e non smette di ricordarcelo. Quel grido risuona ancora oggi dentro le paure di un mondo che produce 70,8 milioni di rifugiati.

Siamo chiamati a schierarci tutti. Da umani prima che da cristiani. Per riconoscere fratello, sorella chi è nel ventre di una madre in attesa, ma anche chi ne è uscito, è debole ed è minacciato nell’esistenza. Grande o piccolo che sia. Battaglie sul tema dell’aborto ne facciamo tante. In nome della vita. E cosa facciamo per chi, questa vita, ce l’ha in balia delle onde?

L’umanità naviga in acque molto agitate. Questo sistema non funziona più. Ripartiamo dall’umano che è rimasto in noi. Che sa cogliere nell’altro noi stessi. Se affoga, anche noi andiamo a fondo.

Fratello, sorella. I due minuti sono finiti. Ora torniamo pure alla vita di sempre. In fondo c’è solo da cambiare il mondo.
[Nigrizia – EDITORIALE - LUGLIO / AGOSTO 2019]