Mercoledì 17 luglio 2019
Sono più di 820 milioni le persone nel mondo che nel 2018 non hanno avuto cibo a sufficienza. Il dato per il terzo anno consecutivo ha registrato un aumento, addirittura 9 milioni in più rispetto al 2017. La situazione, estremamente allarmante, è analizzata nel rapporto annuale «Stato della Sicurezza Alimentare e della nutrizione nel mondo 2019.

Il rapporto Onu
su sicurezza alimentare e nutrizione

Sono più di 820 milioni le persone nel mondo che nel 2018 non hanno avuto cibo a sufficienza. Il dato per il terzo anno consecutivo ha registrato un aumento, addirittura 9 milioni in più rispetto al 2017. La situazione, estremamente allarmante, è analizzata nel rapporto annuale «Stato della Sicurezza Alimentare e della nutrizione nel mondo 2019. Salvaguardarsi dai rallentamenti e dalle recessioni economiche» presentato ieri a New York e firmato congiuntamente dalle cinque agenzie delle Nazioni Unite: Organizzazione per l’alimentazione e l’agricoltura (Fao), Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (Ifad), Fondo per l’Infanzia (Unicef), Programma Alimentare Mondiale (Pam) e Organizzazione mondiale della Sanità (Oms). Le organizzazioni internazionali sottolineano che il rapporto di quest’anno è incentrato sul ruolo delle crisi e dei rallentamenti economici rispetto alla sicurezza alimentare e alla nutrizione. Dal documento si evince ancora una volta la grandezza della sfida di raggiungere l’Obiettivo di sviluppo sostenibile “Fame Zero”, che mira a sconfiggere appunto la fame, promuovere la sicurezza alimentare e porre fine a tutte le forme di malnutrizione entro il 2030. Le organizzazioni internazionali sottolineano nella prefazione che «i nostri interventi per affrontare questi trend preoccupanti dovranno essere più decisi, non solo in termini di portata, ma anche in termini di collaborazione multisettoriale». La sfida è difficile e per questo occorre «promuovere una trasformazione strutturale e inclusiva a favore dei poveri, incentrata sulle persone e porre le comunità al centro per ridurre le vulnerabilità economiche e metterci sulla buona strada per porre fine alla fame, all’insicurezza alimentare e a tutte le forme di malnutrizione», hanno detto i leader delle Nazioni Unite, sottolineando che il rapporto di quest’anno è incentrato sul ruolo delle crisi e dei rallentamenti economici rispetto alla sicurezza alimentare e alla nutrizione. «La fame sta aumentando in molti paesi in cui la crescita economica è in ritardo» e quindi cresce anche la disparità di reddito. Sul fronte dell’insicurezza alimentare la situazione più grave si registra in Africa, soprattutto nella parte orientale del continente mentre il maggior numero di persone denutrite (oltre 500 milioni) vive in Asia. Insieme, Africa e Asia detengono la quota maggiore di tutte le forme di malnutrizione. In Asia meridionale e nell’Africa subsahariana, un bambino su tre è affetto da rachitismo.

Parallelamente alla situazione della fame e della malnutrizione, nel documento vengono affrontate, in drammatico contrasto, anche le problematiche dell’obesità e del sovrappeso, dovute prevalentemente all’alimentazione scorretta, che continuano ad aumentare in tutto il mondo più ricco. In particolare sono 338 milioni nel mondo i bambini in età scolare e adolescenti in sovrappeso. Addirittura più di 670 milioni gli adulti.
L’Osservatore Romano