Lunedì 24 febbraio 2020
“Il 22 febbraio il comitato acqua pubblica di Genova consegnerà al ‘padre’ dei pentastellati una stella da cui fuoriesce un rubinetto asciutto. È un grave monito! Trovo incredibile che (…) il Parlamento non riesca a votare una legge che traduca quello che il popolo italiano ha deciso con il Referendum del 2011 e cioè che l’acqua deve uscire dal mercato e che non si può fare profitto su questo bene così fondamentale”. (Testo: Alex Zanotelli; foto:
ACEA ATO2 – disservizi e mancanza d'acqua)

Il 22 febbraio il comitato acqua pubblica di Genova consegnerà al ‘padre’ dei pentastellati una stella da cui fuoriesce un rubinetto asciutto. È un grave monito!

Trovo incredibile che, mentre a livello locale la lotta per la ripubblicizzazione dell’acqua prosegue con forza ottenendo anche dei bei risultati, il Parlamento non riesca a votare una legge che traduca quello che il popolo italiano ha deciso con il Referendum del 2011 e cioè che l’acqua deve uscire dal mercato e che non si può fare profitto su questo bene così fondamentale. Infatti a livello regionale, provinciale, comunale, i comitati Acqua Pubblica continuano a battersi ottenendo importanti vittorie. Ricordo a tutti la bella vittoria ottenuta dai comitati di Agrigento dove l’acqua, non solo della città, ma anche della provincia, è passata in mano pubblica. Altrettanto sta facendo il Comitato di Torino che spera, tra poco, di fare altrettanto, come anche il comitato di Palermo. Senza dimenticare l’intenso impegno di tanti comitati di Benevento, Avellino e Brescia con il Referendum provinciale per ripubblicizzare l’acqua. Altrettanto sta facendo il Comitato di Napoli (unica grande città che ha obbedito al Referendum!) spingendo il Comune a realizzare che l’acqua della città metropolitana (in mano ai privati) venga gestita da un’azienda speciale consortile. Davanti a questo attivismo della base, sostenuto dal Forum dei Movimenti italiani per l’acqua pubblica, trovo incredibile l’immobilismo dei Partiti e del Parlamento per la ripubblicizzazione dell’acqua in questi nove anni dal Referendum. Ben sei governi sono passati senza fare nulla. Trovo sconcertante che né Napolitano né Mattarella abbia mai ricordato al Parlamento il dovere di tradurre in legge il Referendum. Sono soprattutto amareggiato dai Cinque Stelle che, avendo fatto della gestione pubblica dell’acqua la loro Prima stella, non sono ancora riusciti a regalarci una Legge. È mai possibile che, nel primo governo Conte, Salvini abbia forzato i Cinque Stelle a votare quegli infami Decreti Sicurezza e i pentastellati non siano riusciti a forzare la Lega a votare la Legge sull’acqua? Eppure in quel momento i cinque stelle era il Partito maggioritario in Parlamento. Che tradimento! Eppure il Forum ha continuato a fare una grossa pressione sul Parlamento. Quanti incontri con il Presidente della Camera, Roberto Fico, che ha lottato con noi a Napoli per l’acqua pubblica, per ricordargli questo impegno! So che Fico ci crede, ma finora non è riuscito a fare nulla. Eppure ci aveva detto che legava la sua Presidenza alla Camera per la Legge sulla ripubblicizzazione dell’acqua. Il Forum dei Movimenti per l’acqua pubblica ha smantellato la forte campagna dei poteri economico- finanziari che sostenevano che la spesa per la ripubblicizzazione andava dai 20 ai 25 miliardi di euro! Quante bugie! I nostri tecnici hanno dimostrato che con un miliardo e mezzo questa operazione può essere fatta! I pentastellati non possono continuare a barare. È in ballo uno degli aspetti fondamentali per cui sono stati votati. Lo devono ai loro elettori! Se anche con questo governo non ottenessimo la Legge sull’acqua, dovremmo tirare un’unica amara conclusione: la Politica non è più capace di obbedire al Popolo che si è espresso con 26 milioni di voti per la gestione pubblica dell’acqua. Purtroppo diventa sempre più chiaro che chi comanda in questo paese e nel mondo sono i poteri economico-finanziari. Non possiamo accettare tutto questo. La Politica deve ritornare a dettare legge per il bene comune. Per questo con forza chiediamo al Parlamento che voti questa legge sull’acqua che è ora bloccata in Commissione Ambiente.

Con Papa Francesco anche noi continueremo a gridare che l’acqua è un diritto umano, essenziale, fondamentale e universale perché determina la sopravvivenza delle persone (Laudato si’, 30). Mai come in questo momento tragico del surriscaldamento globale, le affermazioni di Papa Francesco diventano profetiche. È in ballo la vita di miliardi di persone sul pianeta Terra. Per questo l’Italia dia l’esempio all’Europa e al mondo che la gestione pubblica dell’acqua non solo è possibile, ma è un imperativo etico in questa crisi climatica che ci minaccia.
Alex Zanotelli
Napoli, 19 febbraio 2020