Ascensione del Signore (VII Domenica di Pasqua) – Anno A

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L’Ascensione è una nuova epifania. Le letture bibliche e altri testi liturgici la presentano come una manifestazione gloriosa di Gesù. Gli avvenimenti finali della vita terrena di Gesù danno senso e illuminano il tribolato percorso anteriore. “Per questo Giovanni parla di esaltazione, quindi di ascensione di Gesù nel giorno stesso della morte in croce: morte-risurrezione-ascensione costituiscono l’unico mistero pasquale cristiano che vede il recupero in Dio della storia umana e dell’essere cosmico. Anche i quaranta giorni, di cui è fatta menzione in Atti 1,2-3, evocano un tempo perfetto e definitivo e non sono certo da vedere come una informazione cronologica” (G. Ravasi).

“Andate e fate discepoli tutti i popoli”

Atti 1,1-11; Salmo 46; Efesini 1,17-23; Matteo 28,16-20

Riflessioni
L’Ascensione è una nuova epifania. Le letture bibliche e altri testi liturgici la presentano come una manifestazione gloriosa di Gesù. Nella I lettura appaiono la nube e uomini (angeli) in bianche vesti, come nelle manifestazioni divine; ci sono ben quattro riferimenti al cielo in soli due versetti; è annunciato anche il ritorno futuro… (v. 9-11). S. Paolo (II lettura) presenta l’epilogo di una impresa difficile e paradossale, ma riuscita: Gesù seduto alla destra del Padre nei cieli, al di sopra di ogni autorità e potenza, costituito capo della Chiesa e su tutte le cose (v. 20-22). Gli avvenimenti finali della vita terrena di Gesù danno senso e illuminano il tribolato percorso anteriore. “Per questo Giovanni parla di esaltazione, quindi di ascensione di Gesù nel giorno stesso della morte in croce: morte-risurrezione-ascensione costituiscono l’unico mistero pasquale cristiano che vede il recupero in Dio della storia umana e dell’essere cosmico. Anche i quaranta giorni, di cui è fatta menzione in Atti 1,2-3, evocano un tempo perfetto e definitivo e non sono certo da vedere come una informazione cronologica” (G. Ravasi).

La felice culminazione dell’avvenimento-mistero pasquale di Gesù sta alla base della gioiosa speranza della Chiesa e della “serena fiducia” dei fedeli di essere un giorno “nella stessa gloria” di Cristo (Prefazio). Da qui traggono ispirazione ed energia sia l’impegno apostolico sia l’ottimismo che anima i missionari del Vangelo, nella certezza di essere portatori di un messaggio e di una esperienza di vita riuscita, grazie alla risurrezione. Non si tratta di un’esperienza fallimentare, ma sicura e riuscita: già pienamente riuscita in Cristo, e, anche se in forma parziale, già riuscita nella vita del cristiano e dell’evangelizzatore, sia pure in attesa di nuovi sviluppi.

Motivati interiormente da tale esperienza di vita nuova in Cristo, gli Apostoli - e i missionari di tutti i tempi - ne diventano “testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino ai confini della terra” (At 1,8), in un percorso che si apre progressivamente dal centro (Gerusalemme) verso una periferia vasta come il mondo intero. (*) Il campo di lavoro missionario della Chiesa sono tutti i popoli (Vangelo), ai quali Gesù manda i suoi discepoli prima di salire al cielo (v. 19). Li manda in forza di una pienezza di potere (v. 18), che Gli compete come Figlio di Dio e come Kurios (Signore) glorificato: “Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli... insegnando…” (v. 19-20). Una missione che è possibile realizzare con la forza dello Spirito, che invochiamo, insieme con Maria e gli Apostoli, nell’attesa di una Pentecoste sempre nuova.

Quel dunque (oun-ergo: in gr. e lat., rispettivamente) ha il valore di una conseguenza irrinunciabile: indica, infatti, la radice e la continuità della missione universale, che nasce dalla Santa Trinità e si prolunga nel tempo e nello spazio attraverso la Chiesa, inviata a tutti i popoli, rassicurata dalla presenza permanente del suo Signore: “Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo” (v. 20). Per Matteo, Gesù non si allontana dai suoi, cambia soltanto il modo di essere presente. Resta con loro: Egli è sempre l’Emanuele, il Dio con noi, annunciato fin dall’inizio del Vangelo (cfr. Mt 1,23).

I verbi che Gesù usa per mandare gli apostoli in missione mantengono la loro perenne attualità. ‘Andate’ indica il dinamismo di una uscita permanente e il coraggio per immergersi nelle situazioni sempre nuove del mondo; “andate”, cioè “uscite”, “partite”, come dire “andate incontro all’altro”; ‘fate discepoli tutti i popoli’ vuol dire farli seguaci non tanto di una dottrina, ma di una Persona; proponete, così come Dio si propone senza imporsi; ‘battezzate’ segnala il sacramento che inserisce le persone nella Chiesa e le immerge nella vita trinitaria; ‘insegnate a osservare’ richiama la risposta dei discepoli alla voce del Maestro e Pastore. Egli ha compiuto l’opera della salvezza a favore di tutti i popoli; ora chiama e invia altri discepoli a continuare la sua stessa missione. Sulle strade del mondo, il cristiano vive spesso in tensione fra il guardare al cielo e il trasformare la terra. Se guarda solo in alto, vengono gli angeli (Atti 1,11) a indicargli i suoi compiti sulla terra. Se si guarda solo in terra, S. Paolo ci ricorda a quale speranza siamo chiamati (Ef 1,18). La sintesi è la missione in nome di Dio e in mezzo ai popoli. Tale è il dono e il mistero di ogni vocazione al servizio del Vangelo nel mondo.

Parola del Papa

(*) «Anche nella nostra epoca la missio ad gentes è la forza trainante del dinamismo fondamentale della Chiesa. L’ansia di evangelizzare ai “confini”, testimoniata da missionari santi e generosi, aiuta tutte le comunità a realizzare una pastorale estroversa ed efficace, un rinnovamento delle strutture e delle opere… Evangelizzare… richiede una Chiesa missionaria tutta in uscita… C’è tanto bisogno di sacerdoti, di persone consacrate e fedeli laici che, afferrati dall’amore di Cristo, siano marcati a fuoco dalla passione per il Regno di Dio e disponibili a mettersi sulla via dell’evangelizzazione».
Papa Francesco
Discorso all’assemblea delle Pontificie Opere Missionarie, Roma, 9.5.2014

Sui passi dei Missionari

24 Solennità della Ascensione del Signore Gesù al Cielo, dopo aver inviato gli apostoli al mondo intero. – Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, con il tema (2020): «‘Perché tu possa raccontare e fissare nella memoria (Es 10,2). La vita si fa storia».

·     Anniversario dell’enciclica Laudato si’ – Sulla cura della casa comune, pubblicata da Papa

       Francesco il 24 aprile 2015, per promuovere un’ecologia integrale e solidale.

·     Festa di Maria Ausiliatrice. – Giornata di preghiera per la Chiesa in Cina, dove Maria è venerata in modo speciale nel Santuario di Sheshan, a Shanghai.

·     B. Giovanni del Prado (1563-1631), sacerdote francescano spagnolo, missionario e martire. Fu ucciso in Marocco mentre si dedicava all’assistenza spiritualei cristiani schiavizzati da musulmani.

·     Ricordo di Franz Pfanner (1825-1909), monaco austriaco dei Trappisti di stretta osservanza (Ocso). Nel 1880 andò missionario in Sudafrica e fondò il monastero di Mariannhill, nel Natal. Vedendo che la Regola monastica ostacolava l’attività evangelizzatrice dei monaci, chiese di separarsi dall’Ordine e fondò nel 1909 le Congregazioni dei Missionari e delle Missionarie di Mariannhill.

25   Bb. Mario Vergara (1910-1950), martire, sacerdote italiano del Pime, missionario in Birmania (attuale Myanmar), e il suo catechista, Isidoro Ngei Ko Lat, martire, primo beato del Myanmar. I due furono uccisi in odio alla fede cristiana.

·     Giornata dell’Africa – Anniversario della fondazione della Organizzazione dell’Unità Africana (dal 2002, Unione Africana), creata nel 1963 ad Addis Abeba (Etiopia).

26   S. Filippo Neri (1515-1595), sacerdote, apostolo della gioventù a Firenze e a Roma, fondatore dell’Oratorio per la formazione cristiana dei giovani con preghiere, canti, opere di carità.

·     S. Mariana de Jesús de Paredes y Flores (1618-1645), ecuadoriana, laica terziaria francescana, dedita ad aiutare indigeni e neri. È la prima donna ecuadoriana canonizzata (1950).

27   S. Agostino di Canterbury (534-604), monaco romano, mandato dal Papa S. Gregorio Magno come missionario in Inghilterra, alla testa di una quarantina di monaci per rievangelizzare l’antica Britannia. Divenne il primo vescovo di Canterbury e fondò altre sedi episcopali.

28   Bb. Antonio Julian Nowowiejski (1858-1941) e Leone Wetmanski (1886–1941), martiri, rispettivamente arcivescovo e vescovo ausiliare di Plock (Polonia), e presidente e segretario della Pontificia unione missionaria (Pum). Morirono nel campo di concentramento nazista di Soldau-Dzialdowo (Polonia), sfiniti dalla fame e da crudeli torture. Giovanni Paolo II li beatificò il 13 giugno 1999, a Varsavia, con altri 106 martiri, vittime della persecuzione scatenata contro la Chiesa polacca durante l’occupazione nazista tedesca, dal 1939 al 1945.

29   S. Paolo VI (1897-1978). Ordinato sacerdote il 29 maggio 1920, prestò la propria collaborazione ai papi Pio XI e Pio XII e, contemporaneamente, esercitò il ministero sacerdotale a favore dei giovani universitari. Fu nominato arcivescovo di Milano dal 1954, creato cardinale nel 1958, eletto Papa nel 1963. Con straordinario spirito ecclesiale, guidò e portò a compimento il Concilio Vaticano II (8-12-1965), del quale fu il grande timoniere. Con umiltà e coraggio, ne promosse l’applicazione mediante decreti ed encicliche. Creò il Sinodo dei Vescovi e intraprese viaggi missionari nei cinque continenti.

·     B. Giuseppe Gérard (1831-1914), sacerdote francese degli Oblati di Maria Immacolata, missionario pioniere in Sudafrica e Lesotho.

·     S. Orsola Giulia Ledóchowska (1865-1939), religiosa austriaca, fondatrice delle Orsoline del S. Cuore di Gesù Agonizzante. Compì viaggi missionari in diversi paesi d’Europa, fondando numerosi centri di educazione e insegnamento, e appoggiando organizzazioni ecclesiali.

·     B. Rolando Rivi (1931-1945), seminarista e martire, nato a Reggio Emilia. Fu ucciso a 14 anni in un bosco a Piane di Monchio (Modena) dalla resistenza partigiana, in odio alla sua fede, colpevole solo di indossare la veste talare.

30   S. Giuseppe Marello (1844-1895), vescovo di Acqui Terme (Piemonte), fondatore degli Oblati di S. Giuseppe, per la formazione morale e cristiana della gioventù.

31 Solennità di PENTECOSTE – Lo Spirito Santo ‘parla’ in tutte le lingue e culture dei popoli.

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A cura di: P. Romeo Ballan – Missionari Comboniani (Verona)

Sito Web:   www.euntes.net    “Parola per la Missione”

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