Sabata 7 dicembre 2019
Thomas Piketty è un rinomato economista dei nostri tempi. Di origine francese, si è specializzato nello studio della disuguaglianza economica e dei suoi rapporti con il capitalismo. Piketty è una delle poche voci che, con studi e ricerche rigorose, ha sottolineato l’effetto dannoso di certe pratiche economiche tra cui l’eredità della proprietà, l’eccessivo accumulo di capitale, i paradisi fiscali e altri fattori legati al benessere in generale.

Le 10 tracce di Thomas Piketty

Thomas Piketty è un rinomato economista dei nostri tempi. Di origine francese, si è specializzato nello studio della disuguaglianza economica e dei suoi rapporti con il capitalismo. Piketty è una delle poche voci che, con studi e ricerche rigorose, ha sottolineato l’effetto dannoso di certe pratiche economiche tra cui l’eredità della proprietà, l’eccessivo accumulo di capitale, i paradisi fiscali e altri fattori legati al benessere in generale. L’economista non esita ad attribuire allo Stato un’importanza decisiva nella regolamentazione dell’economia, in particolare per correggere le conseguenze che genera, per sua stessa logica, il sistema economico in cui viviamo. Secondo Piketty, è necessario che un’entità agisca sull’inerzia del capitalismo per condurlo in una diversa direzione. Sei anni dopo il best-seller “Le Capital au XXIe siècle” (Il Capitale nel 21° secolo), Thomas Piketty ha pubblicato il 12 settembre scorso ” Capital et Idéologie” (Capitale e ideologia – Seuil), un libro altrettanto ambizioso in cui ripercorre la storia globale delle disuguaglianze e delle ideologie che ne sono alla base.  In quest’opera analizza la concentrazione del capitale e formula 10 proposte per farla finita con la concentrazione del capitale.

1-. Proprietà sociale e cogestione delle società: i dipendenti devono avere il 50% dei seggi nei consigli di amministrazione e il diritto di voto dei principali azionisti sarà limitato (non più del 10% nelle grandi imprese).

2-. Proprietà temporanea: creazione di un’imposta annuale progressiva sulla proprietà, le cui aliquote andrebbero dallo 0,1% per i piccoli patrimoni inferiori a 100.000 euro, al 90% per i patrimoni superiori a 2 miliardi di euro.

3. Dotazione universale di un capitale di base e circolazione delle proprietà: a 25 anni, ogni persona riceve l’equivalente del 60% del capitale medio, ovvero 120.000 euro, finanziato dall’imposta progressiva sulla proprietà.

4-. Innalzamento delle aliquote per le maggiori entrate e aumenti sulle imposte immobiliari (fino al 90%).

5-. Costituzionalizzazione del principio della progressività fiscale.

6-. Giustizia educativa: riequilibrio efficace e verificabile della spesa educativa per le aree svantaggiate.

7-. Introduzione di un’imposta individuale e progressiva sul carbonio attraverso una “mappa del carbonio” per misurare il consumo di ciascuno.

8-. Finanziamento della vita politica: i cittadini ricevono dallo stato “un tagliando per l’uguaglianza democratica” da pagare ai partiti di loro scelta; drastico tetto per le donazioni private.

9-. Inclusione di obiettivi fiscali e ambientali quantificati e vincolanti negli accordi commerciali e nei trattati internazionali; sospensione di accordi e trattati (compresi quelli europei) che non soddisfano queste condizioni.

10-. Creazione di un catasto finanziario internazionale che consenta alle amministrazioni fiscali di sapere chi possiede cosa; sospensione della libera circolazione degli accordi sui capitali che non soddisfano tali condizioni.