Lunedì 15 luglio 2019
Muovendo dalla tesi di Toynbee che una civiltà viene alla luce come reazione a una sfida straordinaria, l'Autore coglie questa sfida in quanto è avvenuto l’11 settembre 2001 e presagisce uno sconvolgimento delle civiltà che ora si confrontano sulla faccia della terra. Nella storia si hanno grandi esempi di interazioni fra civiltà: per esempio fra Islam e Occidente.

Oggi occorre creare le condizioni perché le civiltà mettano insieme le parti migliori di sé, senza chiusure e irrigidimenti. È certo, tuttavia, che il risultato finale non sarà un'unica civiltà universale omogenea. Le varie componenti continueranno a dare e a prendere, a integrarsi e a differenziarsi, a inventare nuove sintesi e ad assumere nuove identità. Nessuna sintesi sarà completa senza la dimensione religiosa: la crescita del fondamentalismo, con tutti i danni che fa, sta però a dimostrare la forza del sentimento religioso dei popoli, superiore allo stesso interesse per il profitto e il benessere. Il contributo cristiano, nelle attuali situazioni di conflitto e di incontro, non consiste nel ritirarsi dalla scena a causa del "rispetto per l'altro", ma nell'offrire il meglio delle proprie convinzioni di fede in vista di un arricchimento reciproco.

Fonte: AD GENTES 7 (2003)1, pp. 61- 80.