Sabato 27 luglio 2019
“Il calcolo politico e l’indifferenza di tutta l’Europa uccidono più delle onde del Mediterraneo”. E’ quanto ha denunciato don Aldo Buonaiuto. Il sacerdote si riferisce alla nuova tragedia che si è verificata al largo della Libia dove due barconi sono affondati. A bordo di quelle che vengono definite “carrette del mare” c’erano circa 300 persone, 150 delle quali sarebbero morte.

I calcoli politici e l’indifferenza dell’Europa
uccidono più delle onde delmare

“Il calcolo politico e l’indifferenza di tutta l’Europa uccidono più delle onde del Mediterraneo”. E’ quanto ha denunciato don Aldo Buonaiuto, sacerdote della Comunità Papa Giovanni XXIII fondatore del quotidiano online In Terris, dalle pagine del sito online di Famiglia Cristiana. Il sacerdote si riferisce alla nuova tragedia che si è verificata al largo della Libia dove due barconi sono affondati. A bordo di quelle che vengono definite “carrette del mare” c’erano circa 300 persone, 150 delle quali sarebbero morte. La notizia è stata resa nota da Charlie Yaxley, portavoce dell’Agenzia Onu per i rifugiati (Unhcr).

«Corridoi umanitari per fermare l'"olocausto" nel mare» Don Buonaiuto.

Istituire corridoi umanitari sistematici e continuativi

“La nuova tragedia in mare ci addolora e ci deve scuotere profondamente senza far finta che non ci riguardi. Questo dramma conferma che senza una gestione concertata dei flussi migratori non è possibile scongiurare l’Olocausto nel Mediterraneo di cui parla incessantemente Papa Francesco – ribadisce il sacerdote – L’unico modo per impedire che il canale di Sicilia si trasformi sempre più in una bara d’acqua è istituire corridoi umanitari sistematici e continuativi, che tolgano ai trafficanti di carne umana la loro fonte di crudele arricchimento”.

Le istituzioni cooperino nella lotta contro i trafficanti

Per don Buonaiuto, è di vitale importanza che l’Unione europea, l’Onu e i governi di entrambe le sponde del Mediterraneo cooperino “per lottare con ogni mezzo contro i trafficanti, bloccare alla partenza chi non ha i requisiti per ottenere asilo, ma soprattutto soccorrere chi sta annegando”. “La Chiesa è presente nei Paesi di origine, di transito e di destinazione, quindi ha esperienza e conoscenza perché si possa intensificare ogni forma di collaborazione con gli Stati che può fare fronte ad un numero di sbarchi tutto sommato limitato rispetto ad altre estati – sottolinea – Purtroppo mentre nelle nazioni europee si discute di accoglienza, nel mare si continua a morire”.

Una Giornata Internazionale del Migrante Ignoto

Per non dimenticare chi muore in mare, per far sì che nessuno si volti più dall’altra parte facendo finta di non vedere cosa succede alle porte della sua casa, proprio dalle pagine di In Terris, don Aldo Buonaiuto ha lanciato una petizione – indirizzata a Sua Santità Papa Francesco, al segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres, al presidente del Parlamento europeo David Sassoli, e al premier italiano Giuseppe Conte – affinché venga istituita una Giornata Internazionale del Migrante Ignoto. “Ad una questione sovranazionale non si può rispondere con misure nazionali – ha spiegato a Famiglia Cristiana – I nostri fratelli che scompaiono nel Mediterraneo hanno i nostri stessi diritti di vedersi riconosciute dignità e umanità. Invece oggi il loro valore non viene riconosciuto nemmeno dopo la scomparsa e i loro familiari non hanno neppure una lapide su cui poter deporre un fiore. Ormai l’opinione pubblica è talmente assuefatta a queste tragedie che quasi non fanno più notizia, perciò o impariamo a riconoscerci in questi drammi infiniti oppure dovremo renderne conto a Dio e alla storia. L’Europa del rigore finanziario e del libero commercio se c’è batta un colpo”.

MANUELA PETRINI
26 luglio 2019
http://www.interris.it

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