Sette paesi firmano il «Patto di Leticia». Azione coordinata per l’Amazzonia

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Domenica 8 settembre 2019
Rinforzare «l’azione coordinata» di prevenzione e gestione dei disastri ambientali, e aumentare la cooperazione per i finanziamenti e l’educazione, per la protezione della biodiversità dell’Amazzonia. Sono questi gli obiettivi dell’accordo firmato venerdì a Leticia, in Colombia, dai presidenti e rappresentanti di sette paesi amazzonici: Colombia, Perú, Ecuador, Bolivia, Brasile, Suriname e Guyana.

Presidenti e rappresentanti di sette paesi amazzonici
(Colombia, Perú, Ecuador, Bolivia, Brasile, Suriname e Guyana)
firmando l’accordo a Leticia, in Colombia.

«Rischi quali gli incendi forestali» che da settimane stanno consumando l’Amazzonia «ci motivano a coordinarci e lavorare con armonia per proteggere la foresta», ha detto il presidente colombiano, Iván Duque, nel firmare il patto. Punto cardine del patto sembrano infatti essere cooperazione e condivisione: nell’articolazione dei sistemi di sicurezza e di prevenzione, nell’interscambio di informazioni e know-how, nella ricerca di fondi e nella creazione di campagne educative. I paesi che hanno sottoscritto il patto si sono inoltre impegnati a una vigilanza più stretta e più tempestiva della biodiversità. Altre soluzioni verranno trovate per incoraggiare la partecipazione femminile e delle donne indigene nella conservazione della regione.

L’«armonia» citata dal patto di Leticia sembra riferirsi anche all’azione comune in opposizione alle forze esterne che minacciano la «sovranità» o la «maggiore responsabilità» dei paesi amazzonici sulla foresta, quali le organizzazioni criminali transnazionali, le miniere illegali, il narcotraffico e la deforestazione. Per il presidente brasiliano Jair Bolsonaro, che ha partecipato in videoconferenza, la coesione dei firmatari significa «impedire ad altri paesi di gestire le politiche della regione amazzonica».

Secondo il presidente boliviano Evo Morales, i danni «della situazione odierna» sono provocati dalle logiche del profitto, del lusso e del consumismo. Morales ha chiesto ai presenti di riflettere, per «recuperare l’esperienza della mente indigena di vivere in armonia con la madre terra». Al vertice, che si è svolto in una maloca, una casa comunitaria indigena, hanno partecipato anche diversi rappresentanti di popoli indigeni. Solo in Brasile vivono circa 900.000 indios, membri di circa 500 gruppi.
[L'Osservatore Romano, 7-8 settembre 2019]