Mediterraneo, religioni unite contro la tratta “Fonti di Speranza”

Immagine

Venerdì 21 febbraio 2020
È stato presentato il 20 febbraio il documentario di Lia Beltrami sul nuovo progetto di Talitha Kum “Wells of Hope”. La coordinatrice Naddaf: «Insieme per iniziare un percorso di libertà.
Vogliamo raggiungere i nostri fratelli e sorelle più vulnerabili». [Trailer Italiano Ufficiale HD: www.bit.ly/WellsOfHope_TrailerITA]

“Sono qui per raccontare la storia di donne arabe forti, impegnate in un progetto contro il traffico umano”. Inizia così il documentario Wells of Hope” (Fonti di speranza), prodotto da Aurora Vision con la regia di Lia Giovanazzi Beltrami, presentato il 20 febbraio a Roma, nella Sala Marconi di Radio Vaticana. Il video racconta le attività della rete contro la tratta Talitha Kum, un’iniziativa della UISG - l’Unione Internazionale delle Superiore Generali, nel bacino del Mediterraneo, regione in cui il fenomeno è in aumento e dove il nuovo progetto “Wells of Hope” mira a intensificare gli sforzi per prevenire, proteggere e fornire assistenza alle vittime.

Erano presenti: P. Fabio Baggio, C.S., Sotto-Segretario della Sezione migranti e rifugiati del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale; Lia Beltrami, regista; Sr. Gabriella Bottani, coordinatrice di Talitha Kum; Sr. Marie Claude Naddaf, coordinatrice di Wells of Hope; Esra’a Ali Salameh Alsheyab, Wells of Hope Giordania; Wafa Aqeel Saleem Almakhamreh, Wells of Hope Giordania; Nassim Alwan, Wells of Hope Libano.

Un appuntamento coinciso con l’importante incontro di riflessione e spiritualità organizzato dalla Conferenza Episcopale Italiana, che in questi giorni vede riuniti a Bari i vescovi cattolici dei Paesi affacciati sul Mare Nostrum.

“Il Bacino del Mediterraneo - racconta Sr. Gabriella Bottani, coordinatrice di Talitha Kum -, è un luogo di incontro tra le diverse culture e religioni. Siamo convinte che l’incontro tra le diversità e le relazioni di fiducia sono la base per seminare gesti concreti di speranza per tante donne, bambini e uomini trafficati e sfruttati in questa regione».

«Insieme vogliamo raggiungere i nostri fratelli e sorelle più vulnerabili - aggiunge sr. Marie Claude Naddaf, coordinatrice di Wells of Hope - per iniziare con loro un percorso di libertà e riportare la vita dopo tanta sofferenza e umiliazione, alimentando la speranza in un mondo migliore».

Le storie narrate nel documentario di Lia Beltrami vogliono scuotere le coscienze, metterci a contatto con le ferite di una terra divenuta il crocevia di un “traffico disumano”, spaventoso scenario di reclutamento, rapimento, trasporto e trasferimento delle persone più vulnerabili, in particolare donne e bambini, intercettati anche da spietati trafficanti di organi. «Realizzare Wells of Hope non è stato facile - racconta la regista Lia Beltrami - per via del contesto geopolitico, la presenza di conflitti, la diversità di religioni e culture. Non abbiamo potuto fare riprese in Libano e Siria; anche la delicatezza del tema della tratta ha precluso moltissime riprese e quindi abbiamo scelto la linea simbolica, dove la potenza delle immagini e la musica emozionano lo spettatore. Il punto di forza nel realizzare Wells of Hope è stata la determinazione di sr. Marie Claude, sr. Annie e le altre donne che abbiamo incontrato. È evidente che la modalità di costruire rete di Talitha Kum ha una marcia in più: niente personalismi, nessuna voglia di apparire, ma solo tanto impegno, coraggio e fiducia reciproca».

Dopo la proiezione romana il documentario arriverà in Nepal: il film è stato selezionato per il Nepal Human Rights International Film Festival, in programma dal 4 al 7 marzo.

Il documentario completo in italiano, inglese ed arabo verrà reso disponibile a chi dona e sostiene i progetti di Talitha Kum al seguente link: https://donorbox.org/wells-of-hope

Trailer Italiano Ufficiale HD: www.bit.ly/WellsOfHope_TrailerITA

Roma, 20 febbraio 2020
Ufficio stampa Talitha Kum: Anna Moccia - Patrizia Morgante
Cell. 338.4460056, mail:
communication@talithakum.info