III Domenica del T. O. – Anno A: “Domenica della Parola di Dio”

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In data 30 settembre 2019, festa di San Girolamo, Papa Francesco pubblicò la lettera apostolica “Aperuit illis” (aprì loro la mente), con la quale istituì la “Giornata della Parola di Dio”, da celebrarsi ogni anno, in tutta la Chiesa, nella III domenica del Tempo ordinario. Nella lettera il Papa spiega in dettaglio le ragioni, lo scopo, le modalità di celebrazione e di applicazione di questa sua decisione.

Chiamati alla conversione e alla Missione

Isaia 8,23b-9,3; Salmo 26; 1Corinzi 1,10-13.17; Matteo 4,12-23

Oggi le riflessioni contengono due parti:
a) Il tema biblico della III domenica del T. O.
b)Il tema proprio della “Giornata della Parola di Dio”, istituita dal Papa.

Il Vangelo di questa domenica presenta l’inizio della vita pubblica di Gesù con un messaggio di vita e di speranza: Egli è veramente il nuovo inizio, è venuto a portare la vita nuova e abbondante per tutti (cfr. Gv 10,10). Egli è compagno di viaggio, alleato e amico di ogni popolo e cultura. Egli è venuto a dare pienezza e portare a compimento le più profonde aspirazioni di ogni persona e di tutti i popoli. Molto chiara è la parola di Papa Francesco a questo riguardo. (*)  

Fin dalle sue prime manifestazioni in pubblico (Vangelo), Gesù si presenta come un missionario itinerante: di villaggio in villaggio, insegna, predica la buona notizia del Regno, guarisce malati, chiama discepoli… (v. 23). Non inizia la sua missione nel tempio, né in altri luoghi importanti e religiosi come Gerusalemme, ma in zone periferiche, fra i lontani, gli eterodossi, i meno religiosi, semipagani, gli impuri a contatto con i pagani. Tali erano (considerati) gli abitanti della Galilea (v. 15), regione al nord della Palestina. Lasciando Nazareth, Gesù va ad abitare a Cafarnao, cittadina di frontiera, con una dogana per le mercanzie in transito lungo la “via del mare” (v. 13.15), la strada imperiale che univa Egitto, Palestina, Siria e Mesopotamia. Fin dall’antichità, quindi, la Galilea era una zona di incrocio di popoli, un crocevia sottoposto al passaggio di truppe e al controllo dei traffici, con le conseguenti contaminazioni, corruzione e ricadute morali.

L’evangelista Matteo vede che la profezia di Isaia (I lettura) si è compiuta con la presenza di Gesù (Vangelo, v. 14-17), che inizia una missione carica di speranza (v. 23), sulla base, però, di un esigente programma di conversione a Dio e di impegno per il suo Regno: “Convertitevi, perché il Regno dei cieli è vicino” (v. 17).

Con questa iniziale scelta di campo, Gesù mostra che i primi destinatari del suo Vangelo e del Regno non sono i giusti, gli osservanti o quelli che si ritengono tali, ma i lontani, gli esclusi… È l’inizio umile di una missione che avrà orizzonti universali, e che sarà portata avanti dai discepoli e dai loro successori, chiamati a seguire Gesù per essere, in ogni parte del mondo, “pescatori di uomini” (v. 19).

La vocazione per il Regno comporta sempre un esodo, una partenza, spesso anche geografica, lasciare qualcuno e qualcosa; c’è sempre un distacco, un uscire dal proprio egoismo e dal proprio ambiente ristretto. Qui Gesù lascia Nazareth (v. 13); Abramo uscì dalla sua terra e dalla sua parentela (Gen 12); così due gruppi di fratelli, chiamati da Gesù a seguirlo, lasciano reti, barca e padre (v. 20.22). In ogni caso, la vocazione non è mai una partenza verso il vuoto: è un lasciare qualcosa per seguire Qualcuno, una partenza all’incontro di un Altro. Al primo posto c’è sempre l’incontro e l’attaccamento alla persona di Gesù.

Questa vocazione-missione affonda le sue radici in una conversione (“Convertitevi…”: v. 17), un cambio di mentalità, un orientamento nuovo verso Dio e il suo Regno, di cui Gesù Cristo è la pienezza. La conversione a Cristo comporta la sequela e la missione, l’essere ben radicati in Lui e ben inseriti nelle strade del mondo: “vi farò pescatori di uomini” (v. 19).

La proposta missionaria e vocazionale di Gesù (Vangelo) è globale: si articola in quattro momenti:

1. sguardo alla situazione del mondo: popolazioni lontane e periferiche, poco religiose (v. 13-16);

2. invito alla conversione del cuore verso Dio e il suo Regno (v. 17);

3. incontro e sequela di Cristo: “venite dietro a me…” (v. 19.21);

4. missione nel mondo: “pescatori di uomini” (v. 19), dediti soprattutto ai deboli e malati (v. 23).

La missione pubblica di Gesù ha inizio nella Galilea delle genti (v. 15) e, secondo il Vangelo di Matteo, Gesù risorto la concluderà pure in Galilea (Mt 28,7.10.16), inviando da là gli Apostoli in missione fra tutte le nazioni (Mt 28,19).

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Giornata della Parola di Dio

In data 30 settembre 2019, festa di San Girolamo, Papa Francesco pubblicò la lettera apostolica “Aperuit illis” (aprì loro la mente), con la quale istituì la “Giornata della Parola di Dio”, da celebrarsi ogni anno, in tutta la Chiesa, nella III domenica del Tempo ordinario. Nella lettera il Papa spiega in dettaglio le ragioni, lo scopo, le modalità di celebrazione e di applicazione di questa sua decisione. Ecco alcuni passaggi del testo pontificio (AI), per celebrare questa Giornata.

«Aprì loro la mente per comprendere le Scritture» (Lc 24,45). È uno degli ultimi gesti compiuti dal Signore risorto, prima della sua Ascensione. Appare ai discepoli… e apre le loro menti all’intelligenza delle Sacre Scritture. Giustamente San Girolamo poteva scrivere: «L’ignoranza delle Scritture è ignoranza di Cristo» (AI 1).

«Dedicare in modo particolare una domenica dell’Anno liturgico alla Parola di Dio consente di far rivivere alla Chiesa il gesto del Risorto che apre anche per noi il tesoro della sua Parola perché possiamo essere nel mondo annunciatori di questa inesauribile ricchezza» (AI 2).

«La III Domenica del Tempo Ordinario sia dedicata alla celebrazione, riflessione e divulgazione della Parola di Dio… Per vivere questa Domenica come un giorno solenne. Nella celebrazione eucaristica si può intronizzare il testo sacro, così da rendere evidente all’assemblea il valore normativo che la Parola di Dio possiede… Si preparino alcuni fedeli ad essere veri annunciatori della Parola con una preparazione adeguata… È importante continuare nella vita quotidiana la lettura, l’approfondimento e la preghiera con la Sacra Scrittura» (riferimento alla lectio divina) (AI 3).

«Il “viaggio” del Risorto con i discepoli di Emmaus si chiude con la cena… Comprendiamo da questa scena quanto sia inscindibile il rapporto tra la Sacra Scrittura e l’Eucaristia. Il Concilio Vaticano II insegna: «La Chiesa ha sempre venerato le divine Scritture come ha fatto per il Corpo stesso di Cristo, non mancando mai, soprattutto nella sacra liturgia, di nutrirsi del pane di vita dalla mensa sia della Parola di Dio che del Corpo di Cristo, e di porgerlo ai fedeli» (DV 21; AI 8).

«Come cristiani siamo un solo popolo che cammina nella storia… Abbiamo urgente necessità di diventare familiari e intimi della Sacra Scrittura e del Risorto, che non cessa di spezzare la Parola e il Pane nella comunità dei credenti. Per questo abbiamo bisogno di entrare in confidenza costante con la Sacra Scrittura, altrimenti il cuore resta freddo e gli occhi rimangono chiusi… Sacra Scrittura e Sacramenti tra loro sono inseparabili» (AI 8).

«Il ruolo dello Spirito Santo nella Sacra Scrittura è fondamentale (AI 9)… L’azione dello Spirito Santo non riguarda soltanto la formazione della Sacra Scrittura (l’azione sugli autori umani = ispirazione), ma opera anche in coloro che si pongono in ascolto della Parola di Dio» (AI 10).

«Chi si nutre ogni giorno della Parola di Dio si fa, come Gesù, contemporaneo delle persone che incontraLa Parola di Dio ci spinge a parteciparla a quanti incontriamo nella nostra vita» (AI 12).

«Ascoltare le Sacre Scritture per praticare la misericordia: questa è una grande sfida posta dinanzi alla nostra vita. La Parola di Dio è in grado di aprire i nostri occhi per permetterci di uscire dall’individualismo che conduce all’asfissia e alla sterilità mentre spalanca la strada della condivisione e della solidarietà» (AI 13).

«Nel cammino di accoglienza della Parola di Dio, ci accompagna la Madre del Signore…  “Beati quelli che ascoltano la parola di Dio, e la custodiscono”. La domenica dedicata alla Parola possa far crescere nel popolo di Dio la religiosa e assidua familiarità con le Sacre Scritture» (AI 15).

Parola del Papa

(*) “Cristo è il «Vangelo eterno» (Ap 14,6), ed è «lo stesso ieri e oggi e per sempre» (Eb 13,8), ma la sua ricchezza e la sua bellezza sono inesauribili. Egli è sempre giovane e fonte costante di novità… Egli sempre può, con la sua novità, rinnovare la nostra vita e la nostra comunità, e anche se attraversa epoche oscure e debolezze ecclesiali, la proposta cristiana non invecchia mai”.
Papa Francesco
Esortazione apostolica Evangelii Gaudium (2013) n. 11

Sui passi dei Missionari

- 25/1: Feste del TET: Vari popoli dell’Estremo Oriente (Cina, Corea, Taiwan, Vietnam...) festeggiano il capodanno lunare, detto TET; ringraziamento al Cielo, famiglia, lavoro, pace e armonia sono i valori che si celebrano in questa lieta festività tradizionale, che dura vari giorni.

- 26/1: III domenica del Tempo ordinario. - Domenica della Parola di Dio, istituita da Papa Francesco (2019) per la “celebrazione, riflessione e divulgazione della Parola di Dio”.

- 26/1: Ss. Timoteo e Tito, collaboratori di S. Paolo, vescovi, rispettivamente, di Efeso e di Creta.

- 26/1: B. Gabriele Allegra (1907-1976), francescano siciliano, missionario in Cina, dove tradusse la Bibbia in cinese e coltivò un’intensa attività ecumenica; morì a Hong Kong.

- 26/1: Giornata mondiale dei Malati di lebbra, istituita da Raoul Follereau nel 1954. (Vedi 6/12).

- 27/1: S. Angela Merici (1474-1540), fondatrice della Compagnia di Santa Orsola (Orsoline), pioniere fra le donne di vita consacrata nel mondo, al di fuori dei tradizionali monasteri conventuali.

- 27-1: B. Giovanni Schiavo (1903-1967), missionario dei Giuseppini del Murialdo; da giovane prete, partì da Vicenza (Italia) per il Brasile, dove lavorò con zelo per 36 anni al servizio di varie comunità cristiane e nella formazione dei religiosi e religiose, fino alla sua morte a Caxias do Sul.

- 27/1: Giorno della Memoria dello sterminio-olocausto degli ebrei (o della Shoah).

- 28/1: S. Tommaso d’Aquino (1225-1274), domenicano italiano, filosofo, teologo e dottore della Chiesa; la sua Summa contra Gentiles è uno dei primi manuali per missionari fra i non cristiani, in particolare i musulmani.

- 29/1: S. Giuseppe Freinademetz (1852-1908), ladino dell’Alto Adige italiano, missionario del Verbo Divino (SVD) in Cina. Diceva: “La carità è il linguaggio che tutti i popoli comprendono”.

- 30/1: Venerabile Mary Ward (Inghilterra, 1585-1645), si dedicò, con alcune compagne, all'educazione delle giovani, con un progetto innovativo a quei tempi. Fra esperienze mistiche e molte avversità, aprì comunità in vari paesi. Le sue “Dame Inglesi” - oggi “Congregatio Jesu” - è la più antica congregazione religiosa dedita all'educazione femminile.

- 30/1: Memoria di Mohandas Karamchand Gandhi (1869-1948), detto il “Mahatma” (l’anima grande) dell’India; con il metodo della “nonviolenza attiva”, obbligò l’Inghilterra a concedere l’indipendenza all’India (1947); fu assassinato a Delhi.

- 31/1: S. Giovanni Bosco (1815-1888), fondatore della famiglia Salesiana; inviò i primi missionari salesiani in Patagonia (Argentina). Il suo “metodo preventivo” continua ad essere un valido strumento di formazione umana e cristiana per giovani e adulti in ogni parte del mondo.

- 31/1: B. Candelaria di S. Giuseppe (Susanna Paz-Castillo Ramírez), venezuelana (1863-1940), fondatrice di una congregazione al servizio di malati e bisognosi.

- 31/1: Memoria di Werenfried Filippo van Straaten (1913-2003), sacerdote olandese dell’Ordine dei canonici premostratensi, fondatore dell’associazione “Aiuto alla Chiesa che soffre” (Kirche in Not), in aiuto ai rifugiati tedeschi e altri, alle Chiese perseguitate e povere. Era noto come “padre lardo”, per l’aiuto che chiedeva alla gente contadina dopo la Guerra.

- 1/2: B. Luigi Variara (1875-1923), missionario salesiano italiano, che visse fra i lebbrosi e morì a Cúcuta (Colombia).

- 1/2: Signora Leymah Roberta Gbowee (Liberia, 1972), attivista per la pace in Liberia con la prassi della nonviolenza, guida del movimento delle donne per la pace, premio Nobel per la Pace (2011).

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A cura di: P. Romeo Ballan – Missionari Comboniani (Verona)

Sito Web:   www.euntes.net    “Parola per la Missione”

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